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POLITICA

Tecnici e politici sulla seconda ipotesi del bilancio stabilmente riequilibrato previsto nella seduta del 19 gennaio prossimo
Se ne è discusso in un incontro online organizzato dal Frizzo

Lucera, 16.01.2021 Lo scorso 11 gennaio si è tenuto un altro incontro online (vi riproponiamo il video integrale in questa pagina) coi consiglieri di minoranza del PD Fabrizio Abate (per sei anni assessore al Bilancio nella Giunta Tutolo) ed Antonio Dell’Aquila e col consigliere di Forza Italia Antonio Buonavitacola. Era presente anche l’ex consigliere di opposizione (per circa un anno, dopo essere stato candidato sindaco per il centrodestra) nell’amministrazione Tutolo ed ex coordinatore di FI Michele Consalvo, il quale ha voluto intervenire in qualità di tecnico per confrontarsi con la stessa minoranza. L’incontro, dal titolo “Fatevi i soldi vostri”, era di carattere politico e tecnico e riguardava in particolare il bilancio stabilmente riequilibrato che nella prossima seduta di Consiglio Comunale (prevista per le ore 09:00 del 19 gennaio prossimo in prima convocazione e per le ore 16:00 il giorno successivo in seconda convocazione) e il dissesto in atto al Comune di Lucera.
Ebbene, Consalvo ha avuto modo di vedere l’ultimo piano di bilancio stabilmente riequilibrato, così, l’ex consigliere ha inteso innanzitutto fare una premessa e cioè che si stava parlando di una procedura, iniziata nel 2015 col predissesto, che si basava essenzialmente su un riaccertamento straordinario dei residui che portava con la nuova contabilità armonizzata a un disavanzo che non veniva coperto in maniera ordinaria e per cui si sceglieva di accedere a questa procedura. Consalvo, però, ha ricordato di aver detto in tempi non sospetti che non si poteva accedere ad essa, e ne ha avuto la conferma, in base a ricerche fatte da lui stesso, dalla Corte dei Conti del Molise, la quale sostiene che il riaccertamento straordinario dei residui andava operato invece in sede ordinaria, quindi, dati alla mano, il rendiconto del 2014 non avrebbe prodotto un disavanzo, bensì un avanzo nella gestione residui. Tuttavia, fu attivato il predissesto, fino ad arrivare a quello che Consalvo ha definito il secondo errore, quello di non attivare il fondo di rotazione in modo da avere la liquidità necessaria per pagare tutta quella debitoria derivante da una situazione di disavanzo. Il terzo errore è consistito nel fatto che il piano di riequilibrio fatto era inefficace, tanto da essere bocciato sonoramente dal Ministero, dalla Corte dei Conti di Bari e dalla Procura della Corte dei Conti di Roma, anche se qualcuno che ancora oggi amministra afferma che quel piano era fatto bene e che per tale ragione sarebbe dovuto essere ammesso. La quarta criticità, a parere di Consalvo, sta nel fatto che fu nascosto tutto alla cittadinanza ed a qualche forza politica, perché c’erano le elezioni nel 2019, quindi, la bocciatura del Ministero non venne portata a conoscenza dei cittadini; successivamente, il piano andò a Bari, ma anche di ciò la città venne a conoscenza solo dopo le elezioni; seguirono poi, com’è noto, le dimissioni del sindaco a luglio 2020 e la fuga dai problemi, quando invece andava fatto uno sforzo collettivo con tutte le forze politiche di maggioranza e minoranza: «Purtroppo, arroganza ed incompetenza ci hanno portati alla situazione attuale, così siamo arrivati all’esame di questa seconda ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, ma nel momento in cui questo piano non va a buon fine, il Consiglio Comunale viene sciolto». Consalvo ha in seguito fatto notare che i documenti oggetto d’esame erano di inizio-metà dicembre del 2020, il che significa che teoricamente si stava esaminando un preconsuntivo e non un bilancio previsionale.

