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A Lucera, come a Roma, come a Biccari…
Mentre a Biccari sembrava ristabilirsi un'accenno al dialogo tra le parti, un foglietto del circolo della Margherita…

Biccari, 25.09.2005 - La ricerca degli equilibri e del dialogo in politica è cosa assai ardua, se non ormai impossibile. E non riguarda certo solo la nostra cara Lucera! È un luogo comune scaturito, d’altronde, dal cambiamento dei tempi. Hai voglia a rimpiangere i politici e la politica di un tempo! La politica, in fondo, è sempre lì; piuttosto sono i costumi che cambiano, le abitudini e la concezione della vita, sia essa politica che socio-culturale ed economico-sociale. Quasi tutti si aggrappano all’ancora del sistema elettorale, colpevole fin dal suo cambiamento di metodo, da oltre dieci anni, di aver generato questo stato di cose. Ma bisogna considerare anche tutta una serie di coincidenze legate all’avvento della tecnologia, all’approccio alla vita da parte delle nuove leve della società, a contingenze che, in fondo, pare abbiano generato lo stato di cose che viviamo e che vive, appunto, anche la politica: cioè una sorta di era dell’individualismo e dell’egocentrismo che, anziché mostrarci come si comunica con gli altri, ci mette davanti agli occhi un manuale della disgregazione edito dall’aggressività. E così si assiste, in ogni dove, al fenomeno della rivendicazione del motto “Il meglio sono io”. A Lucera, piccolo centro della provincia di Foggia di cui spesso raccontiamo da queste pagine, come un po’ ovunque, le beghe tra maggioranza e opposizione sembrano non avere mai fine, con lotte che interessano questo o quel personaggio dell’uno e dell’altro schieramento, oppure dello stesso gruppo (spesso ci si dimentica che c’è una città che sta a guardare sempre più impassibile). Ma lo stesso, in fondo, accade a Roma o in altre parti d’Italia come… a Biccari. Sì, a Biccari! Un centro ai piedi del Subappennino, a circa 14 km. dalla nostra Lucera, dove da più di un anno (dopo le elezioni amministrative) pare non ci sia pace per la vita politica e amministrativa della cittadina.
Dopo l’accesissimo dibattito, che ha tenuto banco nei mesi scorsi, tra il consigliere di minoranza della lista “Biccari Nuova”, Valerio Ricci, ed il sindaco Giovanni Picaro, a proposito di logiche amministrative e che oggi pare abbia raggiunto toni un tantino più pacati (almeno da quel che si dice) e improntati ad un riavvicinamento al dialogo tra i due schieramenti, un avvenimento di qualche settimana fa pare stia turbando quel probabile dialogo sopra citato.
Tutto sembra essere nato da un articolo apparso su un giornalino del locale circolo diellino, “La Voce della Margherita”, i cui toni affrontati dall’autore pare abbiano scatenato l’immediata reazione del gruppo consiliare di “Biccari Nuova”, soprattutto considerando che il soggetto preso di mira pare sia stato il consigliere Valerio Ricci. Non è un caso che la popolarità di quest’ultimo abbia richiamato alla mente di molti giovani cittadini alcune head-line pubblicitarie: “SE NON CI FOSSE, BISOGNEREBBE INVENTARLO”; oppure, addirittura: “CHE MONDO SAREBBE SENZA VALERIO RICCI?”. Eh sì, perché a quanto pare a tenere viva l’attenzione verso la politica della piccola Biccari ci starebbe pensando proprio lui, vuoi perché pur essendo una forza di minoranza molto ridotta, nonostante tutto, riesce ad essere l’elemento della critica accesa e, per alcuni, anche costruttiva. D’altronde, se una qualche sfumatura di dialogo è vero che oggi esiste, non si tratta certamente di un caso! Magari, ad un certo punto, la saturazione del dibattito è tale che il dialogo diventa proprio una necessità. A meno che qualcosa (o qualcuno) non intervenga per far capire chiaro che quell’equilibrio e quel dialogo non devono stabilirsi.
Ma perché si è scatenato questo duello tra l’autore di quell’articolo e Valerio Ricci?
Beh, innanzitutto per la vignetta non gradita dal Ricci, che ha descritto come frutto di un frustrato. E poi per una serie di concetti espressi in quell’articolo. Partendo da un consiglio comunale, lo scritto dice che «…i venditori di fumo hanno finalmente mostrato le loro vere facce […] e hanno decretato la fine del soggetto politico “Biccari Nuova”, tradendo la fiducia di quegli elettori che in loro avevano creduto». Più avanti, poi, si legge che «…finalmente sono cadute le maschere ed è emersa tutta la falsità e la pochezza di idee», immaginando una scenario da «…irrealtà politica» qualora nel giugno del 2004 avesse vinto la civica “Biccari Nuova” con una «…disponibilità a governare utopica e velleitaria» da parte dei componenti della lista appena citata.
Ma pare che al consigliere Valerio Ricci, però, sia giunta una e-mail da parte di tale Nicola Iacobbe (che appare come firmatario dell’articolo del giornalino della Margherita) che recita, tra le righe: «Ti invio in allegato copia del mio articolo originale e frutto della mia testa e della mia penna, come potrai visionare senza vignetta o parti che compaiono sul giornale informativo della Margherita, che non sono assolutamente frutto del mio INGEGNO!». A quanto pare, insomma, Iacobbe sembra non riconoscere del tutto i contenuti di quell’articolo apparso sul giornalino locale della Margherita, anche se, in seguito alla risposta da parte della lista “Biccari Nuova” (fatta circolare per mezzo di una volantino, a cui ha fatto seguito l’affissione di manifesti nella città - manifesti che, a quanto è dato di sapere, sono stati strappati da ignoti la notte stessa), pare abbia scritto sulla bacheca on-line del sito www.biccarionline.com affermando che «…non sono mai stato pilotato da nessuno ed ho usato il giornale del mio partito - dice proprio “il mio partito”, ndr - per descrivere una situazione della politica biccarese ed esternare considerazioni strettamente personali su di un gruppo politico», quindi aggiungendo che «…quelle sono delle mie idee e sono soltanto mie…».
