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Pasqua: un momento di gioia, ma non per tutti!

Ogni anno la stessa cosa: uova, cioccolata, sorprese e… gioia! Ma siete veramente convinti che stiamo tutti a gioire? Bè, leggete un po’ questa storia.

È una tranquilla notte di fine Febbraio e in una piccola casetta di campagna si è da poco compiuto il più grandioso e antico dei miracoli: Franca, una giovane mamma ha appena dato alla luce il suo primogenito, un piccolo e dolce maschietto.
Pasqua sarebbe arrivata dopo circa un mese e pensa, pensa Franca, decide di chiamare il suo piccolo “Pasqualino”. Da quel giorno…
Il tempo passa e Pasqualino cresce.
Franca è contenta e serena.
Pasqualino è vispo e vivace e si diverte a correre nei campi, coi morbidi riccioli mossi dal vento.
Intanto…
Il tempo passa e Pasqualino cresce.
Franca è contenta, ma meno serena. Da un po’ di giorni nella sua piccola campagna girano voci strane e gira gente sospetta.
Pasqualino diventa sempre più robusto e attende con ansia ogni nuovo giorno per poter riprendere le sue interminabili corse col vento. Nel frattempo…
Il tempo passa e Pasqualino cresce.
Franca è meno contenta, è inquieta. Ultimamente le voci sono diventate più insistenti e tutte concentrate su Pasqualino.
Pasqualino dorme tranquillo e sogna di diventare velocissimo nella corsa. Intanto aspetta il canto del gallo e il suo nuovo appuntamento col vento ma…
Il tempo passa e Pasqualino smette di crescere.
Franca è triste e nel suo cuore c’è una rabbia immensa.
Pasqualino, una pallida mattina di primavera, è svegliato non dal dolce canto del gallo, ma da passi frettolosi diretti verso il suo giaciglio. Apre gli occhi e si trova circondato da persone sconosciute che, trattenendo la sua mamma, lo strappano al suo caldo letto.
Franca grida, Pasqualino non capisce.
All’improvviso si trova a testa in giù, un ultimo beee alla sua dolce mamma e… tutto è buio.

Se, dopo tutto ciò che avete letto ne siete ancora convinti, quando vi siederete a tavola pensate che in ognuno dei vostri piatti si ripete il dramma di Franca e Pasqualino, e forse il vostro pasto assumerà il sapore delle lacrime e del sangue che per esso sono stati versati.
Anche se non è Natale, siete comunque più buoni e a Pasqua, invece di un povero e indifeso agnello, perché non un buon piatto di insalata?

Marco Scarlato



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