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LA LETTERA

Antonio Chiella e il Piano regionale della salute
“Stato dell’arte” in materia di prevenzione collettiva, sanità pubblica e assistenza distrettuale per assicurare i livelli essenziali di assistenza sulla base di una solida sostenibilità economico-finanziaria

Lucera, 06.11.2018 - «Le ultime due riunioni delle Conferenze dei Sindaci del 21 luglio (leggi) e del 26 luglio del 2016 (leggi), entrambe rinviate per mancanza del numero legale, HANNO PURTROPPO REGISTRATO, TRA LE ALTRE, L’ASSENZA DEL SINDACO DI LUCERA TUTOLO ANTONIO (Autorità sanitaria locale ai sensi di legge).
In ordine alle critiche dovute al mancato raggiungimento del numero legale in quelle due urgenti convocazioni e alle immediate rimostranze del Sindaco di Foggia Franco Landella, l’emittente televisiva Teleradioerre pubblicò la seguente risposta del DIRETTORE GENERALE DELL’ASL DI FOGGIA VITO PIAZZOLLA: “È urgente la istituzione dei Comitati dei sindaci dei distretti perché a livello distrettuale vengono intercettati tempestivamente le problematiche sanitarie…”, VEROSIMILMENTE NON ANCORA ISTITUITA (leggi).
A tal proposito, è bene che i Cittadini sappiano quanto segue, visto che nessuno li informa delle loro “problematiche sanitarie”, specialmente di quelle relative alla prevenzione collettiva, alla sanità pubblica e all’assistenza distrettuale.
Le attribuzioni della Conferenza dei Sindaci e dei Comitati dei Sindaci di Distretto sono riportate nel Regolamento Regionale nr. 16 del 2008 (leggi).
Ciò premesso, è bene che si sappia che le norme e i princìpi per il riordino del Servizio Sanitario Regionale ed il Piano della Salute 2008-2010 (Leggi Regionali 36/1994, 25/2006 e 23/2008) prevedono che, con riferimento ai LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA), il Piano Regionale di Salute (PRS) definisca anche gli interventi d’integrazione e coordinamento delle politiche della salute con le politiche sociali, dell’ambiente, del bilancio e della programmazione economica; che i COMUNI partecipino in via consultiva al processo di programmazione regionale (la Giunta regionale, entro il 10 settembre dell’ultimo anno di vigenza del PRS precedente, trasmette ai Sindaci dei Comuni la proposta di PRS ai fini dell’acquisizione dei loro pareri, che devono essere espressi entro e non oltre i successivi trenta giorni dalla data di trasmissione e, nel caso di inosservanza del termine indicato, i pareri si intendono acquisiti favorevolmente a tutti gli effetti); collaborino ai PIANI ATTUATIVI LOCALI (PAL) adottati dai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie Locali (in caso di inosservanza la Giunta regionale deve provvedere alla nomina di un Commissario ad acta affinché adotti il PAL nel termine di trenta giorni dalla nomina); procedano, attraverso la Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale, alla verifica della realizzazione dei PAL da parte delle Aziende Sanitarie Locali ed infine che anche gli altri Enti locali (Province, Ambiti Sociali…) partecipino al processo di elaborazione del PRS e dei PIANI SOCIALI DI ZONA (PSZ), stipulando “PROTOCOLLI D'INTESA” per interventi di comune competenza finalizzati all’integrazione socio-sanitaria, specificando i livelli di compartecipazione alla spesa.
Il punto 2.2 (“LA PROMOZIONE DELLA SALUTE COLLETTIVA: STRATEGIE DI PREVENZIONE Integrazione fra tutela ambientale e sanitaria”) del richiamato Piano della Salute (L.R. n. 23 del 2008) riferisce, tra l’altro, quanto segue: “[…] Un aspetto non irrilevante è rappresentato poi dalla necessità di attivare corrette procedure di comunicazione del rischio, un aspetto cruciale soprattutto nelle condizioni di elevata percezione di rischio per la salute che spesso si manifesta nelle comunità in corrispondenza di alcuni fattori di rischio ambientali: l’installazione di nuovi siti produttivi, la presenza di impianti di cui si sospetti un’attività inquinante genera nelle popolazioni con sempre maggiore frequenza l’instaurarsi di condizioni di allarme diffuso che diventa di per sè vero e proprio malessere nel momento in cui scatena irrequietezza e paura. Anche queste situazioni esprimono un bisogno di informazioni che si traduce in bisogno di salute, che pertanto richiede capacità di risposta e di intervento da parte delle autorità, attraverso la definizione di protocolli di azione che stabiliscano procedure, compiti e responsabilità. Del resto, l’OMS e gli stessi Piani Sanitari più recenti sottolineano l’esigenza di una gestione integrata, cioè di un coinvolgimento di tutti quei soggetti istituzionali, sociali ed economici che «pur non avendo una diretta competenza sanitaria, esercitano funzioni che possono incidere sullo stato di salute della popolazione». Questa integrazione non solo consente un approfondimento dell'interpretazione delle relazioni tra ambiente ed effetti sulla salute ma risulta, altresì, momento fondamentale nella programmazione degli interventi di prevenzione e nella comunicazione alla popolazione sui temi della salute in relazione all'ambiente.
