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Antonio Beverelli: il Natale secondo me… L’inutile apertura dei negozi nei giorni festivi
Come per Halloween ed altre malsane abitudini, adottiamo dagli americani solo il peggio

Manfredonia, 18.12.2006 - Con l’ingresso nella nostra cara e vecchia Europa dei tipici grandi centri commerciali modello americano, abbiamo cambiato e peggiorato le nostre buone e vecchie abitudini, arrivando a vedere invase le nostre città da enormi “mostri”, quelli detti anche “mega-store”.
E con essi abbiamo anche adottato la malsana apertura durante i giorni festivi, un costume che si scontra con il Comandamento che recita: “santifica le feste”.
E così, in una nazione come la nostra, a maggioranza cattolica, si va contro uno dei dieci comandamenti solo perché continuiamo a copiare il peggio dagli States, come accaduto per la festa di Halloween, molto lontana dalle nostre tradizioni autunnali, eppure così profondamente ormai iniettata nel nostro tessuto sociale e nella nostra cultura.
Purtroppo, quando di mezzo vi è il consumismo, tutte le tradizioni saltano e tutte le novità vengono subito sposate ed imitate, buone o cattive che siano, in nome del Dio Denaro.
Questi grossi centri commerciali, che in barba a tutte le tradizioni restano aperti anche durante le feste natalizie e le domeniche, “costringono” i negozi delle città che li ospitano a fare altrettanto, aprendo anch’essi i battenti nel tentativo, inutile e maldestro invero, di reggere la concorrenza ed il passo con i colossi del consumismo.
Tutto risulta, allora, inutile. I centri commerciali hanno ben maggiori disponibilità di spazi e di articoli, oltre a prezzi in gran parte inferiori.
Nonostante tutto, anche la bella Italia, così come la nostra amata Manfredonia (ma la similitudine vale per molti centri della Capitanata, ndr), hanno scelto di aprire ed offrirsi (vanamente?) al potenziale acquirente nei giorni festivi di questo mese particolare… Come se poi ci fosse bisogno addirittura di ben 24 giorni per acquistare dei regali, una decisione che dovrebbe invece impegnare poche ore del nostro prezioso tempo!?!
Eppure, tutti restano intrappolati in questo consumismo che le tv, le radio ed i giornali ci “vomitano” addosso. Cosicché, ci facciamo prendere dalla frenesia di acquistare, sempre ed in ogni modo. E nel frattempo viviamo la dolce attesa di una già palesata apertura notturna degli stessi centri commerciali.
Per quanto tempo andrà avanti tutto ciò? A che punto arriveremo? E quando sarà satura la situazione? Serve davvero avere dei negozi aperti sempre?
Le aperture prolungate non giovano a nessuno: creano uno stress psicologico notevole negli operatori commerciali e negli addetti del settore, costretti a tenere ritmi elevatissimi per tutto il mese; e creano distanze nelle famiglie di coloro che lavorano nel commercio, ormai tantissimi in Italia, così come nella nostra bella città di mare.
È alquanto anomalo constatare che, proprio nel mese che dovrebbe far ritrovare e riabbracciare il maggior numero di parenti ed amici “emigranti”, così come nelle ore che precedono la grande notte del 24, tantissime persone siano costrette a lavorare invece di restare a casa a preparare il gran cenone o a giocare e parlare per rinsaldare i cari e buoni rapporti della famiglia.
Chi lavora nei centri commerciali è sottoposto a turni ed ha, comunque, un suo maggiore spazio da gestire; ma chi lavora nei negozi in città si priva di tale possibilità. Ne consegue il completo annullamento della persona, in questo periodo. E si aggiunga la mancanza del tempo necessario per dedicarsi a propria volta agli acquisti.
Lo spirito del Natale è quello di donare, regalare… In altre parole, dare un oggetto senza necessità di avere un corrispettivo in cambio. Ma ormai da anni il Natale è solo una corsa ai regali, che devono essere acquistati e donati perché già si è coscienti di doverne ricevere: quasi un baratto, uno scambio…
La mia provocazione è questa: nei prossimi giorni, dalle 11:00 alle 11:30, fino a Natale, non acquistate, e dedicate il vostro tempo agli altri, ai più bisognosi, ai vostri parenti ed amici, interpretando il vero spirito del Natale. Forse qualcuno capirà che l’apertura festiva non la vuole nessuno in Italia, ma solo coloro che gestiscono questo folle consumismo.
Se proprio volete fare dei regali, ricordate di farli nella forma e nella misura espressa dal cuore più che dalla testa. E pensate sempre a chi ha meno di voi, ricordando che il Natale è una festa per il cuore, non per le finanze.
Buon Natale e Buone Feste, con amici e parenti, nelle vostre case!

Questo articolo è stato inviato a tutte le più grandi emittenti televisive e radiofoniche, per tentare di scuotere le coscienze di milioni d’italiani in preda alla malattia da shopping.

Antonio Beverelli



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