Gli onesti, i disonesti e la verità
"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero"
Comodo. Troppo comodo ed opportunistico fino ad offendere l'operato ed il comportamento altrui. Cos'è la verità? È, forse, ciò che si interpreta, oppure è ciò che è? Possiamo interpretare in mille modi un pensiero, un quadro di un pittore, i contenuti di un libro, un colore nelle sue tonalità ed in tutte le sue tinte… Possiamo dire che "quel rosso" è un rosso geranio, altri diranno che si tratta di un rosso cupo, altri ancora parleranno di un rosso "puro" o, ancora, che tende al vermiglio o al carminio… Ma la verità è sempre una sola, e non sta mai in mezzo, come si vuol far credere spesso. Sta di fatto che tutti parlano di "rosso", ma ognuno dimentica quello per far valere la propria interpretazione. Si può, quindi, parlare di verità in tal caso? Per il fatto stesso che ognuno interpreta un colore a modo suo, non fa altro che accordare la verità al proprio pensiero! Di esempi ve ne sono a migliaia nei rapporti umani. Tra i politici, poi… Manco a parlarne! Mai che si possa individuare un briciolo di saggezza negli uomini! Si fa quel che conviene, e non quel che è. La furbizia dei disonesti induce, quindi, a riconoscere la verità in cuor proprio, ma a non ammetterla esternandola. Ecco perché richiede enormi sacrifici rivedere i propri pensieri, in modo da accordarli con la verità. Spesso, poi, si confonde la verità con la realtà… Ma questo è un altro discorso.