Una lacrima sul viso
Un meridionale sulla sua 127, stereo a palla, sta camminando tranquillamente. Gli si affianca un milanese col Ferrarino che abbassa il finestrino e fa: «Ueee!, testina… Il silenzio è d'oro, William Shakespeare!».
Al secondo semaforo rosso, si accosta di nuovo, abbassa il finestrino: «Ueee!, testina… Il silenzio è d'oro, William Shakespeare!».
Al terzo semaforo, di nuovo, abbassa il finestrino, non fa in tempo ad aprire bocca che il meridionale gli sputa in faccia: «Ueee!, capocchioone di minchia… Una lacrima sul viso, Bobby Solo!!!».
[Angelo]
Il ketchup
Un entusiasta venditore porta-a-porta di aspirapolveri va nella prima casa della sua nuova zona. Bussa e gli apre una donna dallo sguardo arcigno. Lui non le da’ neanche il tempo di aprie bocca che entra in casa e sparge letame su tutto il tappeto.
Poi fa: «Signora, se questo aspirapolvere non farà miracoli pulendo ‘sta roba, giuro che me la mangio tutta!!!».
La casalinga, con un ghigno, risponde: «Ci vuole su il ketchup?».
«Perché me lo chiede?».
«Perché ci siamo appena trasferiti e non abbiamo ancora l’allacciamento della corrente...».
[Lore]
Il negro
Un giovanotto passa da una strada. A un certo punto, da un caseggiato al primo piano, una fanciulla mezza nuda con la mano lo invita a casa. Il giovanotto, tutto ingaluzzito, corre al portone, sale al primo piano, suona e le viene ad aprire un grosso negro, lo prende per un braccio, lo tira dentro e lo violenta.
Tutto frastornato il giovane esce e se ne va.
Il giorno dopo ripassa dalla stessa strada e vede al secondo piano la stessa fanciulla, mezza nuda che lo invita. Tra sé e sé dice: «Ha! Mi scusi. Ho sbagliato di piano…». E corre al portone. Sale le scale fino al secondo piano, suona e le apre lo stesso negro, lo prende per un braccio, lo tira in casa e lo violenta.
Nuovamente esce tutto frastornato e si allontana.
Al mattino successivo ripassa dalla stessa strada stessa scena, vede la fanciulla che dal terzo piano lo invita, allora fra sé e sé dice: «Ma vedi come sono scemo? Dovevo andare al terzo piano, invece ho sbagliato…» E corre al portone, sale le scale fino al terzo piano, suona e le apre nuovamente il negro che lo attrae in casa e lo violenta.
Passano alcuni giorni. Il giovanotto ripassa da quella strada e rivede la fanciulla che, dal quarto piano, lo invita. Allora pensa: «Ma mi sono sbagliato! Dovevo andare al quarto piano». E corre al portone, sale le scale fino al quarto piano, suona e le apre la fanciulla tutta nuda, la guarda e gli dice: «Scusi non abita qui il negro?».
[Renato]
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