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Mons. Giuseppe Giuliano annuncia il Sinodo della Chiesa di Lucera-Troia
«I documenti vaticani per il prossimo Sinodo dei Vescovi saranno i nostri documenti fondamentali»

Lucera, 06.01.2018 - «Annuncio ed indico ufficialmente il Sinodo della Chiesa di Lucera-Troia, dallo stesso tema di quello dei Vescovi del prossimo ottobre, e cioè “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”».
Con queste parole, pronunciate durante la solenne Concelebrazione Eucaristica nella solennità dell’Epifania, S.E. rev.ma mons. Giuseppe Giuliano, vescovo della diocesi di Lucera-Troia, nella serata del 6 gennaio 2018, dalla Concattedrale di Troia, ha annunciato l’indizione del sinodo della chiesa locale. L’annuncio arriva a poco meno di un anno di episcopato di mons. Giuliano nella più piccola diocesi di Capitanata, segno questo di una chiesa viva e aperta al più ampio respiro universale.
Tra le tracce di questo Sinodo, il vescovo individua alcune tappe, puramente esemplificative: gli universi giovanili, le potenzialità e i malesseri dei giovani di oggi; le tappe della giovinezza (preadolescenza, adolescenza, gioventù, maturità giovanile), gli adulti e il dialogo inter-generazionale; i giovani, protagonisti di rinnovamento della/nella comunità ecclesiale; i giovani quali comunicatori della fede; i giovani, costruttori della società secondo il Vangelo e la testimonianza della vita; il grande tema della vocazione per una vita incarnata in un progetto.
La prima tappa sinodale, pertanto, sarà vissuta dal 13 al 15 aprile prossimi.

