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«La vergogna dell’incoscienza»
Il Gruppo "Faeto Libera Unita Democratica" torna ad affrontare il problema dell'antenna Vodafone

Faeto, 08.12.2006 - Il Gruppo consiliare di opposizione “Faeto Libera Unita Democratica” si trova costretto a  denunciare nuovamente un fatto che ha dell’incredibile e che denota, da parte del Sindaco di Faeto, un livello di superficialità senza confini: la vergogna dell’antenna di telefonia mobile situata sulla scuola a ridosso dei bambini, degli insegnanti e vicino al Comune ed ai dipendenti che in esso lavorano, alla Caserma dei Carabinieri ed ai suoi componenti ed a tutti i cittadini che abitano nel raggio di duecento metri da essa.
La storia è sostanzialmente questa. Nel 2002, a seguito degli eventi sismici verificatisi in quel periodo, il Sindaco dispone che le Scuole Materna, Elementare e Media di Faeto, vedano l’allontanamento o spostamento dell’antenna dall’Edificio scolastico al Centro polivalente che si trova accanto al Comune. Nel 2001, nel frattempo, era stato stipulato un contratto tra il Comune di Faeto e la società Vodafone a seguito del quale veniva posta sul tetto del suddetto immobile un’antenna di telefonia mobile che avrebbe portato annualmente nelle casse comunali circa 8.500 euro. Nel 2002 la Regione Puglia promulga la Legge regionale n. 5 che regolamenta questo settore e nella quale all’art. 10 c. 1 si legge testualmente: “È vietata l'installazione di sistemi radianti relativi agli impianti di emittenza radiotelevisiva e di stazioni radio base per telefonia mobile sulle aree, sulle strutture e sugli edifici destinati all'infanzia e a utenti in età pediatrica e sulle attrezzature sanitarie e assistenziali come ospedali, case di cura e di riposo, scuole e asili nido, istituti per l'infanzia e parrocchie”.  Ma il Sindaco di Faeto non la conosce, tanto che non si preoccupa minimamente di accertarsi se le onde elettromagnetiche emesse dalla suddetta antenna possano essere nocive o meno per i bambini e per gli insegnanti che si trovano a scuola. Il Sindaco di Faeto, inoltre, dimostra di ignorare (o finge di ignorare), altre norme preesistenti alla collocazione dell’antenna sulla scuola, e cioè l’art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana che tutela il diritto alla salute; il Decreto 10 Settembre 1998 n. 381 che all’art. 4 c. 1 recita: “Fermi restando i limiti di cui all’articolo 3, la progettazione e la realizzazione dei sistemi fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi (…) deve avvenire in modo da produrre i valori di campo elettromagnetico più bassi possibile, compatibilmente con la qualità del servizio svolto dal sistema stesso al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione”; l’ordinanza del TAR Puglia del 2000, secondo la quale non è possibile installare le antenne per la telefonia mobile senza la valutazione di impatto ambientale e, dunque, la concessione per l’installazione di impianti per la rete delle telecomunicazioni è subordinata a tale valutazione e può essere rilasciata solo con uno specifico nulla osta che valuti eventuali danni all’ambiente inteso anche come salute pubblica ed in ultimo il fatto che, secondo la corrente giurisprudenza, va garantito il diritto all’informazione della popolazione in quanto, ad esempio, la cittadinanza che abita vicino agli impianti suddetti deve essere informata sui livelli di campo elettromagnetico prodotti rispetto alle abitazioni e agli altri luoghi dove si risiede per almeno 4 ore al giorno.