Quindi, l’ex consigliere, entrando più nel dettaglio, ha evidenziato tutte le inesattezze del piano: la lotta all’evasione riporta una somma di 500.000 euro che è sovrastimata, in quanto doveva essere parametrata all’andamento del riscosso degli ultimi anni; in questo bilancio c’è anche un aumento delle spese correnti, cosa che non si concilia con la normativa, che dice che la spesa deve essere ridotta e non aumentata; ci sono aumenti di trasferimenti correnti rispetto alla prima ipotesi di bilancio, ed è verosimile che siano derivati dalle somme arrivate dal governo per aiutare i comuni nella lotta al Covid, per cui sarebbero delle false entrate, ovvero dati occasionali e non strutturali; ci sono minori entrate extratributarie rispetto alla prima ipotesi ed un minor fondo di cassa; manca la quota di riaccertamento straordinario, che essi dicono non spettare a loro ma all’OSL (Organo Straordinario di Liquidazione), senza considerare che in altri bilanci stabilmente riequilibrati queste quote di disavanzo vengono regolarmente previste nel bilancio; ancora, il fondo di dubbia esigibilità è sottostimato perché non è sufficiente calcolarlo solo sull’anno 2020, e ciò comporta che anche in questo caso l’equilibrio di bilancio non viene rispettato; quanto ai servizi a domanda individuale, se non sono rivolti a tutti i cittadini ma solo a categorie specifiche, non possono prevedere delle quote di compartecipazione; bisognerebbe provvedere alla tempestiva riscossione dei fitti attivi, addirittura non viene accantonato nulla nel fondo crediti di dubbia esigibilità; costo del personale: pare che non ci siano state riduzioni di stipendi, nonostante il dissesto, e questa per Consalvo è una situazione moralmente inaccettabile; non viene fatta menzione delle opere pubbliche finanziate negli anni precedenti e non ancora realizzate (vedasi viale Castello e il rondò nella zona 167); non si tiene conto della possibilità di accedere ad anticipazioni di liquidità e dei fondi pluriennali vincolati. La regola generale, quindi, come ha spiegato Consalvo, è quella di attivare le entrate o soprattutto impegnare le spese solo se ci sono queste entrate: ad esempio, non si possono inserire oneri di concessione se nel 2020 causa Covid c’è stato un blocco di cantieri. Pertanto, «…questa è una riproposizione della prima ipotesi di bilancio applicando delle piccole differenze soprattutto per cercare di adeguarsi alle richieste istruttorie che ha fatto il Ministero: andando a fare un bilancio non veritiero, esso andrà bocciato». Consalvo si chiede, dunque, come sia possibile che non si sia tenuto conto a livello prudenziale che le entrate saranno inferiori. Ancora, i revisori stessi dicono di monitorare attentamente la voce “Recupero dell’evasione e le entrate extratributarie”, ma la serie di inadempienze non finisce qui: una delle criticità sollevate dal Ministero è lo stato delle alienazioni (nel 2020 non è stato fatto nulla); inoltre, ci sono altre quattrocento pratiche di condono edilizio pendenti che forse nel 2021 si inizierà ad esaminare tra l’altro tramite servizi esterni, dunque pagando. Alla luce di tutto ciò, ha fatto poi notare ai consiglieri di opposizione che sarebbe opportuno chiedere ai revisori dei conti di riesaminare anche i dati preconsuntivi confermando o riformulando il proprio parere, perché comunque sarebbe stato espresso su dati non veritieri: il principio è che l’ente locale dissestato non è tenuto a rispondere delle spese, ma queste sono direttamente imputabili agli amministratori e ai dipendenti del medesimo ente; inoltre, la dichiarazione di dissesto fatta il 4 novembre non è solo una presa d’atto della situazione di deficit strutturale, ma deve essere indirizzata ad accertare la mala gestio; quanto ai creditori dell’ente, a dire di Consalvo non percepiranno nulla, salvo aspettare la fine del dissesto oppure accontentarsi del taglio dell’OSL che verrà previsto. Insomma, un quadro piuttosto critico.

L’analisi di Abate

Abate, invece, ha ricordato che all’inizio di questa consiliatura la minoranza aveva chiesto al sindaco di nominare un assessore al ramo proprio per le difficoltà che il Comune sta vivendo, infatti, «…occorre chi si dedichi anima e corpo al risanamento finanziario dell’ente: oggi sappiamo quali siano i fitti attivi riscossi e quali no, così come sappiamo le somme derivanti dai tributi che sono entrate e quelle invece non incassate, però ancora oggi si continua a parlare di previsione ignorando la situazione reale, e prima o poi a qualcuno il conto di questo sarà chiesto». Passando più nello specifico alle criticità che l’ex assessore ha potuto rilevare nella seconda bozza di bilancio stabilmente riequilibrato, Abate ha detto di concordare appieno con quanto detto da Consalvo in particolare in riferimento al fatto che il fondo crediti di dubbia esigibilità, ovvero la posta che viene accantonata per far fronte alle mancate entrate, è in un certo qual modo un po’ sottostimato rispetto a quelle previsionali, e l’aveva fatto presente anche quello stesso giorno nel corso dello svolgimento della commissione, perché «…è vero che il parere espresso dai revisori è stato favorevole al bilancio stabilmente riequilibrato, ma c’è un rilievo che a mio modo di vedere lascia molto da riflettere: non andare a tener conto del fatto che non tutte le entrate saranno riscosse è quantomeno un azzardo, quindi, penso che bisognava mettere qualcosa in più sul fondo crediti».

Anche Buonavitacola ha informato che in commissione Bilancio hanno fatto notare le criticità del piano affinché non venga più rigettato: «Avevamo già proposto un tavolo di concertazione per prepararlo, ma non ci hanno mai ascoltato». Dell’Aquila, invece, ha evidenziato che c’è una serie di crediti prescritti che a differenza di altri comuni più virtuosi non si riesce a gestire, pertanto, non si possono fare assunzioni: «Gli effetti di questo bilancio si vedranno tutti, non ci sono le basi perché esso venga approvato: ancora una volta viene meno la politica, quindi noi del PD voteremo sicuramente no perché non ci sono le condizioni, dal momento che il piano non affronta i temi principali, contenzioso, riscossione dei tributi e riduzione delle spese».
Abate è intervenuto nuovamente per informare che durante la commissione aveva tra l’altro sollecitato il sindaco a riprendere i rapporti col consorzio ASI, perché quando faceva l’assessore al Bilancio, lo stesso Abate fece domanda affinché anche Lucera diventasse ZES (Zona Economica Speciale) e quindi aderisse alla ZES adriatica: «Mi furono date ampie garanzie in Regione che quel passaggio si sarebbe fatto di lì a qualche mese, ed è di qualche giorno fa la notizia che con la nuova finanziaria le ZES hanno una sensibile riduzione fiscale, fatto che può attirare nuovi investimenti». Abate ha concluso rimarcando che bisognerà intervenire anche col miglioramento delle infrastrutture e dicendo di aver sollecitato il relativo ufficio a fare il bando per affidare il servizio di accertamento e riscossione ad una società specifica del settore per migliorare proprio la riscossione.

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