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Il prof. Domenico La Bella in una lettera si scaglia contro la Giunta Beccia-Ricciardelli
Una lettera a firma del prof. Domenico La Bella, giunta da Troia via e-mail alla redazione e di cui diamo pubblicazione integrale

Troia, 26.01.2006 - «Il 27 gennaio prossimo alle ore 21:00, in orario quasi notturno, il Sindaco ha convocato il Consiglio comunale per contestarmi una situazione di incompatibilità con la carica di Consigliere comunale. Questa presunta incompatibilità deriverebbe da una lite pendente tra me ed il Comune.
In effetti una lite c’è, ma l’ha attivata autonomamente la Giunta Beccia- Ricciardelli contro di me con la delibere in cui si chiede a me ed altri tre amministratori di restituire 9.618,85 € ciascuno. Tali somme ci sono state liquidate quale parziale rimborso delle spese legali sostenute in un articolato processo penale sviluppato su più Procure.
Il procedimento penale riguardava una denunzia presentata dal titolare della ditta che voleva costruire lì dove c’era l’ex cinema diana.
Da tali accuse siamo stati assolti da tutte le Procure coinvolte: il Giudice ha archiviato il procedimento per INFONDATEZZA DELLA NOTIZIA DI REATO.
Per la normativa e per la prassi del Comune di Troia, l’assoluzione è sempre stata sufficiente a rimborsare le spese legali. Nel nostro caso no!
La giunta presieduta da Beccia prima ha respinto la nostra richiesta e poi, sulla base di pareri chiesti dalla stessa giunta, ci ha liquidato il 50% di quanto richiesto ed infine ci ha richiesto di restituire quanto aveva già liquidato.
Per evitare di attivare una lite con il Comune, che poteva condurmi ad una situazione di incompatibilità con la carica di Consigliere, ho preferito tenere fede agli impegni assunti con i numerosi cittadini che mi hanno votato alle ultime elezioni e pertanto non ho potuto ricorrere nelle sedi giudiziarie preposte. Ciò è stato utilizzato dal legale del Comune per circoscrivere la vicenda intorno al ruolo dei soli Consiglieri comunali ricorrenti che i Giudici del TAR hanno ritenuto, erroneamente, di non avere competenze in materia respingendo, per tali motivi, il ricorso. Tale giudizio è stato appellato ed è pendente al Consiglio di Stato.
Ho, comunque, rappresentato alla Giunta le mie ragioni sia per il rifiuto a liquidare il rimborso sia per la richiesta di restituzione. Tutto ciò senza avere mai risposta, se non con gli atti deliberativi.
Oggi, mentre il procedimento giuridico-amministrativo relativo al rimborso delle spese legali non è concluso, sia perché deve svolgersi la causa civile attivata dal Sindaco Beccia contro tutti i percettori del rimborso e sia perché per gli altri tre ex amministratori sono in piedi i loro ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, con il sottoscritto si vuole “chiudere i conti” approfittando della debolezza insita nella condizione di Consigliere comunale impossibilitato a reagire in sede civile e amministrativa.
In questa vicenda alcune cose sono chiare ed incontrovertibili:

1. Abbiamo il diritto al rimborso delle spese legali perché assolti da una accusa infondata per una vicenda in cui abbiamo solo difeso gli interessi della collettività;
2. Per continuare a svolgere la mia funzione di Consigliere comunale mi viene imposto di essere un cittadino senza diritto alla difesa;
3. Svolgo il mio incarico di Consigliere comunale di minoranza con lo stesso rigore e passione civile con cui ho fatto il Sindaco. Senza fare sconti a nessuno ho riconosciuto a tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri, anche se ciò ha dato e da’ fastidio;
4. Mi sono battuto e continuerò a battermi con maggiore rigore e passione civile per la giustizia e la legalità e nessuno potrà impedirmi di farlo».

Troia, 26 gennaio 2006
Prof. Domenico La Bella



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