San Francesco Antonio Fasani canta l'Immacolata
Il volume di padre Eugenio Galignano presentato questa sera
Lucera, 26.11.2005 - "Donna della gioia e vergine che sa giubilare - L'Immacolata negli scritti di San Francesco Antonio Fasani".
È questo il titolo del volume che questa sera, alle ore 19:15, verrà presentato dal rettore del Santuario, p. Giovanni Iasi, con l’intervento dell’autore - p. Eugenio Galignano - Assistente e Presidente della “Molizia dell’Immacolata” nonché membro del Consiglio di Presidenza della Pontificia Accademia Mariana Internazionale. Il volume, edito dal Centro di Promozione Culturale “Padre Maestro”, oltre ad ampliare la bibliografia sul Fasani, fornisce una visione più omogenea sulla sua dottrina, perché tiene conto degli studi realizzati e pubblicati fino ad oggi.
Trattasi di una ricerca meticolosa e finalizzata a proporre al lettore la validità e l’attualità del pensiero del Padre Maestro sulla Madre di Cristo, la Vergine Immacolata, la “Panaghia”, cioè la “Tuttasanta”, come amavano chiamarla fin dall’antichità i nostri fratelli orientali. Questa parola comprende due significati. Il primo, costituente il significato del dogma dell’Immacolata Concezione, ci induce a pensare al dono unico e privilegiato che Dio Le ha concesso addirittura prima della sua nascita per adempiere il mistero della maternità e della redenzione dell’umanità attraverso il sacrificio della Croce. Il secondo aspetto è ricercato nell’amore incondizionato corrisposto da Maria a Dio. Dinanzi a Maria, donna dal volto umano, che ha lottato e sofferto in silenzio come ogni donna, ma con la consapevolezza e la convinzione che la vita è costellata di gioie e dolore, di amarezze e sorrisi, San Francesco Antonio Fasani, contemplandola ed estasiandosi dinanzi alla sua magnificenza, individuava in Lei gli strumenti che illuminavano il suo cammino e che possono contrastare il male e ce li indica: la preghiera, l’umiltà, la povertà, l’umanità.
L’opportunismo, l’indifferenza, l’orgoglio, l’egoismo, la ricerca affannosa della felicità, che sembrano essere divenuti i valori del terzo millennio, affievoliscono la luce di Dio e creano confusione nella vita degli uomini. Jacques-Benigne Bossuet, più di tre secoli fa, lanciava una provocazione quanto mai attualissima: «Cristiani, non mi stupisco, se sembra che Dio si sia allontanato dagli uomini, che egli ritiri da noi le sue misericordie: il fatto è che l’umanità è stata bandita dal mondo. Un uomo umile e modesto è una rarità quasi inaudita». Ecco la causa del malessere del mondo. Però se volgiamo lo sguardo verso Betlemme e riflettiamo sul vero significato del Natale, tutto può cambiare. L’appuntamento di questa serata assume una valenza ancora più importante per la comunità lucerina per quattro motivi:
- l’inizio del triduo di preparazione alla festa di San Francesco Antonio Fasani del 29 novrembre;
- l’inizio della Novena dell’Immacolata, alla cui fede il Padre Maestro ha uniformato la sua vita;
- il richiamo a meditare sul vero significato del Natale;
- l’introduzione alla ricorrenza del ventennale della canonizzazione del Padre Maestro, avvenuta in San Pietro il 13 aprile 1986 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II.
La redazione