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POLITICA

I due milioni per la fortezza? Macché catene! Sono frutto della conferenza Stato-Regioni
È quanto emerso alla prima serata della Festa de l'Unità dedicata ai beni culturali e alla riscoperta del patrimonio della città. Concreto e convincente l'on. Michele Bordo. I due assessori regionali Loredana Capone e Raffaele Piemontese alquanto fumosi. Il resto? Non conta

Lucera, 10.10.2017 – Nella serata dello scorso 5 ottobre si è svolto, presso la biblioteca comunale (ex convento di San Pasquale), il primo incontro della Festa de l’Unità del PD di Lucera, intitolato “RiscopriAmo Luceria” (a cura del gruppo di lavoro “Tutela del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico”), nel corso del quale si è parlato di beni culturali. Sono intervenuti, tra gli altri, Ernesto Giannetta, segretario del PD di Lucera; Raffaele Piemontese, assessore al Bilancio e alle Politiche Giovanili della Regione Puglia e segretario provinciale del PD; il consigliere comunale Luigi Carmine Ziccardi; Loredana Capone, assessore Regione Puglia “Industria turistica e culturale, gestione e valorizzazione dei beni culturali”; l’on. Michele Bordo, parlamentare – presidente della commissione “Politiche dell’Unione Europea alla Camera”.
Giannetta ha introdotto il suo intervento informando che qualche giorno fa hanno avuto un incontro a Bari per cercare di risolvere il problema del Laterificio Meridionale, mentre Ziccardi ha spiegato che la scelta della biblioteca come luogo in cui tenere la Festa è derivata dalla volontà di rompere la tradizione delle feste di piazza: «Lucera ha un grande patrimonio che però finora è stato ignorato: il turismo deve essere inteso non solo come attrattiva ma anche finalizzato allo sviluppo socio-economico, infatti se non ci sono investimenti non si crea ricchezza».

Bordo si è detto invece ottimista rispetto alle «risorse messe in campo fino a questo momento, a cui si aggiungono quelle dei prossimi fondi europei», e per quanto riguarda la decisione presa a metà settembre, relativamente al castello, di destinare 2 milioni per intervenire rispetto ad una questione di tenuta della struttura (a proposito, è emerso chiaro, in occasione dell’incontro, che il Ministero ha riconosciuto tale somma in virtù di un accordo Stato-Regioni e non grazie agli incatenamenti dello scatenato di turno) ha confessato di sperare che ci siano le condizioni per renderlo non solo agibile, ma anche fruibile: «Abbiamo corso più volte, in passato, il rischio di dover restituire le risorse dell’Unione Europea per mancanza di progetti e per i limiti della burocrazia nei Comuni, ma stavolta, siccome le risorse europee saranno le ultime, dal momento che usciremo dalle regioni Obiettivo 1, bisogna spenderle bene, ovvero non in interventi a pioggia ma in quelli che vedano pochi ed importanti obiettivi».

Parlando dell’argomento turismo, Capone ha spiegato che non c’è conflitto tra Salento e Gargano: non si è capito, piuttosto, dove volesse andare a parare quando ha affermato che bisogna mettersi insieme per costruire una strategia politica: che cosa intende, insomma, concretamente per “strategia politica”? «Dobbiamo capire che tipo di turismo vogliamo», ha continuato. Ma davvero si è ancora al punto di dover capire quale turismo si voglia? Avrebbe dovuto capirlo prima di andare alla Festa a fare il suo intervento, invece di riempirci di chiacchiere. Ancora: «Il turismo va fatto in maniera industriale»; «Dobbiamo interrogarci su cos’altro fare» (dovete ancora interrogarvi?, ndr); «Manca la capacità di un obiettivo»; «Va fatto il salto di qualità»; «Non c’è stata la cultura dell’impresa» (prima, però, si era detta orgogliosa del fatto che la proposta di Briatore degli alberghi di lusso in Salento non fosse stata accolta: che contraddizione!); «Dobbiamo chiederci a che punto siamo sul turismo culturale» (dovete ancora chiedervelo?, ndr); «Occorre investire sulla qualità e sul lusso»; «Anche Franceschini ha detto che la Puglia sul turismo è un modello». Già, basta che l’abbia detto lui. A dire di Capone, poi, «il trabucco e la masseria valgono più di un resort»: frase priva di senso, così come pure «Oggi vengono in Puglia per sposarsi», dove per Puglia l’assessore intende solo il Salento. Per quanto concerne invece Lucera, Capone pensa che essa possa entrare in un «percorso nuovo (queste espressioni vaghe hanno un po’ stancato, a dire la verità) con possibilità di lavoro».
Originale, come sempre, Piemontese (quando c’è Raffaele, Fabrizio Abate non manca mai): «Per trasformare le opportunità in opere concrete c’è bisogno di attrezzarsi». Questi, insomma, vanno alle Feste de l’Unità per dire che devono ancora capire cosa fare ed attrezzarsi. Andiamo bene. «Abbiamo una sfida davanti a noi – ha continuato l’eroico Luca Giurato del PD –, ma i fondi hanno bisogno che ciascuno si attrezzi». Ancora con questi attrezzi? Alla prossima Festa arriveranno con le idee chiare o saremo costretti ad ascoltare le solite filastrocche e ce li troveremo vestiti di tute da meccanici con attrezzi al seguito?
Bene l’on. Michele Bordo. Più concreto e convincente. Alquanto fumosi gli assessori regionali Capone e Piemontese.
Il resto? Non conta. Il solito piagnisteo intellettualoide.

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