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POLITICA

Consalvo: «Tutti questi problemi erano già noti e non hanno fatto nulla»
La 2ª parte dell'intervista a Michele Consalvo sulla bocciatura della Corte dei Conti al Piano di Riequilibrio Finanziario del Comune di Lucera sotto l'amministrazione Tutolo dal 2014 al 2019

Lucera, 19.07.2019 Nella prima parte dell’intervista al consigliere comunale di opposizione Michele Consalvo (leggi) abbiamo affrontato il panorama generale della questione finanziaria dell’Ente relativamente a quanto dichiarato di recente dalla Corte dei Conti. Nella seconda, invece (di cui trovate il video in questa pagina), abbiamo passato al vaglio la deliberazione della stessa, dopo aver sintetizzato quanto accaduto a partire da gennaio del 2015, quando venne deliberato il piano di riequilibrio ed inviato alla Corte dei Conti ed al Ministero. Ad agosto di quello stesso anno quest’ultimo chiedeva chiarimenti al Comune, che venivano forniti a settembre, mentre a novembre l’Ente chiedeva di modificare il piano perché sosteneva che il mutuo non potesse essere contratto e che bisognasse coprirlo facendo ricorso all’anticipazione di liquidità. Bisognava però tener conto anche del disavanzo creato dall’accertamento dei residui, così si arriva a dicembre del 2015, allorquando il Comune deliberava di rimodulare il piano. Quindi, c’è stato un salto temporale di circa due anni, finché il 22 febbraio 2018 il Comune sollecitava la conclusione dell’istruttoria al Ministero, in quanto a suo parere non si poteva rimanere in bilico nell’attesa di capire se il piano fosse esatto o meno: il Ministero a maggio del 2018 dichiarava che esso andava adeguato alla nuova normativa intervenuta con la Legge di Bilancio 2018 ed alle istruzioni o linee guida emanate dalla Corte dei Conti, quindi il Comune a giugno trasmetteva il nuovo piano.
Consalvo, dopo aver ripercorso le tappe fondamentali del piano, ha tenuto innanzitutto a precisare che la Corte dei Conti afferma che i termini della decisione non sono perentori: «Se poi il sindaco non sa che cosa ciò significhi, se lo faccia spiegare dai numerosi avvocati presenti tra Giunta e Consiglio». Esaminando più dettagliatamente la questione, il consigliere ha rilevato che il nuovo piano rimodulato parla di disavanzo del riaccertamento dei residui da ripianare in quote trentennali. La legge, infatti, per aiutare i Comuni decise di concedere la possibilità di fare la pulizia dei bilanci attraverso l’eliminazione dei residui attivi e passivi e di ripianare in trent’anni la differenza che si sarebbe creata (Consalvo ha spiegato che i residui attivi sono i crediti del Comune, mentre quelli passivi sono i debiti). Nel frattempo, però, è intervenuta una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 18 di febbraio del 2019, in base alla quale nel caso di riequilibrio, il disavanzo non si può spalmare in trent’anni, ma massimo nel periodo di durata del piano di riequilibrio, dunque otto anni, il che significa che si tratta di somme cospicue.


La 2ª parte dell'intervista a Michele Consalvo

Il consigliere ha continuato spiegando che formalmente ci sono 521.000 euro di debiti, ma bisogna considerare altresì le passività potenziali, ovvero quelle derivanti anche dai contenziosi in essere che ammontano a tre milioni e nove; poi vi sono circa quattro milioni di anticipazioni di cassa non restituiti. Nella relazione del piano rimodulato si parla di scarsa capacità di riscossione e di anticipazione di tesoreria, e nell’ultima parte sostiene che per i debiti fuori bilancio sono stati usati i soldi che l’amministrazione Dotoli aveva messo da parte per pagare un’eventuale sentenza sfavorevole nella causa della 167, ma come ha evidenziato il consigliere, la norma non permette di usare la parte vincolata degli avanzi di amministrazione, tanto che la Corte dei Conti ha detto di ripristinarli.
Peraltro, l’Ente non ha accennato al modo in cui attuare il contrasto all’evasione. E dire che l’organo di revisione già nel giugno 2018 dichiarò che la crisi di liquidità del Comune era causata dalla difficoltà nei tempi di riscossione delle entrate nonché da un’incidenza significativa della spesa: «Tutti questi problemi erano già noti, ma non sono dipesi da quelli di prima come si vuol far credere con il solito stucchevole ritornello: si tratta di azioni che avrebbe dovuto mettere in atto l’attuale amministrazione, la quale lo scrisse nel piano iniziale e in seguito in quello rimodulato». Senza considerare che i revisori avevano già parlato del rischio di dissesto…

Greta Notarangelo

 
 
 


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