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Artigiani di identità della nostra terra in mostra a Bisceglie con "Luc'era c'è!" ad "Intra Moenia"
A questa prima esperienza "Luc'era c'è!" intende dare un seguito e per questo invita artigiani e dilettanti a fornire informazioni sulla loro produzione per una banca dati sugli artigiani di identità presenti nel nostro territorio

Bisceglie, 05.10.2006 - Pochi anni, una generazione e il taglio si è consumato. Il sapere, l’arte del fare, tramandato per generazioni, non ha più eredi. La globalizzazione del mercato, l’aggressione di modelli estranei che annullano ogni tipicità, dissolvono ogni identità, spezzano ogni legame con culture millenarie, spersonalizzano ambienti, usi e costumi, impongono la loro tirannia.
Difendere la nostra identità, la peculiarità del nostro territorio e delle sue risorse, è fondamentale per uno sviluppo fondato sul dialogo con altre culture. Tutelare prodotti tipici, luoghi e attività storiche, preservare la capacità di essere artigiani di qualità, non servirà ad eliminare il mercato unico mondiale ma darà la possibilità di affrontare la competizione creandosi spazi riservati al mercato della qualità.
In coerenza con le finalità del proprio statuto, l’Associazione culturale “Luc’era c’è!” ha accettato volentieri di partecipare alla manifestazione INTRA MOENIA organizzata dall’Associazione per la difesa del centro storico di Bisceglie e conclusasi pochi giorni fa, sul finire del mese di settembre.
Non è stato facile reperire artigiani di identità nel nostro territorio, sconfitti dal mercato globale e dall’assenza di una politica di tutela.
Sellai, liutari, impagliatori, scopari, maniscalchi, scalpellini, salatori di formaggio, ceramisti, vasai, ricamatrici, rammendatrici, cappellai, legatori, tipografi, magliaie, pasticcieri, conciatori di pelli, lavoratori del ferro, pastai.
Mestieri che avrebbero potuto sopravvivere, se debitamente aiutati a muoversi nella modernità.
La nostra presenza alla mostra vuole essere un’occasione per riflettere tutti sulla necessità di investire sulle nostre risorse.

La mostra

Organizzata nel centro storico d Bisceglie, nelle case a piano terra abbandonate negli anni passati a seguito di una politica dissennata di espansione della città, si è collocata all’interno di un progetto per la riqualificazione del cuore della bella cittadina. Nello spazio da noi occupato abbiamo esposto i lavori di quattro artigiani:

- Cristoforo Carrino veterinario dell’Azienda di famiglia, che ha reintrodotto razze autoctone di vacche, bufale e pecore e che ha inteso recuperare con grande passione e professionalità, una tradizione antica della nostra terra.
“Te(Chloris) lanae prope nobilem….
…..Tonsae Luceriam” (Odi di Orazio)
Dalla lana delle pecore allevate in azienda, di pregiata razza “Gentile di Puglia” ed ancora sottoposte all’antica pratica della transumanza, si producono maglioni, coperte e altri capi di vestiario di alta qualità, contraddistinte dal colore naturale della lana.
- Maria Grazia Di Gioia, che con grande maestria riproduce antichi disegni adoperando il chiacchierino, l’uncinetto e il tombolo. Passione rara ormai, soprattutto per una giovane donna, che ci rimanda ad anni non molto lontani, quando le bambine occupavano i lunghi pomeriggi estivi nelle fresche stanze dei conventi delle suore di San Leonardo o di Sant’Anna ad apprendere l’arte del ricamo. O si andava alla scuola di una ricamatrice privata ed era piacevole chiacchierare, cantare e sognare insieme.
- Francesco Mancini, che ha ereditato la passione e l’arte di realizzare finimenti per cavalli dallo zio materno Vincenzo Coccia, sellaio, che ancora pochi anni fa lavorava nella sua bottega di corso Manfredi producendo e riparando finimenti per cavalli da lavoro, recandosi anche presso le aziende dei proprietari terrieri.
- L'Antica Legatoria è lo pseudonimo con il quale Michele Torinello, lucerino, funzionario di cancelleria del locale Tribunale, firma i suoi lavori di stampa e legatura, eseguiti per pura passione libraria. L’Antica Legatoria, pertanto, in quanto tale, non esiste.
Michele Torinello si è formato nella Legatoria di Bruno De Santis (1922-2001) in Potenza, attiva fino al 1995, frequentata negli ultimi anni di attività del maestro, a sua volta allievo, dall’età di dieci anni, dello zio Giuseppe, legatore in Como, tornato nella città natia negli anni Trenta del ‘900 per svolgervi la sua attività. Nella Legatoria De Santis, Torinello ha appreso le tecniche della cucitura alla greca e su nervi, nonché della copertura del libro incartonato e della copertina montata sul corpo prima del rivestimento. Quest’ultima è la tecnica che viene usata per i minilibri. Alla frequentazione della Legatoria De Santis risale l’apprendimento della doratura della pelle con piccoli ferri, eseguita sulla copertina già montata sul corpo e rivestita. L’intero ciclo della legatura del libro è eseguito esclusivamente a mano. Dal 2003 la passione libraria si è indirizzata verso quella che è diventata l’attività principale: la stampa e legatura di minilibri.

A questa prima esperienza intendiamo dare un seguito e per questo invitiamo artigiani e dilettanti a fornirci informazioni sulla loro produzione in maniera da costituire una banca dati sugli artigiani di identità presenti nel nostro territorio.

Luc’era c’è!
Associazione culturale
e-mail: ass_lucera@libero.it

info@ilfrizzo.it



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