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Scienze
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Cellulari e tumori… Il rischio c’è
La magistrale messa a punto di uno dei maggiori esperti sul tema, dibattuto e complesso, dei rischi connessi all’utilizzo di cellulari e cordless, il prof. Angelo Levis
Italia, 13.06.2010 - Esiste una relazione tra uso di telefoni mobili (compresi i cordless) e aumento del rischio di tumori cerebrali e al nervo acustico. Lo riconfermano Hardell e Levis, ricercatori indipendenti. Mentre dal Progetto Interphone escono dati tranquillizzanti soprattutto in quanto gli studi sono condotti per pochi anni (3-5). Ma la situazione cambia radicalmente se questi dati vengono rianalizzati tenendo conto di ovvie considerazioni. Se si considerano i dati relativi a persone con almeno 10 anni di latenza (dall’inizio dell’uso dei telefoni mobili) e i soli tumori ipsilaterali (sviluppati sullo stesso lato della testa sul quale viene abitualmente appoggiato il telefonino) il rischio aumenta quasi del doppio.
In effetti se si cerca dopo 3 o 5 anni un tumore che ha bisogno di almeno 10 anni o più di latenza per potersi sviluppare… è facile non trovare niente!
Poi, considerando che il Progetto Interphone è “cofinanziato per più del 50% dal Mobile Manufacturers Forum (l’ente che accorpa 12 tra le principali industrie di telefonia mobile)”, come sotto ben evidenziato, diventa ancora più facile non trovare niente!
Ecco la magistrale messa a punto di uno dei maggiori esperti sul tema, dibattuto e complesso, dei rischi connessi all’utilizzo di cellulari e cordless, il prof. Angelo Levis (già ordinario di Mutagenesi presso l’Università di Padova di mutagenesi e membro del Comitato Scientifico di ISDE).
A pochi giorni dalla comparsa sul sito dell’International Journal of Epidemiology dei dati più recenti dell’Interphone Study Group Brain tumour risk in relation to mobile telephone use: results of the Interphone international case-control study, Int. J Epidemiol; advance acces published May 17, 2010, 1-20 (che ha avuto un’immediata eco su centinaia di siti Internet e bollettini sanitari di tutto il mondo) il prof. Levis scrive che «i motivi alla base della discrepanza tra i dati positivi di Hardell sulla relazione tra uso di telefoni mobili (compresi i cordless) e aumento del rischio di tumori cerebrali e al nervo acustico e quelli “negativi” dell’Interphone (sugli utilizzatori solo di cellulari) dovrebbero essere definitivamente chiariti dall’esame degli ultimi recentissimi articoli pubblicati dai due gruppi. Hardell, come aveva già fatto negli ultimi anni (1-3), ha eseguito una nuova meta-analisi (4) nella quale ha incluso, oltre ai suoi dati, anche quelli dell’Interphone: mentre i dati complessivi non evidenziano alcun aumento del rischio di tumore alla testa negli utilizzatori di telefoni mobili, restringendo la meta-analisi ai soggetti con almeno 10 anni di latenza (dall’inizio dell’uso dei telefoni mobili) e ai soli tumori ipsilaterali (cioè sviluppatisi sullo stesso lato della testa sul quale viene abitualmente appoggiato il telefono mobile, che è l’unico significativamente irradiato), si evidenzia un aumento (quasi un raddoppio) del rischio (OR) statisticamente significativo (in quanto l’intero intervallo di IC95% è superiore a 1) per i tumori maligni al cervello (gliomi: OR = 1,9; IC 95% = 1,4-2,4) e per i tumori benigni (neuromi) al nervo acustico (oltre il 50% in più: OR = 1,6; IC 95% = 1,1-2,4), e un aumento, rispettivamente del 30 e del 70%, prossimo alla significatività, per i tumori cerebrali benigni (meningiomi: OR = 1,3; IC95% = 0,8-1,8) e per i tumori benigni e maligni alle ghiandole salivari (OR = 1,7; IC 95% = 0,96-2,9).
La conclusione dell’Interphone è che sono necessari altri studi per poter stabilire se l’uso dei cellulari (l’Interphone non prende in considerazione i cordless, a differenza di Hardell!) sia o no causa di tumori alla testa. Perciò chissà quanto altro tempo dovrà passare perché anche l’Interphone si decida a certificare quello che ormai da tempo è sotto gli occhi di tutti. Questa ulteriore attesa è chiaramente nell’interesse dei co-finanziatori dell’Interphone: infatti questo progetto, varato nel 2000 dalla IARC (Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro di Lione) e finanziato in parte dalla Comunità Europea, è co-finanziato per più del 50% dal Mobile Manufacturers Forum (l’ente che accorpa 12 tra le principali industrie di telefonia mobile: Alcatel, Ericsson, Mitsubishi Electric, Motorola, Nokia, Panasonic, Philips, Sagem, Samsung, Siemens, Sony Ericsson, e ICL & Alcatel Mobile Phones), dalla GSM Association, altra potente “lobby” della telefonia mobile collegata alla “Wi-Fi Alliance” che assembla più di 300 industrie interessate a livello mondiale alla diffusione delle nuove tecnologie di telefonia mobile e dei servizi wireless, e dalla Canadian Wireless Telecommunications Association».
Ernesto Burgio
ISDE Italy Scientific Commitee
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