luceraincartolina



Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra
SCIENZE
scienze scienzeindice

Ancora uno studio di Mario Coccia sul contagio da Covid-19
"Fattori di vulnerabilità delle città a future epidemie di COVID-19 e simili agenti virali”. Lo studioso lucerino sulla prestigiosa rivista della quale ora è anche editore

Lucera, 11.09.2020 - Il rischio di una seconda ondata di COVID-19 si fa sempre più reale. Chi non ha perso il contatto con la realtà è il Dott. Mario Coccia, lucerino che da anni riveste il ruolo di Dirigente ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha visto in questi giorni pubblicato sulla prestigiosa rivista “Environmental Research”, nel Numero Speciale che ha trattato l’argomento “SARS-CoV-2 and other pathogenic microorganisms in the environment” uno studio meticoloso circa il fenomeno che sta tenendo in apprensione da mesi la popolazione mondiale. Di questo studio condotto dal Dott. Coccia, “Il Frizzo” pubblica qui una sintesi (ed il link di approfondimento della ricerca del professionista lucerino) affinché si possano comprendere i rischi di diffusione del COVID-19 nel prossimo autunno inverno.
Mario Coccia è Dirigente di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche, 
I fattori di vulnerabilità delle città a future epidemie di COVID-19 e simili agenti virali
Un nuovo studio svolto da Mario Coccia (Dirigente di Ricerca del CNR, Editore della GE e della rivista internazionale “Environmental Research” - Numero Speciale su “SARS-CoV-2 and other pathogenic microorganisms in the environment”) analizza le debolezze ambientali e sociali delle città in presenza di nuovi agenti virali che diffondono malattie infettive, come il SARS-CoV-2. Questo studio è importante per la prevenzione e/o il contenimento di nuovi focolai di COVID-19 e di altri agenti virali che generano un impatto negativo sulla salute pubblica e sull’economia dei paesi. L’attuale monitoraggio delle dinamiche di trasmissione delle malattie infettive si basa principalmente sul numero di riproduzione (R0) e sui tassi di mortalità. Tuttavia, questo approccio è un monitoraggio in tempo reale delle dinamiche di trasmissione virale per mitigare il numero di individui infetti e decessi correlati al COVID-19 e altre malattie infettive. Lo studio suggerisce un nuovo indice che misura il rischio e la vulnerabilità ambientale, ex-ante, considerando il livello di inquinamento, la velocità del vento, le malattie respiratorie negli anni precedenti e la densità della popolazione nelle città. L'evidenza statistica, applicata alle città Italiane, mostra come elevati livelli di inquinamento dell’aria, bassa velocità del vento (sotto i 10km/h), elevata incidenza di malattie respiratorie (negli anni precedenti) ed elevata densità di popolazione delle città espone alcune aree geografiche ad una elevata vulnerabilità ambientale di fronte a nuovi agenti virali, come il SARS-CoV-2.
In particolare, i risultati rivelano che:

1) le città con una elevata velocità media del vento (>15 km/h) ed un inquinamento ambientale basso (come molte città del Sud Italia e Isole) hanno un numero inferiore di individui infetti e decessi correlati al COVID-19;
2) le città situate nelle zone dell’entroterra con scarsa velocità del vento (minore di 10 km/h), alta densità della popolazione e continui alti livelli di inquinamento atmosferico misurati con le polveri sottili PM10 e PM2.5 (come molte città del Nord Italia nella zona geografica della Pianura Padana) avevano un numero più elevato di individui infetti e decessi correlati a COVID-19.

I risultati qui suggeriscono che alte concentrazioni di inquinanti atmosferici, associate a bassa velocità del vento (indicatore di stabilità atmosferica) possono promuovere una permanenza più lunga delle particelle virali nell'aria, favorendo così un mezzo indiretto di diffusione dell'infettività virale del nuovo coronavirus (SARS-CoV-2), oltre alla diffusione diretta con le dinamiche di trasmissione da uomo a uomo.
I risultati dello studio, riflessi in ambienti indoor (al chiuso), in aggiunta al distanziamento, pulizia e disinfezione delle mani ed altre prescrizioni non farmaceutiche, suggeriscono che sarebbe opportuno favorire sempre una ventilazione naturale degli ambienti interni per un ricambio continuo dell’aria in modo da pulire gli ambienti da eventuali agenti virali che potrebbero stazionare e così ridurre la diffusione di malattie infettive respiratorie.
In conclusione, i responsabili politici per far fronte all’attuale pandemia di COVID-19 e future epidemie simili a COVID-19 dovrebbero applicare una politica ambientale per ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell'aria e dell'ecosistema della città per ridurre la loro vulnerabilità ambientale a futuri agenti virali che creano problemi socioeconomici. La teoria suggerita nello studio, quindi, può supportare una strategia ambientale proattiva per aiutare i responsabili politici a prevenire future pandemie simili al COVID-19 e, in caso di diffusione di malattie infettive, a limitare il numero di individui infetti e le morti con adeguate misure di controllo nella società.
Ecco il link all’articolo “An index to quantify environmental risk of exposure to future epidemics of the COVID-19 and similar viral agents: Theory and Practice. Environmental Research, Article number” 110155.

Il Frizzo

Scrivi a: info@ilfrizzo.it

Il Frizzo è su Facebook 



Scrivete
al Frizzo

Le lettere
al Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento
ilsommelier

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Alla ricerca di…
Newsletter
F.A.Q.