Gli oppiacei dalla C alla A: la terapia del dolore ora è mutuabile
Lucera, 09.11.2004 - Una scelta di civiltà. Una sceltà di umanità. Quando la terapia non può più nulla, è giusto dare una morte decorosa e il meno sofferta al malato? Difficile che qualcuno mi risponda di no.
Peccato, però, che solo oggi, grazie anche all'intervento del ministro Girolamo Sirchia si sia dato un giro di vite importante al problema della terapia del dolore. I farmaci che la costiutiscono (molti oppiacei) sono diventati finalmente rimborsabili per intero dal Ssn.
Sulla questione si è creata una giungla di orientamenti, addirittura alcune regioni del Nord, autonomamente, avevano intrapreso la strada del rimborso, altre invece si sono adeguate diversamente. Oggi, finalmente, una parola definitiva per tutti. Una decisione perfettamente in linea con la nostra Costituzione che proprio all'articolo 32 ribadisce il diritto alla salute e punta l'accento sulla necesità di garantire cure gratuite agli indigenti. E tra le cure non può non rientrare la cura del dolore. Quel dolore che le famiglie conoscono bene: e già perché, oltre al dramma del malato terminale sofferente, c'è quello dei congiunti. Il dolore in quei casi non è solo individuale, non riguarda solo il malato. Laddove nulla più può la terapia, il dolore genera dolore, toglie la voglia di vivere anche quei pochi giorni di vita che restano, e per questo va stroncato con i mezzi di cui la medicina dispone. Finalmente qualcuno lo ha capito.
Leonardo di Pierno