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POLITICA

I consiglieri Bizzarri, Dell'Osso, De Maio, Petroianni e la verità sul Tribunale
«Il sospetto che ancora una volta la protesta non serva davvero a risolvere i problemi, ma piuttosto a distrarre l’attenzione dai propri fallimenti e dalle polemiche sulle recenti nomine nel comitato V.I.A della Provincia di Foggia, serpeggia forte e fa rumore almeno quanto lo stridore delle catene usate dal sindaco»

Lucera, 23.05.2018 – La protesta del sindaco incatenato dinanzi allo stabile sede dell’ex Tribunale, per sensibilizzare le istituzioni rispetto alle sue disastrose condizioni, tocca le coscienze dei cittadini di Lucera che ne sono i proprietari ed in particolare di chi ha vissuto la propria attività lavorativa in quelle aule, che trasudavano autorevolezza e grande tradizione forense.
Vedere le immagini di quello storico palazzo in condizioni di assoluto abbandono, riapre la ferita lacerante della soppressione del Tribunale, che ha squarciato il cuore della città e ha costituito uno dei fattori determinanti del suo attuale ed evidente declino.
È giusto, però, che i cittadini sappiano tutta la verità che riguarda i rapporti fra il Comune ed il Tribunale di Foggia, attuale detentore dell’immobile.
Tutti devono sapere, infatti, che il 21 aprile del 2015, quando il Tribunale di Lucera era ancora parzialmente aperto alle attività giudiziarie, si celebrò una riunione della commissione di manutenzione presieduta dal Presidente del Tribunale di Foggia, alla presenza, fra gli altri, del Procuratore della Repubblica e dell’attuale Sindaco di Lucera, il quale venne in quella sede diffidato ad eseguire i lavori di straordinaria manutenzione e messa in sicurezza della struttura entro il termine di 60 giorni.
Il Sindaco, come risulta dal verbale, nulla obiettò a quella intimazione, limitandosi a chiedere l’utilizzo di una parte della struttura così da allocarvi gli uffici del Giudice di Pace, per liberare i locali del Comune e con i conseguenti risparmi, effettuare gli interventi di ristrutturazione richiesti.
L’Ente, per mano del suo sindaco, non ha mai peraltro provveduto ad impugnare tale intimazione dinanzi alle Autorità competenti.
Con tali comportamenti il sindaco ha di fatto riconosciuto che doveva essere il Comune ad effettuare gli interventi necessari, ma non si è prodigato per la loro esecuzione, contribuendo così in modo determinante al decadimento della struttura.
Del resto, dalle immagini mostrate in questi giorni si comprende perfettamente che i problemi che interessano lo stabile dell’ex Tribunale non dipendono certo dalla mancanza di ordinaria manutenzione, ma sono risolvibili solo con interventi radicali al tetto, alle strutture portanti ed agli impianti.
Tali lavori, competono da sempre per legge al proprietario dell’immobile e, dunque, al Comune.
Non a caso sembra che sulla vicenda stia indagando la locale Procura della Repubblica per accertare le responsabilità di quel disastro.
A tutti noi dà fastidio pensare di spendere soldi per una struttura che non ospita più il Tribunale e, al tempo stesso, non è nella disponibilità del Comune.
Ma queste sono le regole, che ben conosce anche il primo cittadino ed è strano che se ne lamenti proprio adesso.
Il sospetto, pertanto, che ancora una volta la protesta non serva davvero a risolvere i problemi, ma piuttosto a distrarre l’attenzione dai propri fallimenti e dalle polemiche sulle recenti nomine nel comitato V.I.A della Provincia di Foggia, serpeggia forte e fa rumore almeno quanto lo stridore delle catene usate dal sindaco.

I consiglieri comunali:
Giuseppe Bizzarri, Simona Dell'Osso, Tonio De Maio, Marina Petroianni

 
 
 


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