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I re Magi: conosciamo da vicino la loro storia
Alla scoperta delle tre figure che hanno accompagnato fin da bambini i nostri presepi. Pasquale Zolla ci dedica anche una poesia in vernacolo lucerino

Lucera, 05.01.2019 - Volo con la fantasia e immagino che i veri “Befani” debbano essere considerati i re Magi perché sono i primi ad essere ricordati, nei Vangeli e non solo, come portatori di doni ad un Bambino in carne ed ossa di nome Gesù!
Ma conosciamo da vicino la loro storia!
La leggenda dei re Magi nasce in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, ispirata all’oracolo di Balaam, identificato con Zoroastro, che aveva annunciato che un astro sarebbe spuntato da Giacobbe e uno scettro da Israele.
Erano sciamani legati al culto degli astri e, successivamente del dio Ahura Mazda, il protettore di tutte le creature.
Studiosi di astronomia, seguendo la lettura del cielo, avevano riconosciuto in Cristo uno dei loro Saosayansh, il salvatore universale, diventando così loro stessi l’anello di congiunzione tra la nuova religione nascente, il cristianesimo, e i culti misterici orientali, come il mazdaismo e il buddismo.
I doni dei Magi fanno riferimento alla duplice natura di Gesù, quella umana e quella divina.
L’oro è il dono riservato ai Re e Gesù è il Re dei Re; l’incenso è testimonianza di adorazione alla sua divinità, perché Gesù è Dio e la mirra, usata nel culto dei morti, perché Gesù è uomo e come uomo, mortale.
Inoltre, il numero tre (Magi, doni), per alcuni, indicherebbe le tre razze umane, discendenti dai tre figli di Noè: Sem, Cam e Iafet.
Melchiorre è il più anziano e il suo nome deriva da Melech, che significa Re. Baldassarre deriva da Balthazar, mitico re babilonese, quasi a suggerire la regione di provenienza. Gasparre, dal greco Galgalath, significa signore di Saba.

I Rèmmagge

Nòtta skurde: manghe ‘na lustre,
manghe nu brellòkke d’u cile!
Allassakrése ‘na sciallètte
de séte d’è ciuciuppille d’òre
sblènne ngile akkum’a munéte
ka pe migghje s’allareghéje  
è a jurne allustrukéje
tuttekuande u chjanéte.
È ttutte i brellòkke d’u cile,
grusse è pecceninne, lustre
sprezzekèjene è a gare fanne
k’u sblennòre lòre p’akkumbagnà
u prime sunne d’u Bbòmmine
Gesù. I Rèmmagge arréte vanne
a’ scìje ka zigzaganne và
è kka pòrte a’ méte: ‘na kapanne
de fraske è pagghje andò
dócedóce kande ‘na mamme.
È allà ngòndrene u Bbòmmine
Gesù, chjenèzze de veretà è d’ammòre,
ka adurèjene è arrekanòscene
kume Segnòre è Llustre d’u munne!

I re Magi

Notte buia: non un barlume,
non una stella!
All’improvviso una sciarpa
di seta dalla chioma d’oro
brilla nel cielo come una moneta
che si espande per miglia e miglia
e a giorno illumina
l’intero pianeta.
E tutte le stelle,
grandi e piccole, luce
sprizzano e a gara fanno
con il loro splendore per accompagnare
il primo sonno del Bambino
Gesù. I re Magi seguono
la scia che guizza
e che porta alla meta: una capanna
di frasche e paglia dove
dolcissima canta una mamma.
E lì incontrano il Bimbo
Gesù, pienezza di verità e di amore,
che adorano e riconoscono
come Signore e Luce del mondo!

Pasquale Zolla



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