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Emergenza sfratti
Quali soluzioni?

Lucera, 29.04.2005 - Da un’indagine sugli affitti svolta all’inizio di quest’anno dall’Associazione di ricerca socio economica Ares 2000, viene fuori con chiarezza il grave problema dell’emergenza abitativa in Italia. In particolare, oltre al problema dell’aumento vertiginoso dei canoni di affitto (l’incremento nominale complessivo dal 2000 al 2004 è stato del 45%, mentre per il 2005 si prevede un aumento del 5%); l’altro gravissimo problema è quello degli sfratti.
Nel corrente anno, infatti, scadranno circa 700 mila contratti di locazione, di cui il 40% riguarda i contratti a canone “agevolato”. Le condizioni di questi canoni sono in media più favorevoli agli inquilini del 20%, rispetto ai contratti “liberi”. Il problema grave è che ad essere sfrattati saranno soprattutto famiglie che hanno un reddito netto inferiore a 18 mila euro annui, cioè un reddito medio basso, famiglie monoreddito, pensionati, portatori di handicap, immigrati, tutte le fasce più deboli della società. L’ultima proroga concessa dal governo è scaduta da circa un mese, e non si prevedono altre proroghe.
L’entità del “fenomeno sfratti” a livello locale è di difficile individuazione, ma la cosa che più mi preoccupa è la distanza della politica lucerina dai problemi reali, come questo, dunque dai bisogni elementari quale il diritto ad una abitazione dignitosa. Anche se questo problema riguardasse pochi nuclei familiari sarebbe una battaglia di civiltà da sposare. Del resto, in alcune realtà in cui l’emergenza è ben più grave(?)  sono stati presi provvedimenti “semplici” ed efficaci. È il caso del Municipio X di Roma, in cui “il consiglio municipale ha votato un dispositivo grazie al quale tutti i nuovi insediamenti edilizi devono riservare un 5% al mercato dell’affitto a canone agevolato: una sorta di pedaggio sociale”.
Un’idea intelligente per creare un patrimonio alloggiativi volto a soddisfare le esigenze di quella fetta di società che è costretta a rinunciare ad un dignitoso alloggio. Un messaggio che si spera possa essere recepito dalla politica troppo impegnata a risolvere problemi di “sfratto” derivanti da crisi più apparenti che di fatto.

M. M. S.



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