Per quanto attiene particolarmente agli interventi di integrazione e coordinamento delle politiche della salute con quelle dell’ambiente e delle politiche sociali, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.) 12 gennaio 2017, avente ad oggetto la definizione e l’aggiornamento dei LEA, prevede che nell’ambito della PREVENZIONE COLLETTIVA E SANITÀ PUBBLICA, il Servizio sanitario nazionale debba garantire, attraverso le ASL nonché avvalendosi dei Medici e Pediatri convenzionati, anche le seguenti attività:
• tutela della salute e della sicurezza degli ambienti aperti e confinati (art.2, comma 1, lett. b), del D.P.C.M.);
• sicurezza alimentare - tutela della salute dei consumatori (art. 2, comma 1, lett. e), del D.P.C.M.).
A tali fini, relativamente alla integrazione con le politiche dell’ambiente, il D.P.C.M. prevede i seguenti Programmi le relative prestazioni che devono essere erogate in forma integrata tra sistema sanitario (ASL) e Agenzie per la protezione dell’ambiente (ARPA):
• “B3 - Valutazione igienico-sanitaria degli strumenti di regolazione e pianificazione urbanistica”, le cui prestazioni devono riguardare la “Partecipazione e supporto agli Enti preposti nella definizione di strumenti di pianificazione e regolazione urbanistica, con particolare attenzione al rapporto tra salute e pianificazione urbanistica”;
• “B4 - Tutela della salute dai fattori di rischio presenti in ambiente di vita, non confinato, le cui prestazioni devono interessare la “Comunicazione dei rischi per la salute derivanti da inquinamento ambientale; partecipazione e supporto ad Enti ed Istituzioni per programmi di miglioramento ambientale, con particolare attenzione ai rapporti ambiente e salute”;
E5 Controllo sul ciclo di vita dei prodotti fitosanitari e coadiuvanti dei fitosanitari, compreso il controllo dei residui”, le cui prestazioni devono riguardare “…controlli ufficiali, altre attività ufficiali e provvedimenti conseguenti; rendicontazioni/report informativi ai cittadini, operatori sanitari e Istituzioni” (Vedi: Allegato I, “Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica, del D.P.C.M.).
Relativamente all’integrazione con le politiche sociali, il D.P.C.M. prevede tra l’altro che, nell’ambito dell’ASSISTENZA DISTRETTUALE, il livello si articoli anche tra le seguenti aree di attività:
“assistenza sociosanitaria domiciliare e territoriale” (art. 3, comma 1, lett. h) del D.P.C.M.);
“assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale” (art. 3, comma 1, lett. 1) del D.P.C.M.).
A tali fini, il D.P.C.M. prevede, in estrema sintesi, che il Servizio Sanitario Nazionale garantisca l’accesso unitario ai servizi sociali, la presa in carico della persona e la valutazione multidimensionale dei bisogni, sotto il profilo clinico, funzionale e sociale; che il Progetto di assistenza individuale (PAI) definisca i bisogni terapeutico-riabilitativi e assistenziali della persona previa redazione da parte dall’Unità di Valutazione Multidimensionale, con il coinvolgimento di tutte le componenti dell’offerta assistenziale sanitaria, sociosanitaria e sociale, del paziente e della sua famiglia e soprattutto che il Medico di medicina generale assuma la responsabilità clinica dei processi di cura, valorizzando e sostenendo il ruolo della famiglia.
Con riferimento alla integrazione tra POLITICHE DELLA SALUTE, PREVENZIONE COLLETTIVA, SANITÀ PUBBLICA, ASSISTENZA DISTRETTUALE, BILANCIO E PROGRAMMAZIONE ECONOMICA innanzi richiamati, l’attuale “stato dell’arte” sarebbe il seguente:
• nel documento di “PIANIFICAZIONE STRATEGICA” dell’Azienda Sanitaria Locale di Foggia, valevole per gli anni 2015-2017, si legge, tra l’altro, che “…questa Direzione ritiene opportuno avviare da subito un percorso di condivisione con gli ambiti territoriali, le Organizzazioni Sindacali e gli operatori coinvolti sulla scorta di DATI EPIDEMIOLOGICI… SONO EMERSE CRITICITÀ RIGUARDANTI IL SOTTODIMENSIONAMENTO DELL’ORGANICO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL REGISTRO TUMORI obiettivi quantitativi e qualitativi… 2. Epidemiologia oncologica: Aggiornamento”; 3. Analisi dello stato di salute della popolazione dell’ASL Foggia: Aggiornamento;… 6. Analisi epidemiologica delle principali patologie prevalenti nella popolazione dell’ASL Foggia: Aggiornamento…”;
• la prima bozza di ATTO AZIENDALE dell’Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Foggia (Delibera del Direttore Generale n. 906 del 29 luglio 2016) in merito alle due volte che venne convocata la Conferenza dei Sindaci, riferiva, tra l’altro che “[…] in entrambe le convocazioni non è stato raggiunto il numero legale […]”;
• il 1º ottobre 2018, il Consiglio Comunale di Lucera ha deliberato di approvare in via definitiva lo SCHEMA di Convenzione per la gestione associata delle funzioni e dei servizi socio-assistenziali per l’attuazione dei Piani Sociali di Zona,senza che, a tutt’oggi, risulti nota sia la DEFINITIVA SOTTOSCRIZIONE della Convenzione, sia la stipula di PROTOCOLLI D'INTESA” per interventi finalizzati all’integrazione socio-sanitaria di comune competenza dell’Ambito Sociale, dell’ASL di Foggia, della Provincia, del Comune, dell’ARPA, del Terzo Settore ecc., CON ESATTA SPECIFICAZIONE DEI LIVELLI DI COMPARTECIPAZIONE DELLA SPESA.
Cittadini, a me sembra che non funzioni nulla di quello che è previsto! E a Voi?
Grazie per l’attenzione.

Antonio Chiella

 

 

 



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