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Gli esiti del Forum di Deliceto sull'Appennino Dauno organizzato dai Democratici di Sinistra
Nel corso dei lavori, si è anche discusso della necessità di rivedere la “filiera istituzionale” delle aree interne

Deliceto, 07.06.2006 - Il progetto della Strada Regionale n. 1 “Pedesubappenninica” va ripreso e modificato, per renderlo più coerente con le esigenze delle popolazioni. L’Appennino Dauno deve ritrovare la centralità che possedeva nei secoli passati, recuperando il ruolo di cerniera tra il Corridoio 1 e il Corridoio 8. L’idea della legge regionale per la montagna va riempita di contenuti e di impegni, soprattutto finanziari. L’Appenninno Dauno deve passare da una condizione di marginalità, ad una di centralità. Solo così potrà passare da tara dello sviluppo della Capitanata e della Puglia a motore dell’integrazione nazionale ed europeo.
Sono alcune delle proposte scaturite dal forum, organizzato dal Gruppo consiliare dei Democratici di Sinistra dell’Amministrazione provinciale, dall’Unione DS Appennino Dauno e dalla Federazione provinciale di Foggia dei DS, svoltosi a Deliceto e caratterizzato da un dibattito intenso ed appassionato.
Su questi temi, nelle prossime settimane, i Democratici di Sinistra svilupperanno una serie di iniziative politiche a tutti i livelli: verso la Regione Puglia («…gli impegni assunti dal Presidente NichiVendola devono passare dal livello poetico a quello politico, dei fatti concreti», ha detto il segretario dell’Unione DS dell’Appennino Dauno, Domenico La Bella), verso la stessa Provincia e soprattutto verso le Comunità Montane, il cui giudizio di condanna è stato unanime: così come sono rappresentano addirittura un danno per il territorio.
Un territorio che vuole imboccare senza indugi la strada del riscatto. Sotto questo profilo, pur condividendo la necessità di affrontare prioritariamente la questione del dissesto idrogeologico, prospettata dal Presidente della Provincia, Carmine Stallone (e per la quale sono state prospettati interventi diffusi di rimboschimento produttivo), viene ritenuto strategico il problema del completamento della Superstrada Pedesubappennica. La necessità di collegare il Corridoio 1 ed il Corridoio 8 rilancia questa opera dimenticata dalla Regione Puglia. I DS propongono però una sostanziale rivisitazione del tracciato, che va reso più coerente con la viabilità già esistente e con le aree di sviluppo industriale di Ascoli-Candela, Bovino-Orsara-Troia-Castellucio dei Sauri e Biccari, come del distretto salute e benessere che ruota intorno alle terme di Castelnuovo di cui ha parlato il vicesindaco della cittadina Lello Cicchetti. Il vicepresidente della Provincia, Franco Parisi, ha assicurato il massimo impegno in questa direzione, sottolineando come la Pedesubappenninica occupi un posto di rilievo nell’Accordo di Programma Quadro con la Regione Puglia.
Altro argomento di cui si è approfonditamente discusso è la legge speciale per l’Appennino Dauno. L’Unione Intercomunale dei DS ha presentato in merito una proposta, illustrata nel corso dei lavori dal segretario La Bella. Qualche perplessità è stata tuttavia manifestata sulla natura “straordinaria” del provvedimento: «…siamo d’accordo se straordinario significa risorse aggiuntive, non lo siamo se significa un puro trasferimento di risorse dal bilancio ordinario della Regione. Pur senza rinunciare al giusto ed equo riconoscimento che l’Appennino Dauno deve trovare all’interno del bilancio e dell’intervento ordinario della Regione Puglia, i DS rivendicano una peculiarità e dotazioni finanziarie adeguate nel fondi strutturali 2007-2013», è stata la proposta di Alfonso Di Stefano, presidente del consiglio comunale di Rocchetta. Nel forum sono state avanzate proposte concrete per la sanità da Rocco Morra, i giovani da Costantino Soccio, le donne da Vilma De Angelis, gli anziani da Rocco Morra e per i servizi sociali dall’Assessore provinciale ai Servizi Sociali Tino Grisorio con una  ricca e documentata relazione.
Il segretario dell’Unione DS Appennino ha annunciato che sul “progetto Appennino”, l’assessore regionale Elena Gentile ha già chiesto al presidente regionale Vendola di fissare a breve un incontro con una delegazione di amministratori e dirigenti politici del Centrosinistra che sarà accompagnata dal presidente regionale dell’Anci e dal coordinatore nazionale dei piccoli Comuni.
Il valore politico dell’iniziativa di Deliceto, i cui lavori sono stati presieduti da Sabino Colangelo, segretario provinciale dei DS di Capitanata, è stato sottolineato da Riccardo Maderloni, responsabile nazionale Montagna dei DS: «…è raro che una unione intercomunale sorta da così poco tempo abbia già prodotto una così considerevole mole di iniziative politiche e progettuali; occorre che queste iniziative trovino il giusto riscontro all’interno del partito, a tutti i livelli, da quello provinciale a quello regionale».
Nel corso dei lavori, si è anche discusso della necessità di rivedere la “filiera istituzionale” delle aree interne. Si è già detto del giudizio duramente negativo espresso da tutti gli interventi sia verso la Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionale, sia verso quella Settentrionale. Michele La Macchia, presidente dell’ANCI pugliese, ha prospettato un superamento delle comunità montane a favore delle più agili e funzionali “unioni intercomunali”. Per il vicepresidente nazionale dell’UNCEM, Renzo Mascherini, che ha partecipato alla redazione del programma dell’Unione in materia di montagna, è invece necessario modificare la natura ed il ruolo delle Comunità Montane, rivedendo nel contempo anche i criteri ed i parametri di definizione delle aree montane. Durissimo il giudizio sulle Comunità Montane della Provincia di Foggia anche del coordinatore dei piccoli comuni, Virgilio Caivano: «…il loro immobilismo sta provocando ingenti danni al territorio, impedendo che si spendano positivamente i finanziamenti che pure abbiamo ottenuto».

Segreteria Unione DS
Appennino Dauno
Ufficio Stampa



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