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Il 23 settembre 1968 ci lasciava Padre Pio

di Florindo Di Silvio

Lo ricordiamo nei giorni in cui San Giovanni Rotondo rievoca la sua immagine (22-23 settembre)

Lucera, 23.09.2016 - Pietrelcina è un comune del Sannio a 11 chilometri da Benevento, con poche migliaia di residenti che abitavano all’epoca qui trattata in piccole case decrepite, insignificanti catapecchie: nella zona più alta, in cima al paese, è nato il frate delle stimmate, Padre Pio. Qui è presente con l’orma dei suoi passi, dei suoi piedi scalzi, il pastorello; poi l’orma dei sandali di cappuccino. La piccola casa natale è sita al rione Castello, in Vico Storto Valle, il panchetto vicino al camino dove sedeva fanciullo nelle sere d’inverno, un lettuccio di ferro battuto, lo spiazzo davanti alla chiesina di Sant’Anna, largo quanto un cortiletto; l’arco della Madonnella, la torretta dove Padre Pio studiava, la masseria paterna in contrada Piana Romana con l’olmo e il pagliaio: oggetti e tappe di un itinerario di Padre Pio.
Pietrelcina non è più una semplice località geografica, ma un “centro” di spiritualità, una specie di Assisi del Sud. Quel Sud è qualcosa di intimo, di incarnato in Padre Pio: il Sud primitivo di cui esistono ancora le tracce visibili, il Sud millenario con le pietre di queste case quasi fatiscenti, con la zappa e la vanga, con la madia, la falce e la spiga di grano, il Sud che ancora oggi ha bisogno di tante altre cose, il Sud dolorante e crocifisso.
Padre Pio a Rione Castello visse a intervalli più o meno lunghi per 29 anni, precisamente dal 1887, anno della sua nascita avvenuta il 25 maggio, al 1916 quando partì per il convento di Sant’Anna a Foggia, dal quale poi passò a quello di San Giovanni Rotondo. Farà ritorno a Pietrelcina in alcune occasioni, come nel 1917 per accompagnare a Roma in convento la sorella Graziella e nel 1918, dopo aver ottenuto il congedo definitivo dal servizio militare.
I genitori di Padre Pio sono Maria Giuseppa De Nunzio (mamma Peppa) e Grazio Forgione, contadini che hanno bagnato la terra con il loro sudore. In realtà a Pietrelcina c’è la radice del frate delle stimmate. Per sentirselo più vicino, Padre Pio, bisogna venirlo a conoscere prima qui, a Pietrelcina, dove è nato col suo “destino segnato”, per usare l’espressione dei compaesani.
Mi accingo a fare un profilo biografico di San Pio da Pietrelcina. Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nacque a Pietrelcina, diocesi di Benevento, il 25 maggio 1887. Entrato come chierico nell’Ordine dei Frati minori Cappuccini il 6 gennaio 1903, fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1910 nella cattedrale di Benevento. Il 28 luglio 1916 salì a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, dove, salvo poche e brevi interruzioni, rimase fino alla morte, avvenuta il 23 settembre 1968. La mattina di venerdì 20 settembre 1918, pregando davanti al crocifisso del coro della vecchia chiesina, ricevette il dono delle stimmate, che rimasero aperte e sanguinanti per mezzo secolo. Durante la vita attese allo svolgimento del suo ministero sacerdotale, fondò i “Gruppi di Preghiera” e un moderno ospedale, a cui impresse il nome di “Casa sollievo della Sofferenza”. Fu beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 2 maggio 1999 e canonizzato dallo stesso Pontefice il 16 giugno2002. Attualmente le reliquie del suo corpo sono custodite nella chiesa a lui intitolata.
San Pio è conosciuto in tutto il mondo. Nella grande piazza antistante la chiesa si vedono tanti pellegrini che parlano lingue diverse, pregano e cantano inni al Signore. In loro c’è tanta devozione e tantissima fede mista a gioia: hanno sentito parlare di San Pio, lo conoscono, ma sono venuti a San Giovanni Rotondo per vederlo nella sua teca, ben custodita. Qui i fedeli tutti pregano in silenzio, esprimono i loro desideri per una guarigione personale o per un parente o per un amico. Il silenzio è assordante, tutti in fila o seduti nei banchi o in ginocchio, perché questo luogo è un luogo di fede e di mistero, è un luogo dove ognuno si mette in contatto con San Pio.

Florindo Di Silvio



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