Per “Biccari Nuova”, che, come accennato, non ha fatto attendere la propria risposta, si sarebbe di fronte ad «…una chiara contraddizione generata, forse, da un perfetto stato confusionale». Nel volantino, che riportava il titolo ironico “IL PICCOLO KAMIKAZE” si leggono sin dall’inizio parole allusive che recitano: «Nella vita bisognerebbe avere il coraggio delle proprie azioni. In politica ancor di più, visto che si tratta di prestare un servizio alla collettività. Evidentemente non è così per Nicola Iacobbe, giornalista in erba con l’hobby del Kamikaze. Firma un articolo su un foglio locale - prosegue quindi il volantino, marcando alcuni concetti in grassetto, quasi come a volerli gridare -, “La voce della Margherita”, vomitando accuse nei confronti del consigliere comunale di minoranza Valerio Ricci e, contestualmente, invia una e-mail allo stesso Ricci, rilevando che l’articolo, con tanto di vignetta, non è assolutamente opera del suo ingegno».
Da quel che si legge nel volantino, però, pare quasi si voglia “comprendere” quel Nicola Iacobbe di cui parlano e che chiamano «…Povero, piccolo Kamikaze, costretto a dire certe cose da chi non ha il coraggio delle proprie idee! Povero, piccolo Kamikaze, strumento di una “crocchia” di menti poco feconde, che si nascondono dietro un semplice iscritto al partito, malcelando l’insofferenza di una parte della maggioranza in evidente imbarazzo!». Un monito viene lanciato, poi, ai probabili veri autori di quella che i componenti di “Biccari Nuova” chiamano “menti poco feconde”, poiché ritengono tale questione tacciabile di «…un bel modo per far crescere le nuove leve della politica biccarese, educandole non alla cultura del confronto bensì a quella della demonizzazione dell’avversario».
Ma poi torna a rivolgersi direttamente all’interessato, quando si legge: «Il povero, piccolo Kamikaze, è perfino vittima di un improvviso vuoto di memoria, visto che sostiene che il termine “nulla” sia di moda nella famiglia Ricci. Mentre appare evidente che nella sua, di famiglia, è quanto mai attuale il termine “irriconoscenza”. Quanto alla trovata vignettistica, basterebbe ricordare che la questione Comunità Montana non investe certamente un dibattito di dialettica politica (oltretutto attualmente Michele Ricci non riveste incarichi istituzionali), bensì di natura tecnico giuridica. Ma forse pretendiamo troppo da un neofita della politica».
E al voler a tutti i costi rinfacciare l’aver osato pretendere che, secondo Valerio Ricci, bisognava amministrare secondo la logica statutaria delle regole e non delle tradizioni, oltre che all’accusa di morte del soggetto politico “Biccari Nuova” si legge ancora: «Quanto al rispetto della logica statutaria delle regole denunciata da chi si nasconde dietro il piccolo Kamikaze, è noto che essa è tornata a trovare ospitalità nell’aula del consiglio comunale di Biccari proprio grazie alla tenacia e alla pretesa di trasparenza più volte denunciata dal gruppo consiliare di minoranza “Biccari Nuova”, più vivo che mai».
Sul volantino, inoltre, si mette in evidenza che qualcuno ce l’abbia proprio con Ricci. Infatti: «Alla luce di quanto detto, è innegabile che per il circolo di Biccari della Margherita esista un problema Ricci. Un problema che si tenta di esorcizzare ricorrendo a mezzi più o meno fantasiosi, come quello di nascondersi dietro una “penna telecomandata”. Si dà il caso, però, che a Biccari gran parte della popolazione sia dotata di un cervello, mentre il cranio di alcuni si presenta come una scatola vuota!».
«Povero, piccolo Kamikaze - conclude lo scritto -, al quale non è stato detto che Valerio Ricci sta lavorando davvero (e su più fronti), per “cambiare prospettiva” a questo territorio (come vuole la “sua” vignetta)! Povero, piccolo Kamikaze, imbottito non di tritolo, ma di una quantità industriale di materiale maleodorante, che finirà inevitabilmente per inquinare l’aria salubre di Biccari e, di conseguenza, del nostro amato subappennino!».
Beh, va detto che il veleno non poteva non richiamare altro veleno!
Piuttosto, meraviglia che il locale circolo di Biccari non si esprima in proposito, se non altro per assumere le difese di quello che, in fondo, si è pur sempre dichiarato un «…iscritto al partito».
Accade, quindi, che anche in un piccolo centro del Subappennino Dauno, proprio mentre lo stesso Valerio Ricci aveva riconosciuto, per sua voce, al sindaco di Biccari la propensione a voler ristabilire un dialogo che mancava forse da chissà quando, un foglietto può compromettere ogni tentativo di ristabilire un dialogo sereno, così come vorrebbe la buona volontà.
Ma succede ovunque… E non è certo un bell’esempio per parlare di futuro.
Soprattutto in un martoriato e fin troppo denigrato sud.

Notarangelo



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