Il Tribunale di Lucera dal 1808 al 1923
Da uno scritto di G. B. Gifuni
Edizioni "L'Arte Grafica"
6ª parte. E invece ci è accaduto ripetutamente, e anche di recente, di leggere in libri di storia locale e in giornali, a proposito del decreto murattiano del 14 novembre 1808, datato da Portici, non già, com'è già scritto, da Baiona – porta invece la data di Baiona l'ultimo atto del regno di Giuseppe Bonaparte, la costituzione, cioè, per le Due Sicilie promulgata il 20 giugno di quell'anno e riaffermante tutte le leggi precedentemente emanate, compresa quella, sopra citata, sull'organizzazione giudiziaria –, ci è accaduto di leggere, dicevamo, che quel decreto solo «provvisoriamente» stabiliva in Lucera la sede giudiziaria degli affari della provincia. Affermazione, questa, non certo giustificata dalla limpida, indubbia dizione dell'art. 1 del decreto in quistione: «I tribunali penali e civili di prima istanza avranno la loro residenza ne' luoghi qui appresso indicati… Per la Capitanata, in Lucera»: disposizione incondizionata e, nel tempo, illimitata, complemento della quale si può dire che sia la seguente nota 19 novembre 1808 del ministro dell'interno mons. Capecelatro a S.E. l'intendente Nolli e da questo comunicata al sindaco di Lucera il 21 novembre: «Essendo intenzione del Re, che resti fissata nell'edificio della Regia Udienza di Lucera la residenza de' Tribunali Criminale e Civile di prima istanza della Provincia di Capitanata, ed in Foggia quella dell'Intendenza, e sue officine, ne prevengo V.E. in risulta del di Lei rapporto de' 4 novembre (leggi nota nr. 8 in fondo alla pagina). La prevengo inoltre di aver S.M. data al Sig. Generale Campredon, Comandante in capo del Corpo del Genio, la direzione generale delle opere da eseguirsi per la riduzione del detto edificio all'uso dei tribunali; si servirà quindi l'E.V. di mettersi perciò in corrispondenza col detto Signor Generale, cui ne ho passato l'avviso… G. Arciv. di Taranto».
(Nota 8) Il rapporto di cui si parla qui diceva così: «A tenore de' suoi preg.mi ordini del dì 8 ottobre ho l'onore di inviare a V.E. il disegno de' nuovi Tbli (Tribunali) da stabilirsi in questo Palazzo dell'abolita Dogana, e le trasmetto altresì originalmente la relazione indirizzatami dall'Ingegnere… Attendo la sua approvazione per potersi cominciare i lavori».
Ora è stato ripetutamente detto… 1°: che l'intendente Nolli «non ostante il luogo designato dal real decreto, pretendeva che i tribunali si collocassero invece nel monastero di S. Domenico, di cui prevedeva la soppressione, e ciò perché restasse tutto il palazzo della Dogana addetto alle officine della Intendenza»; 2°: che il mastrogiurato foggiano di quel tempo, Gioacchino Antonellis, «secondando il voto» dei suoi concittadini «che non avrebbero voluto espellere i padri Domenicani, fece nottetempo levare una pianta topografica per dimostrare che poteva esso palazzo contenere non pure le officine della Intendenza ma quelle eziandio de' novelli tribunali»; 3°: che «di ciò il Nolli si offese fino a profferire che Foggia più non si avrebbe avuto i tribunali, sicché valse ben egli a provocare un altro decreto sottoscritto a Baiona, col quale si ordinò che la loro sede, sebbene provvisoriamente (?), si tramutasse in Lucera» (Cfr. G. de Leonardis, Foggia e Lucera nella competenza de' Tribunali, Foggia, Russo, 1861, pagg. 36-37; F. Villani, La nuova Arpi, Salerno, Migliaccio, 1876, p. 127; C. Villani, Foggia nella storia, Foggia 1930, p. 122-123; G. Mandara, sindaco di Foggia, Memoriale pel passaggio del Tribunale a Foggia, presentato al Capo del Governo nella «Gazzetta di Puglie» del 25 marzo 1923).
Racconto, questo, cui toglie credito il rapporto da noi dianzi riferito; rapporto del tutto conforme alle statuizioni contenute nel r. d. 26 settembre 1808 ed inviato al ministro dell'interno dieci giorni prima del così detto decreto di Baiona (che è, viceversa, quello tutt'altro che provvisorio, datato a Portici il 14 novembre, e non può esser quello, per la validissima, decisiva ragione che non esiste un decreto per il Tribunale sottoscritto a Baiona).
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