Bolla di Indizione del Sinodo diocesano dei giovani
La sollecitudine per i giovani è e deve essere una delle priorità pastorali della Chiesa di Lucera-Troia. Non solo i giovani che frequentano le nostre parrocchie, ma anche quelli che “guardano da lontano” il mondo ecclesiale e che spesso, anche solo con lo sguardo, interpellano le Comunità cristiane.
Penso ai giovani che vivono nel nostro territorio, specialmente a quelli che cercano invano di rendersi invisibili e a quelli che subiscono nel cuore le ferite e le difficoltà del tempo che ci è dato di vivere. Nessuno di loro deve sentirsi rifiutato dall’interesse della Chiesa. Ciascuno deve sapere di essere considerato e desiderato.
Vogliamo dunque porci in ascolto dei giovani che, non perché giovani, sono meno saggi e intuitivi degli adulti. Vogliamo porci in ascolto anche dei loro silenzi e imparare a comunicare secondo le loro modalità di parola, di monosillabi, di sigle, di sguardi, di emozioni.
Verso l’universo o meglio verso gli universi giovanili occorre ritrovare e potenziare l’attenzione che ha caratterizzato la Chiesa lungo il corso dei secoli. Occorre ritrovare e potenziare la dedizione con cui innumerevoli sacerdoti e laici si sono posti accanto alle giovani generazioni con l’intento di “tirar fuori” dal cuore dei giovani le possibilità inespresse e le capacità nascoste ma reali che in abbondanza agitano le loro intelligenze e la loro vita.
Un tale impegno nasce dall’ascolto attento e generoso della Parola di Dio e, alla luce di essa, del mondo giovanile, e permette di intercettare i segni dei tempi che rivelano il presente e preannunciano il futuro della Chiesa e della società.
La XV Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata dal Santo Padre per l’ottobre 2018, con il tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, offre l’opportunità per fermarsi accanto ai giovani e, insieme a loro, pregare e riflettere sul come annunciare il Vangelo alle nuove generazioni. I nostri giovani sono così invitati a parlare di loro stessi e dei loro coetanei. Perché li si possa conoscere meglio nelle loro attese e nelle loro possibilità. Perché si possa ricevere da loro l'aiuto necessario al risveglio delle coscienze cristiane. Perché si possa dare risposte evangeliche al bisogno di verità e di libertà che inquieta il loro cuore.
L'universo giovanile è variegato, diversificato, spesso sfuggente alle intrusioni degli adulti. Forse proprio per questo i giovani rappresentano una questione scottante sia per la società che per la Chiesa. I giovani stanno accanto a noi, talvolta in modo impercettibile, ci osservano aspettando un cenno che non sia ingannevole piaggeria ma reale considerazione.
Abbiamo accolto con gioia grande la provvidenziale occasione del Sinodo dei Vescovi e desideriamo sinceramene metterci in ascolto e a servizio dei mondi giovanili. Vorremmo avvicinarci con rispetto ai giovani e chiedere loro la bontà di farsi avvicinare. Abbiamo bisogno dei loro sogni inespressi, delle loro intuizioni geniali, della freschezza delle loro grida silenziose ed eloquenti. Vorremo dire loro, con chiarezza umile e fraterna, che andare dietro al Signore Gesù nulla toglie a ciò che di autenticamente umano affascina il cuore e la mente, ma che tutto viene purificato ed innalzato quale anticamera della eternità del Dio fedele e santo.
Annuncio ed indico, dunque, ufficialmente il Sinodo della Chiesa di Lucera-Troia, dallo stesso tema di quello dei Vescovi del prossimo ottobre, e cioè “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.
La nostra Chiesa viene così invitata a farsi carico della questione giovanile o come si direbbe in modo un po’ rozzo del problema giovani. È giunto il tempo di dare loro voce e spazio nel tessuto vivente e pulsante delle nostre Comunità perché esse, attraverso i giovani, possano percepire la volontà di Dio per l’oggi e per i prossimi anni. In un mondo che corre, c’è bisogno di Comunità cristiane più agili, più accoglienti, meno diffidenti verso chi apporta sane novità.
L’atteggiamento fondamentale che accompagnerà il nostro cammino sarà quello battesimale: si tratta di partire e ripartire dal dono del battesimo che rende figli e fratelli, e perciò di osare, senza paure, in scelte di ampio respiro, giocandosi per grandi ideali. La questione vocazionale è la vera e grande questione giovanile perché riguarda il futuro delle persone da costruire a partire dalle scelte presenti. La vita stessa è vocazione (= chiamata). Nessuno la sceglie, ma ciascuno è chiamato a viverla in un progetto rispondendo ad una ulteriore chiamata, che è sempre una chiamata d’amore.
La nostra vuole essere una Chiesa che dà spazio e riconosce, che ascolta ed apprezza, che accompagna ed incoraggia, che educa e coinvolge, anche rischiando. La nostra Chiesa vuole innanzitutto accettare di non rifiutare: il termine cattolico non prevede, già nel suo lessico, ogni pur minimo tentativo di scarto e di rifiuto.
Gli adulti, impegnati nelle nostre comunità, coltivino un supplemento di amore al Signore e alla Chiesa con il non sentirsi esclusi, perché non vengono affatto esclusi, ma si considerino pienamente coinvolti nell'opera di evangelizzazione e di formazione dei nostri ragazzi.
I presbiteri diocesani e religiosi, anche i più anziani, si sentano particolarmente interessati a questa impresa che può rivelarsi davvero provvidenziale per le loro persone e per il loro ministero.
A pura esemplificazione del cammino che ci attende richiamo l’attenzione su alcune tracce, non esaustive, di riflessione.
• Gli universi giovanili. Le potenzialità e i malesseri dei giovani di oggi. 
• Le tappe della giovinezza (preadolescenza, adolescenza, gioventù, maturità giovanile), gli adulti e il dialogo intergenerazionale. 
• I giovani, protagonisti di rinnovamento della/nella comunità ecclesiale.
• I giovani quali comunicatori della fede. 
• I giovani, costruttori della società secondo il Vangelo e la testimonianza della vita.
• Il grande tema della vocazione per una vita incarnata in un progetto.
Il Sinodo diocesano si snoderà attraverso alcune tappe. Ne indico solo la prima che viene fissata dal 13 al 15 aprile del 2018. Le altre tappe ci verranno man mano suggerite dal dipanarsi del dialogo comune. In ascolto dello Spirito che ci guiderà nella riflessione che non vorrei fosse eccessivamente lunga, ma neppure frettolosa e superficiale.
I documenti vaticani per il prossimo Sinodo dei Vescovi saranno i nostri documenti fondamentali.
A livello diocesano viene costituita una commissione sinodale con il compito di organizzare e di supportare l’evento. Tale commissione, da me presieduta, sarà aiutata da tutti gli Uffici della Curia Vescovile in quello che potesse aver bisogno. E sarà composta da: Alfonsina Casoli, don Ivan Clemente, Annita Pia Corposanto, Sara De Marco – coordinatrice, Francesca Pia Di Benedetto, Cecilia Giuntoli, Angelo Iatesta, Antonio Lambresa, Alessandra Lattuchelli, suor Anna Maria Teresa Punzo delle Figlie di sant’Anna, Anna Pia Sambero, Giulia Sicuro, don Danilo Zoila. 
In ogni parrocchia si costituisca un gruppo sinodale guidato dal parroco con alcuni giovani ed anche con qualche adulto impegnato nel mondo giovanile. Senza paura di coinvolgere pure i non praticanti e i non credenti: un po’ di audacia sarà ampiamente ricompensata.
Alla Ragazza di Nazaret affidiamo questi nostri intendimenti. Sia lei, Sorella e Modello di fede, ad insegnarci come si ascolta il Signore, come gli si fa spazio nella vita, come lo si dona al mondo. Maria, Madre di Cana di Galilea, ci mostri come si fa attenzione alle necessità dei fratelli per poter dare pronte e generose risposte evangeliche.

Epifania del Signore
+ Giuseppe Giuliano, Vescovo di Lucera-Troia



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