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Intervista a Michele Martinelli, Segretario del Circolo del P. R.C. “A. Gramsci” di Lucera
«Il correntone D.S. perde pezzi? Non credo proprio, ma sarebbe ora… Non voglio aggiungere altro»

Lucera, 30.07.2005 - Mentre questa sera prende il via la lunga serie di appuntamenti con la Festa di Liberazione in piazza Matteotti (il programma è sul sito lucerino, clic per leggerlo), il giovane segretario di Rifondazione affronta in breve anche temi strettamente di attualità politica.
Sentiamolo.

D: Un’altra Festa di Liberazione, la prima organizzata da un segretario così giovane…
R: L’età conta poco in questi casi, anche perché la festa è il direttivo del circolo che la organizza, io ho solo qualche responsabilità in più rispetto agli altri compagni. Da noi le cose si fanno tutti insieme…

D: Già! I Comunisti vanno sempre a braccetto tra di loro…
R: E vorrei vedere il contrario! Il P.C.I. prima, ma soprattutto il Partito della Rifondazione Comunista sono caratterizzati da un’adesione sentita, che spesso sfocia in fenomeni movimentisti, oggi molto più di allora, al punto, direi che lo stesso partito si configura come un movimento organizzato, un laboratorio in cui le aspirazioni alla libertà si coniugano con l’impegno di ognuno, in modo da configurarsi come azione nel suo svolgersi, piuttosto che come teorizzazione di modelli d’azione.

D: Può essere più chiaro?
R: Voglio dire soltanto che nel partito, all’interno stesso delle strutture e degli organi decisionali o di controllo albergano realtà diverse, dagli spiritualisti cristiani agli atei leninisti, tutti accomunati dal rispetto reciproco e dalla volontà di cambiare il corso della storia.

D: Bum! E lei davvero crede che una settimana di panini, patatine fritte e dibattiti possa contribuire a questo cambiamento epocale?
R: La festa di Liberazioneè un’espressione di identità e le esposizioni dei programmi non rappresentano che la punta dell’iceberg, dietro alle idee c’è sempre l’azione, dei singoli e dei gruppi. In perfetto stile marxista…

D: Ecco, a proposito, non vi sembra che il marxismo abbia fatto il suo tempo?
R: No. Soprattutto se intendiamo il Marxismo come un modo d’intendere la realtà, che ha subito continui aggiornamenti. Quando sento parlare Berlusconi ed i suoi complici di Comunismo e di Comunisti, mi viene sempre da ridere.

D: Perché?
R: Ma perché mi chiedo se lui ed i suoi cagnolini con tanto di cravatta regimental abbiano mai sentito parlare - non dico letto - di Marcuse o di Pasolini…o di altri intellettuali, anche di destra.

D: Una questione di cultura…
R: Sì, assolutamente.

D: Sì, sì, ho capito il senso, ma questo cosa c’entra con la festa di Liberazione?
R: Me lo ha chiesto lei, poc’anzi: da noi vengono a parlare persone che teorizzano soluzioni a problemi che hanno vissuto sulla loro pelle o che hanno condiviso in qualche modo con chi era oppresso. Non è infrequente incontrare cattolici o religiosi nelle nostre fila…

D: È vero: sembra un fenomeno sempre più frequente. Ma non sarà, per caso, una moda?
R: La ringrazio per la provocazione, le dirò allora che spesso questi religiosi non sono affatto comunisti, vuoi per ragioni di disciplina, vuoi per ragioni di censura, vuoi perché non ritengono validi gli strumenti d’analisi che il Materialismo Storico mette loro a disposizione, o non condividono la soluzione comunista tout-court. Ma comunque sono lì, alle Feste di Liberazione, perché, evidentemente si sono accorti che, pur non parlando la nostra lingua, sanno di avere di fronte degli interlocutori attenti, e fondamentalmente votati alla difesa dei diritti degli ultimi, contro ogni oppressione, specie quella del potere finanziario.

D: Sì, ma la festa di Liberazione di Lucera?
R: Semplice, comincia il 30 Luglio e termina il 7 agosto, con un concerto, il cui ultimo brano sarà “El valz del obrero” (Il valzer dell’operaio). Parleremo della vergogna dei C.P.T., ma anche dell’amianto a Lucera, e cercheremo di stringere ancor di più i rapporti coi nostri alleati, attraverso la condivisione dei programmi.

D: Sì, i programmi… Perché la vostra adesione ad una qualsiasi coalizione è sempre subordinata all’adesione al vostro programma? Perché non si ha mai l’impressione che voi aderiate veramente al centro-sinistra? Perché si ha la continua impressione che siete sul punto di andarvene?
R: Ha dimenticato di citare il ricatto. Come ha fatto un imbecille televisivo tempo fa.

D: Grazie per l’apprezzamento…
R: Non volevo offendere Lei, ma solo un certo tipo di massimalismo che vorrebbe me e Fassino sempre sulle stesse posizioni, quando, invece, ciò non è vero, nella maggior parte dei casi, altrimenti apparterremmo non solo allo stesso partito, ma alla stessa corrente.

D: A proposito di correnti, pare che il Correntone D.S. perda i pezzi a favore di Rifondazione
R: Non credo proprio, ma sarebbe ora… Non mi faccia aggiungere altro.



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