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«La democrazia che non c'è!»
Il gruppo "Faeto Libera Unita Democratica" ancora una volta mostra rammarico sulla gestione dell'ambiente da parte del governo cittadino, accusato di assenza totale di dialogo con i cittadini, come nel caso delle pale eoliche destinate a crescere in territorio faetano

Faeto, 01.05.2006 - «La moda delle pale eoliche nel nostro territorio non smette di imperare. Non cambiano le scelte ed i comportamenti dell’Amministrazione comunale di Faeto che si appresta a realizzare, ovviamente sempre tenendo all’oscuro l’intera cittadinanza, la realizzazione di altri due parchi eolici con oltre 20 pale eoliche che si andrebbero ad aggiungere alle 42 già esistenti.
Tutto ciò viene deciso senza interpellare minimamente i cittadini di Faeto che pure uno straccio di diritto sul territorio comunale ce l’hanno e che devono essere informati su tutto ciò che viene deciso sul loro futuro e sulla qualità della loro vita. Ma forse si considera che gli abitanti di Faeto siano solo elettori e non cittadini titolari di precisi diritti e doveri.
A maggior riprova di quanto diciamo vi è lo Statuto del Comune di Faeto, che rappresenta la Costituzione, ovvero la legge fondamentale in cui sono contenute le regole della vita democratica del nostro Comune, che agli artt. 32 e 36 parla espressamente del dovere dell’Amministrazione comunale di “convocare assemblee di cittadini ecc. per dibattere questioni di particolare rilevanza e che il Consiglio e la Giunta comunale, di propria iniziativa o su richiesta di altri organismi, deliberano di consultare i cittadini su provvedimenti di loro interesse…”.
Quali sono le questioni di particolare rilevanza se non quelle che riguardano gli interessi di tutti, come la tutela del nostro territorio, della nostra salute e così via? E perché questo diritto dei cittadini non viene tenuto presente dal Sindaco? E quali sono i provvedimenti di loro interesse se non quelli concernenti i ricavi monetari che realmente ottiene il Comune di Faeto da questo scempio e quelli che riguardano la creazione di veri posti di lavoro nel settore dell’eolico? E perché questo dovere di consultazione dei cittadini non viene tenuto presente dal Sindaco? Ed ancora: quanto guadagna effettivamente il Comune da questo scempio? Qual è il vantaggio economico per i cittadini di Faeto a livello fiscale o lavorativo? Vogliamo risposte concrete a domande precise. L’aspetto più strano di tale vicenda è che le convenzioni stipulate tra il Comune e le varie società dell’eolico avvengono con trattativa privata e non con un bando pubblico. Il che non dà nessuna garanzia di chiudere le convenzioni alle migliori condizioni economiche sia per gli agricoltori che per i cittadini tutti. In tal modo si svende il nostro territorio per poco, facendo proliferare attività che hanno un impatto negativo sull’ambiente e sul valore fondiario dei terreni confinanti con quelli in cui vengono installate le pale eoliche. Questa amministrazione sta tradendo per la seconda volta il suo elettorato. La prima volta, nel 2000, quando promise, inserendola nel Programma amministrativo, l’indizione del referendum popolare per decidere sull’installazione o meno delle pale eoliche sul nostro territorio. Quattro mesi dopo la vittoria elettorale iniziarono i lavori di installazione delle pale eoliche e se ne fregarono dell’impegno assunto pubblicamente. La seconda all’indomani delle elezioni dello scorso anno. Se, infatti, si legge il Programma amministrativo presentato per le elezioni dell’aprile scorso, non si trova nessun accenno riguardo all’installazione di altre pale eoliche sul nostro territorio. Stanno decidendo su argomenti non inseriti nel loro Programma amministrativo proprio come nel passato. Complimenti per la coerenza! È veramente sorprendente come Faeto sia l’unico Comune del Subappennino dauno in cui non si parla di questi argomenti, con il Sindaco che non spiega ai cittadini cosa vuol fare del nostro territorio e dei soldi che il Comune guadagnerebbe da queste nuove ingombranti pale eoliche. In altri paesi, da Alberona ad Orsara di Puglia a Troia a Biccari a Roseto Valfortore ecc.,  tutto ciò, invece, accade.
Riportiamo un intervista apparsa sui giornali in cui il Sindaco di Alberona parla di tali argomenti:

“Ad Alberona hanno deciso per l’eolico, si tratta di 60 torri che renderanno diversi euro al comune e ai cittadini in cambio di una non trascurabile cementificazione dei crinali, costruzione di strade nuove per i giganti di ferro, modificazione del paesaggio con antiestetiche macchine a pale rotanti e una certa rumorosità”. Il sindaco Arturo Petti è riuscito ad ottenere i seguenti benefici economici affermando che «…ogni anno, il nostro bilancio comunale godrà di circa 1.250.000 euro in royalty. Si tratta di una cifra di assoluto rilievo, poiché pari alla cifra che riceviamo attualmente con i trasferimenti statali. In pratica, si tratta di un altro bilancio a disposizione. E non è tutto. Ciascuna delle tre società che gestisce 20 pale eoliche, dovrà versare annualmente un contributo aggiuntivo di 10.000 euro per finanziare progetti ecologici e sociali. È previsto, inoltre, il versamento di quasi 1.250.000 euro come una tantum».
“Questi soldi andranno ai cittadini anche direttamente, per esempio:
Con gli introiti derivanti dal parco eolico, ai cittadini di Alberona sarà rimborsata per intero la spesa inerente il canone fisso dell’Enel.
Saranno abolite, inoltre, le tasse comunali riguardanti l’Imposta Comunale sugli Immobili (Ici) e l’addizionale Irpef.
Studenti e lavoratori pendolari viaggeranno gratis verso le mete di studio e di lavoro. Ogni famiglia, con figlio che frequenta gli istituti scolastici cittadini, riceverà un contributo di 1.000 euro.
Sarà abolita la tassa sui rifiuti e, per ogni bambino nato da genitori residenti ad Alberona, il Comune verserà alle rispettive famiglie un contributo di 1.000 euro. Al servizio del secondo parco eolico, infine, sarà selezionata manodopera esclusivamente tra i cittadini residenti o domiciliati nel Comune di Alberona.
Il sindaco ha progettato diverse opere comunali con i soldi che arriveranno tra cui mense, canili, strade ecc. Un parco eolico dura 20 anni e, quindi, arriveranno 25 milioni di euro nel prossimo ventennio che potranno essere spesi per le più disparate esigenze pubbliche e private.
Le statistiche dicono che gli abitanti di Alberona sono più di un migliaio e il territorio comunale è di cinquanta chilometri quadrati, quindi arriveranno direttamente e indirettamente più di mille euro all’anno pro capite, più di 2.500 euro all’anno a famiglia…”

Tutto questo succede a poca distanza da noi. Qui, invece, tutto tace. Si può essere d’accordo o meno sull’eolico, ma il Sindaco ha il preciso dovere amministrativo, oltre che morale, di spiegare ai cittadini cosa sarà del loro futuro se si sceglie una politica od un’altra. Questa è la Repubblica della democrazia che non c’è…».

Il Gruppo Consiliare ed il Circolo di
Faeto Libera Unita Democratica



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