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Una filiera del marmo contro la crisi del settore lapideo
La Filca Cisl invita la Provincia ad assumere il ruolo di capofila per arrivare alla realizzazione di un Protocollo d’Intesa tra sindacati, imprese ed Enti Locali per la competitività e l’occupazione nelle attività estrattive

Foggia, 11.03.2005 - Un protocollo di intesa per costruire la filiera del marmo e rilanciare la competitività del settore lapideo provinciale. E’ la proposta della Filca (Federazione Lavoratori delle Costruzioni ed Affini) Cisl, che esprime forte preoccupazione per la crisi in cui versa il settore che, in provincia di Foggia, occupa ben 2000 addetti. «Le nostre produzioni - denuncia Enzo Gallo, segretario generale della Filca di Foggia - stanno perdendo terreno su molti mercati, a partire da quello tedesco dove gli appalti dei marmi per aeroporti sono stati acquisti dai cinesi, mentre nella nostra provincia - aggiunge il sindacalista della Cisl - le nostre aziende lapidee, senza un valido Piano Regionale per le Attività Estrattive (PRAE), rischiano di chiudere e causare pesanti ricadute alla già precaria situazione occupazionale di Capitanata».
La Filca Cisl di Foggia ha più volte chiesto all’Amministrazione Provinciale di ricevere sindacati e imprese affinché si potesse avviare un percorso di concertazione per elaborare proposte da presentare alla Regione. «Ci auguriamo che la Provincia si attivi al più presto - osserva il segretario della Filca - perché riteniamo che essa possa assumere un ruolo capofila per arrivare alla sottoscrizione in Prefettura di un protocollo d’intesa, che impegni tutti Comuni al fine di rilanciare le attività estrattive sul nostro territorio».
A tal proposito, il sindacato ritiene che il percorso ideale per riconquistare competitività sia la costruzione di una filiera, strutturata su una rete provinciale per la escavazione, lavorazione e collocazione del prodotto. «Fare un distretto del marmo che interessi esclusivamente i Comuni di Apricena, Lesina e Poggio Imperiale - evidenzia Enzo Gallo - potrebbe non essere sufficiente. Soltanto una vera filiera del marmo, capace di coinvolgere anche altri importanti comuni, come San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Manfredonia, - sottolinea il segretario provinciale della Filca - garantirebbe nuova linfa produttiva ed occupazionale».
La principale difficoltà del nostro settore lapideo è nella collocazione del materiale escavato sui mercati, non solo internazionali ma anche locali. Per superare questa difficoltà, la Filca propone di «…definire un protocollo come quello sottoscritto per la costruzione della Chiesa di San Giovanni Rotondo, con il quale tutte le imprese si impegnarono ad utilizzare marmi escavati e lavorati in loco. Quest’impostazione - conclude il responsabile della Filca Cisl - potrebbe essere utilizzata per le prossime opere da realizzare, come il reparto di radioterapia di Foggia, la nuova sede della facoltà di biologia e agricoltura ed anche per i lavori di recupero dei nostri centri storici».

Ufficio Informazione Cisl Foggia
Via Trento, 42 - Foggia - Tel. 0881.724388
info@cislfoggia.it



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