Luomo
primitivo cerca la via della scienza e trova quella della poesia
Luomo,
che oggi domina il cielo e la terra, che ha assoggettato alla
sua volontà le più prodigiose forze della natura
e ha scoperto i più meravigliosi segreti delle sue leggi,
mille e mille anni fa era la più debole delle creature
viventi, e nulla sapeva di tutto ciò che lo circondava,
né cosa fossero il fulmine e il tuono, né come e
perché le stagioni si alternano sulla terra, mentre il
Sole e la Luna si muovono infaticabili nel cielo a diffondervi
la luce e il calore. E non solo i vulcani, o le alte maree dellOceano,
o le eclissi di Sole o di Luna lo riempivano di meraviglia e a
volte di sgomento, ma la stessa eco e larcobaleno e i più
semplici aspetti della vita della natura si presentavano ai suoi
occhi ignari come qualcosa di inesplicabile, di meraviglioso e
di pauroso insieme. Solo per una cosa era già simile alluomo
doggi: per il desiderio di sapere, di scoprire lorigine
delle cose, di conoscere il perché della vita e il mistero
dei tanti fenomeni della natura in cui viveva. Ma agli inizi dei
nostri tempi egli capì che, per appagare almeno in parte
questa sua sete, cioè per scoprire, conoscere e sapere,
non basta riflettere e meditare, ma occorre anche dimostrare con
prove ed esperimenti scientifici la fondatezza delle intuizioni:
solo così egli, con i suoi mezzi terreni, può canvalidare
una verità che crede di aver scoperto. Invece egli si limitava
a rispondere ai suoi tanti perché sui prodigioso fenomeni
della natura soprattutto ricorrendo alla fantasia: così,
credendo di dare una risposta ai suoi interrogativi, andava invece
creando una lunga serie di meravigliose leggende, le quali, per
moltissimi secoli, bastarono in qualche modo a soddisfarlo.
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sezione e lo scoprirete.
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