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Religione
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La fede non si trasmette
Troppo spesso mi capita di dover ascoltare omelie o discorsi dai quali emerge la sterile convinzione che la fede si trasmette come un onda radio e che siamo proprio noi a trasmetterla agli altri. Niente di più sbagliato
Lucera, 19.01.2006- «Sappiate che la fede ci viene donata con il battesimo ed è come se fosse stata impressa con un pennarello indelebile. Non si cancella mai. La fede non si perde mai. A limite si può perdere la fiducia, ma non la fede!».
Con queste testuali parole esordiva il parroco, sicuro e compiaciuto durante una sua omelia. In un’altra invece asseriva che la fede si trasmette: “Siete proprio voi genitori a trasmettere la fede ai vostri figli» diceva, mentre con lo sguardo sornione cercava di scorgere tra i volti attoniti della gente qualcuno che con lievi cenni del capo annuisse.
Troppo spesso mi capita di dover ascoltare omelie o discorsi dai quali emerge la sterile convinzione che la fede si trasmette come un onda radio e che siamo proprio noi a trasmetterla agli altri. Niente di più sbagliato.
Naturalmente ritengo sia doveroso precisare che si tratta solo di una mia personale e modesta opinione, un semplice tentativo di esporre il mio pensiero, anche perché siamo di fronte ad un immenso problema teologico che francamente un profano come me non sa né può affrontare.
I genitori, dunque, non trasmettono né donano la fede a nessuno. E senza scomodare teologi di levatura internazionale o dotti prelati di provata fama, per fare un po’ di luce basterebbe leggere attentamente il “Catechismo della Chiesa Cattolica”. Cito testualmente: “La fede, dono gratuito di Dio e accessibile a quanti la chiedono umilmente”. Dunque la fede non ci viene impressa con un pennarello indelebile nel giorno del battesimo per poi non perderla mai più. Se cosi fosse sarebbe troppo facile e riduttivo per l’uomo stesso. Ma la fede viene “chiesta”. E se viene chiesta vuol dire che c’è una domanda da parte dell’uomo che trasforma la fede in un qualcosa di dinamico. Continuo a leggere dal Catechismo: “L’atto di fede è un atto umano, cioè un atto dell’intelligenza dell’uomo che dà liberamente il proprio consenso alla verità divina”. Da sottolineare quel “liberamente”.
Per il resto ogni commento sembra vano e superfluo. Mentre, ritornando ai genitori, loro possono tuttavia trasmettere ai propi figli la religiosità e non la fede. Che è cosa assai diversa. La religiosità è farsi il segno della croce passando davanti ad una chiesa o, ad esempio, il fatto stesso di interrogarsi sulla creazione, sull’immortalità dell’anima, su cos’è il cosmo genera un profondo senso del mistero che Norberto Bobbio chiama “senso di religiosità”. E vorrei concludere con una bella e provocatoria frase del noto cattolico e filosofo prof. Luigi Lombardi Vallauri: “La fede è una freccia scoccata dalla ragione al di là di se stessa; nel buio, ma con una direzione”.
Altro che trasmettere!
Adriano Meis
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