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LA LETTERA

L'ing. Marco Armillotta e i dubbi sul voto alle Regionali e Comunali
«Alla faccia delle promesse elettorali fatte il 3 luglio, il sindaco Tutolo, a distanza di poco più di un anno dalla sua rielezione che aveva chiesto con forza, si dimette, si scioglie il Consiglio Comunale, già indagato dalla Corte dei Conti, e ufficialmente si candida alle prossime elezioni regionali»

Lucera, 17.09.2020 - «Mi date qualche motivo per convincermi della bontà dell’amministrazione Tutolo a Lucera e per votarlo alla Regione Puglia?
PRIMO MANDATO: iniziato nel 2014 il primo mandato con l’idea di dare una ventata nuova, aveva assunto i seguenti impegni:

1) mantenere la promessa elettorale per l’ex asilo S. Anna di ripristinare il sito a carico del proprietario;
2) pubblica un bando per la progettazione e l’ampliamento dell’area cimiteriale con finanziamento conto terzi;
3) pubblica un bando per l’ammodernamento di Viale Castello, affermando di essere in grado, da subito, di avere disponibili i finanziamenti necessari.

Tutte le promesse suddette ed altre di minor impatto non sono state mai mantenute.
Nel corso del suo primo mandato non sono state realizzate opere nuove all’infuori di quelle finanziate dalle precedenti amministrazioni (si veda Via Foggia).
A fine mandato, il sindaco Tutolo ha giustificato la mancanza di opere nuove col pagamento dei debiti pregressi.
Nella campagna elettorale per il secondo mandato, ha chiesto di dargli fiducia altrimenti i progetti e i finanziamenti approvati sarebbero stati appannaggio delle successive amministrazioni.
Ancora una volta i cittadini di Lucera, nonostante le delusioni del primo mandato, gli hanno dato fiducia in maniera plebiscitaria.
SECONDO MANDATO: eletto nelle elezioni del 26 maggio 2019, anche questa volta è partito di slancio affermando di iniziare e portare a conclusione i lavori promessi di ammodernamento di Viale Castello.
Tali lavori sono iniziati il 2 ottobre 2019 e dovevano concludersi il 2 ottobre 2020; purtroppo anche questa volta le previsioni non sono state rispettate: a distanza solo di una settimana, dopo aver demolito alberi e illuminazione pubblica, i lavori sono stati sospesi.
La motivazione, a detta della direzione dei lavori, la presenza di un cavo Enel non rilevato in sede di progettazione. Fa riflettere sulla superficialità degli incarichi dati ed eseguiti oltre all’acquiescenza dell’amministrazione comunale e dirigenti vari che non hanno mosso un dito per la ripresa dei lavori anche dopo la conferma dell’Enel che il cavo in questione era vecchio ed abbandonato da moltissimi anni. La sospensione dei lavori persiste ancora oggi (settembre 2020), incuranti del disagio arrecato alla cittadinanza dalla chiusura di una via importante di Lucera, tanto importante che i residenti e molti altri lucerini sono costretti ad attraversare l’area del cantiere a proprio rischio e pericolo forzando anche alcune recinzioni.
Alla faccia delle promesse elettorali fatte il 3 luglio, il sindaco Tutolo, a distanza di poco più di un anno dalla sua rielezione che aveva chiesto con forza, si dimette, si scioglie il Consiglio Comunale, già indagato dalla Corte dei Conti, e ufficialmente si candida alle prossime elezioni regionali; si dice che abbia pianto per la scelta fatta, forse è il pianto dei coccodrilli.
Nel frattempo, la Corte dei Conti ha rilevato delle irregolarità amministrative gravi: un continuo ricorso alle anticipazioni di tesoreria, cioè all’anticipazione di somme liquide da parte del tesoriere per far fronte a pagamenti e costituenti un debito del Comune verso il tesoriere, senza estinguere il debito entro l’esercizio finanziario, che si chiude nell’anno, nel quale sono intervenute le anticipazioni.
La Corte dei Conti ha rilevato altresì che vi è stata una “intrinseca violazione normativa data dall’utilizzo in via ordinaria di uno strumento di provvista finanziaria di carattere temporaneo” (pag. 29) e che ciò è divenuto “elemento caratterizzante della gestione del Comune” (pagg. 29-30). In secondo luogo, il Comune avrebbe utilizzato somme in danaro vincolate a specifica destinazione (art. 195 TUEL) per un fine diverso, senza ricostituire a fine esercizio il fondo vincolato (pag. 30). Ma le violazioni normative non finiscono qui.
Il dissesto del comune di Lucera è stato pronunziato per “l’incapacità di redigere un piano di riequilibrio finanziario corretto nell’indicazione delle diverse poste economiche e rispettoso della normativa contabile, pertanto è attribuibile all’incapacità del Comune di approvare un piano di riequilibrio legittimo sul piano sostanziale e formale, il che significa che il Comune non aveva debiti tali da portarlo all’insolvenza, ma che l’amministrazione non ha saputo gestire la situazione economico-finanziaria”.
In tale clima di incertezze, il sindaco Tutolo avrebbe fatto bene ad abbandonare la politica, invece ha pensato di assicurarsi un posto al sole sotto la protezione del Partito Democratico di cui era divenuto vassallo e ancora una volta ha chiesto ai cittadini di dargli fiducia promettendo di andare in Regione per procurare finanziamenti insperati.
L’ex sindaco Tutolo ancora una volta mente, perché dovrebbe sapere che per avere finanziamenti occorrono progetti ben fatti e presentati agli Enti competenti ed alla commissione europea ove annualmente l’Italia perde circa il 40% delle somme che spettano per mancanza di progettualità.
I finanziamenti a pioggia, una tantum, come quelli elencati dal consigliere regionale Piemontese, sono briciole che non risolvono e risollevano le sorti di un comune, una provincia ecc.
Costoro si ripropongono alla città dopo che sono state accertate le loro violazioni. I cittadini di Lucera dovrebbero capire che votando nuovamente la classe degli amministratori uscenti si votano degli incapaci, lo dice la Corte dei Conti
e se lo sono, dovrebbero avere il buonsenso di non ripresentarsi alla città.
C’è da augurarsi che i lucerini possano votare persone che siano affidabili e competenti, dato che l’operazione dei volti nuovi è fallita perché sinonimo di incompetenza, approssimazione e superficialità: arrivare al dissesto è la più grande sconfitta per un Comune».

Ing. Marco Armillotta

 

 

 



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