«Corsi e ricorsi»
In conferenza stampa Tutolo ha affrontato anche le questioni legate alla 167
Lucera, 28.07.2010 - Prende in prestito la teoria di Giambattista Vico, Antonio Tutolo, ma non nella parte in cui si parla di "progresso" nel "regresso", perché «facciamo continuamente errori, ma da quegli errori non impariamo nulla» e le novità, pure nella decadenza, non giungono mai. Collegato al tema affrontato in conferenza stampa venerdì 23 luglio scorso in piazza Duomo, alle ore 20:00, il rischio – a suo dire ancora vivo – di vedersi sfuggire le somme destinate ai lotti 6º e 7º dei versanti collinari in zona ospedale a Lucera (leggi l'articolo), ha portato ad analizzare altre vicende parallele e sempre vive. Tutolo ha prospettato una situazione che ha portato inevitabilmente a guardare ad un futuro fatto di contenziosi. Una vocazione, ormai, del Comune di Lucera e delle amministrazioni che si succedono da tempo a schiantarsi contro quegli atti che vedono l'ente di Palazzo Mozzagrugno uscire assai spesso soccombente più o meno pesantemente, a seconda del contesto venutosi a creare. E parlando di rischi futuri, l'argomento chiave della conferenza non poteva non far scivolare il discorso sulle problematiche ancora fresche (molte delle quali irrisolte ed in bilico, altre a galleggiare sul mare del dubbio) dell'urbanistica e, in special modo della zona 167. Fatti che traggono origine dal momento in cui nacque il rione (che oggi conta circa un quarto della popolazione lucerina) e dalla tanto discussa delibera di Consiglio Comunale n. 9 del marzo 1999 che ha generato ricorsi a raffica, alcuni dei quali sono giunti a sentenza definitiva da parte di varie sezioni del Consiglio di Stato. Non da meno è la sempre attuale e spinosa vicenda relativa agli indennizzi dei suoli espropriati che i residenti si trovano a fronteggiare e per i quali l'attuale amministrazione ha messo in bilancio più di tre milioni di Euro (secondo i suoi calcoli) senza averli ancora incassati. La situazione ha portato gli abitanti della 167 (vistisi recapitare la cartella di pagamento da Equitalia) a chiedere il lodo arbitrale, strada che l'amministrazione sembra non disposta a percorrere.
La zona 167 e le sue annose vicende sono oggi ancora oggetto di discussione, mentre altri pronunciamenti si starebbero attendendo su ricorsi avanzati dai diretti interessati. Per quanto concerne la sentenza della 5ª Sezione del Consiglio di Stato del dicembre 2008 (meglio nota come vicenda Capobianco), il governo cittadino attuale ha ritenuto di intraprendere un percorso (la transazione con i ricorrenti che si sono visti dare ragione dal CdS) che lascia aperti ancora molti dubbi, specie per il modo in cui si sarebbe addivenuti a quella che è stata definita (a detta di molti "prematuramente") come una "soluzione definitiva". Un metodo che vede chiamato in causa l'art. 21 della L.R. 56/80 e la soluzione per mezzo di una variante semplice. Stando invece ad un'altra sentenza, ma questa volta della 2ª Sezione del Consiglio di Stato (meglio conosciuta come sentenza Schiavone), l'art. 21 in questione non andava preso assolutamente in considerazione, perché non di variante semplice si doveva parlare, ma di variante specifica che, in tal caso, richiede l'invio della documentazione alla Regione Puglia.
La posizione di Tutolo
«Durante il Consiglio Comunale del 17 giugno scorso – ha detto Tutolo – ho cercato di intervenire sulla vicenda 167 quando si stava trattando un debito fuori bilancio riconosciuto ai Capobianco, ma sono stato messo a tacere assurdamente…». E qui ha aperto una parentesi sul modo in cui si svolgono i lavori consiliari: «Se qualche Consiglio Comunale si tenesse all'aperto, la gente si accorgerebbe delle ridicole sceneggiate messe in opera, all'interno delle quali emerge che tutto si vuole affrontare, tranne che i problemi della città». Il problema della 167, una zona che l'ex sindaco di Lucera, Peppino Papa, definì «un bubbone destinato prima o poi a scoppiare», come si è detto si trascina da tempo e forse ce lo ritroveremo sempre davanti. «Il nostro sindaco – ha affermato Tutolo – continua a dire che l'amministrazione ha ereditato danni dal passato. Io vedo, invece, che si continua a proseguire su quella strada, perché molti di quelli che hanno causato danni a questa città fanno parte della sua coalizione, anche coloro che non sono stati eletti non sono affatto spariti, perché alla fine sono sempre nelle stanze dei bottoni e da dietro fanno i suggeritori». Tutolo ritiene, in virtù delle deduzioni appena fatte, che «probabilmente per quelle sentenze che hanno annullato la variante del 1999, tra alcuni anni altre amministrazioni ci racconteranno dei disastri ereditati dal passato».
E allora «ecco perché quel problema non è stato risolto. Noi non abbiamo fornito risposte a quanto stabilito dalla 5ª Sezione del CdS. Laddove si sarebbe dovuto parlare di variante specifica (da inviare alla Regione Puglia), si è invece preferito dirottare l'attenzione su un espediente illegittimo, cioè sulla variante semplice (censurata dalla 2ª Sezione del CdS nel parere chiesto da Presidente della Repubblica), approvando l'art. 21 della L.R. 56/80». Per Antonio Tutolo si tratta di «contraddizioni inspiegabili che ci portano a commettere gli stessi errori che sono stati commessi in passato», precisamente «nel 1999 con la delibera di Consiglio Comunale n. 9». E si chiede «il motivo di tutto ciò… Forse perché vogliamo mandare avanti a tutti i costi i Contratti di Quartiere? Io ci penserei su un attimo. Sarà pure un'opportunità che porta degli investimenti, ma tra alcuni anni questa, come altre scelte analoghe, potrebbero tradursi in errori irreversibili».
La soluzione è allora sempre la stessa: «Un bel PUG che contempli, parallelamente, il PIP. Solo così potremo metterci al riparo da qualsivoglia scelta sbagliata». E a tal proposito non ha dimenticato che «altri ricorsi sono pendenti, come quello di Antonio Chiella» che ha chiesto alla Regione, invocando l'art. 50 della L.R. 56/80, l'annullamento degli atti della transazione Capobianco, approvati di recente in Consiglio Comunale. Altre situazioni potrebbero, insomma, risentire degli effetti di eventuali sentenze, come il Palasport e la scuola Bozzini-Fasani.
Delle questioni qui riportate, non è escluso che proprio Tutolo possa farsi promotore di un'interrogazione consiliare. Forse a settembre, visto che per il momento l'amministrazione non da' segni di vita.
Ma c'è un'amministrazione?
C'è la portavoce, che ad un mese dalla delibera ha prodotto un paio di comunicati. Il costo? 600,00 euro per comunicato.
Buone vacanze (a voi).
Roberto Notarangelo