Matteo Galasso: «Crisi alla Provincia. Prima li inventano e poi li ammazzano»
«Ma Lucera non tollera più di essere mortificata»
Lucera, 12.05.2005 - «Strana la sorte che tocca ai Presidenti della provincia di Foggia.
Prima sono inseguiti, coccolati, osannati. Se ne decantano le virtù (anche quando non ne sarebbe il caso). Se ne sottolineano le capacità, l’onestà, la probità, la moralità pubblica e privata; poi, dopo essere stati eletti e aver consentito alla coalizione di vincere, iniziano le operazioni di demolizione.
Non subito. Non immediatamente, ma, dopo qualche anno dall’insediamento, incominciano ad arrivare le prime bordate. S’incomincia a parlare della giunta che va aggiustata. Che alcuni assessori (magari proprio quelli di non stretta osservanza dei partiti e, magari, proprio quelli ritenuti più vicini e nominati espressamente dal Presidente), devono andarsene. Si dice e si “consiglia” al Presidente che tale altro assessore deve essere rimosso perché qualche esponente di “grido”, “onorevolmente”, aveva impegnato quell’assessorato per un suo possibile “grande elettore” (magari del proprio collegio) e che ora è giunto il momento di mantenere l’impegno assunto, oppure, più semplicemente, che è giunta l’ora di far pagare a qualcuno lo sgarro consumato ai danni delle ristrette oligarchie dei partiti o di qualche personaggio che si sente intoccabile.
È evidente che di fronte ad una pressione cosi incalzante da parte delle forze politiche della coalizione, il povero Presidente (si fa per dire), incominci a vacillare. Gli crollano tutte le certezze (o quasi), va in confusione perenne fino al punto di annunciare il disarcionamento di qualche assessore e smentire se stesso, dopo 24 ore, affermando esattamente il contrario per poi, ancora, 24 ore dopo, dire che quegli assessori (che il giorno prima erano intoccabili), devono andare via perché su di loro pende un giudizio di inefficienza, maturato nel lunghissimo spazio temporale di 24 ore. Ironia della sorte: lo stesso giudizio che sarà dato su di lui, dai partiti (se non ancora più pesante, nell’ora del giubileo).
È chiaro che, dopo due o tre crisi di questo tipo, il povero Presidente è cotto. Privo di qualsiasi forza e credibilità, senza la capacità di determinare scelte e processi, soggiogato ed eterodiretto dai soliti uomini di potere alla guida dei partiti, continuerà in uno stato di morte cerebrale fino a quando, con l’approssimarsi della campagna elettorale, gli stessi uomini gli staccheranno la spina.
Non vorrei apparire come colui il quale spara su tutti e su tutto per il gusto un po’ narcisista di mettersi in mostra. Al contrario. Per me è doloroso dover costatare come vanno le cose, che, per altro, sono davanti agli occhi di tutti. Tantissimi cittadini ed elettori, come me, sono stufi del teatrino della politica a cui danno vita le persone che hanno ricevuto il nostro consenso elettorale. Siamo stufi che questi giochi di potere penalizzino i cittadini e le comunità. Si, perché questi giochi, che vengono fatti sulla pelle di quanti credono nel ruolo fondamentale dei partiti, producono, come conseguenza, la disaffezione dei cittadini alla politica e alle istituzioni, oltre che all’impoverimento dello spirito pubblico.
Ma non c’è solo quest’aspetto nella vicenda che sta interessando la crisi alla provincia. Non ne parla nessuno a Lucera, dimostrando, ancora una volta (se ce ne fosse bisogno), la marginalità di questa città rispetto al quadro politico ed istituzionale provinciale.
Alla provincia come in un comune, alla regione come al governo nazionale, può accadere, senza destare scalpore, che si vada ad aggiustamenti, (come si usa dire), di una squadra di governo. Che qualche membro dell’esecutivo possa essere rimosso. Nel nostro caso, che qualche assessore possa essere sostituito, perché ciò rientra nella fisiologia politica e nella prassi di governo. Va bene! Ma perché questo balletto alla provincia? Non funziona l’assessore Pica? Non si è impegnato a sufficienza? Ha commesso degli errori? Si discuta! E, se fosse necessario, a fronte di valide e comprovate motivazioni, lo si sostituisca. Nessuno si scandalizzerà.
Se, invece, la sostituzione di Pica da assessore alla provincia, attualmente congelato (Che vuol dire? C’è un’istruttoria in corso? Si aspetta il giudizio universale?), dovesse avvenire, come noi purtroppo temiamo, perché qualcuno non lo ritiene più funzionale ai propri obiettivi o scopi, oppure perché ha deciso di fargli pagare un’eventuale sgarro, sarebbe dimostrata la subalternità del caro professor Carmine Stallone al gruppo di comando interpartitico che, di fatto, governa la provincia e, nello stesso tempo, sarebbe dimostrata l’assoluta noncuranza verso i partiti del centro sinistra di Lucera e della stessa Città da parte del Presidente della provincia e delle federazioni provinciali.
Ma davvero qualcuno pensa ancora che si possa fare e disfare senza pagarne le conseguenze? Che i nodi non vengano mai al pettine e che ai cittadini si può far ingoiare tutto? Attenzione! Alla fine la gente tira le somme e chiede, oltre che il capitale investito, anche gli interessi.
Per questo sono convinto che i partiti del centro sinistra, le associazioni, i movimenti e le altre aggregazioni politiche dei cittadini di Lucera dovrebbero porre un serio problema a Stallone e agli uomini della… provvidenza. Lo devono fare subito, senza indugi e senza perdere tempo. Il problema, a mio avviso, consiste nel rivendicare il diritto di discutere con Stallone e con le federazioni provinciali le ragioni della rimozione di Pica da assessore e in ogni modo, al di là di Pica, il DIRITTO del centro sinistra di Lucera ad essere rappresentato nell’esecutivo di Palazzo Dogana.
Come si può facilmente intendere, non sono le sorti della singola persona che devono prevalere, anche se hanno un peso, ma gli interessi della città che a Carmine Stallone e al centro sinistra, nel 2003, hanno dato un contributo determinante per la vittoria in Capitanata.
Questi interessi, a mio avviso, non possono che essere configurabili, qualora Pica dovesse essere dimissionato, dalla nomina di un altro rappresentante del centro sinistra lucerino nella giunta provinciale. Individuazione che tocca alle forze dell’unione di centro sinistra locali e non da parte dei soliti noti specializzati in compromessi e pastette».
Matteo Galasso