Dal mese di Aprile del 2005 abbiamo iniziato una battaglia tesa alla delocalizzazione dell’antenna che ha visto l’opposizione pretestuosa del Sindaco, ma anche di tutta l’Amministrazione comunale. Serve solo sapere alcune cose, e cioè che la cittadinanza che abita o svolge la sua attività nelle vicinanze della suddetta antenna, non è mai stata informata sui livelli di campo elettromagnetico prodotti da essa rispetto alle abitazioni e agli altri luoghi dove si risiede per almeno 4 ore al giorno, che  la legge prevede che i controlli sull’emissione di onde elettromagnetiche devono avvenire con una frequenza almeno annuale ed invece dai documenti in nostro possesso risulta che dal 2002 al 2005 è stato effettuato un solo controllo da parte dell’Arpa Puglia e che il Sindaco ha sempre sostenuto che lo spostamento dell’antenna avrebbe gravato sulle casse comunali, mentendo spudoratamente in quanto il contratto tra il Comune di Faeto e la società Vodafone prevede che l’eventuale spostamento è ad esclusivo carico del gestore. Intanto, nel mese di Settembre del 2005, dopo un’accesa discussione in Consiglio Comunale durata oltre un’ora e mezza, abbiamo convinto anche loro a votare a favore della delocalizzazione dell’antenna. Abbiamo anche proposto di costituire una Commissione paritetica per studiare insieme la migliore soluzione riguardo ad una razionale collocazione dell’antenna sul territorio. Ma ci è stato risposto che la Vodafone aveva già scelto il nuovo posto e che questo era in via Perazzoni. Ma a distanza di un anno da una deliberazione consiliare che ha lo stesso valore di una legge, l’antenna è ancora sulla scuola. Peraltro nel settembre di quest’anno la Regione Puglia ha approvato il Regolamento regionale n. 14 che disciplina la materia riguardante l’elettrosmog ed in cui si ribadisce ulteriormente alla Lettera B (intitolata “Obiettivi di qualità”) il divieto di localizzare antenne di telefonia mobile, tra gli altri posti, anche sulle scuole.
Ora, è necessario ricordare che il Sindaco è un’autorità sanitaria e che dovrebbe preoccuparsi della salute dei cittadini e soprattutto dei bambini, ma che invece a Faeto si disinteressa completamente anche di tale sua responsabilità. Noi abbiamo informato i genitori ed i cittadini sui danni provocati dell’elettrosmog attraverso articoli su vari giornali locali affinché il Sindaco adottasse i provvedimenti del caso, con un’attività di volantinaggio, organizzando un incontro con esperti del settore cui abbiamo invitato i genitori e tutti i cittadini, e soprattutto con una battaglia politica che terminerà solo quando questa antenna sarà spostata dal tetto della scuola e posta in un luogo in cui non genererà pericoli per la salute dei cittadini. Il Sindaco aveva garantito, dopo le nostre innumerevoli interrogazioni consiliari e pressanti richieste, in uno degli ultimi Consigli Comunali, davanti a numerosi cittadini, che l’antenna sarebbe stata spostata il 30 ottobre, ma, come al solito, era solo un’altra delle tante promesse mancate che il Sindaco ha fatto in questi anni.
Ma la cosa più grave che è successa ultimamente è che alcuni amministratori sono preoccupati del fatto che l’antenna in via Perazzoni sarebbe troppo vicina ad abitazioni di alcuni loro parenti ed hanno fatto le loro rimostranze. Ora ci chiediamo, cari cittadini: come mai l’antenna non provoca danni alla salute dei bambini della scuola, però è pericolosa per i parenti degli amministratori? Ma questa è una vergogna assoluta ed una mancanza di rispetto verso i cittadini che non meritano questo pressappochismo e questo menefreghismo egoistico. Oggi questa storia vergognosa deve finire e la nostra battaglia sarà ancora più dura perché non possiamo accettare il fatto che a Faeto ci siano cittadini di primo livello e cittadini di livello inferiore, che non ci si preoccupi minimamente dei bambini e che ci si allarmi solo quando le onde elettromagnetiche possono danneggiare i parenti degli amministratori. Questa è un’offesa ai valori umani e costituzionali, oltre che alla democrazia intesa nel senso pieno del termine. Questi sono atteggiamenti gravi, di cui il Sindaco e gli amministratori sopra citati dovranno rispondere pubblicamente. Vergogna!

Il Gruppo Consiliare
“Faeto Libera Unita Democratica”



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