Il Tribunale di Lucera dal 1808 al 1923
Da uno scritto di G. B. Gifuni
Edizioni "L'Arte Grafica"
7ª parte. E dunque l'asserita provvisorietà del decreto murattiano del 14 novembre 1808 è una fola, la cui paternità risale a un opuscolo di Giuseppe de Leonardis su «Foggia e Lucera nella competenza (sic) dei Tribunali» (Foggia, tip. Russo, 1861), opuscolo che «fece epoca» per lo strazio e il grande scempio onde il suo animoso autore si rese colpevole nei rapporti della storia e della mitologia, della topografia, «confuse e malmenate», del resto, «nell'onda torbida dell'odio e del puntiglio» anche in altre scritture sincrone di parte avversa, come quella dell'anonimo lucerino (l'avv. Orazio Lepore), che die' causa all'opuscolo del de Leonardis (leggi nota nr. 9 in fondo alla pagina): tristi documenti tutti di mutua diffamazione, anzi, non esageriamo, di lotta fratricida, che meraviglia e duole risalgano proprio al 1861 – l'anno primo del risorgimento patrio – quando un superiore sentimento – la gioia della finalmente conseguita unità – avrebbe dovuto affratellare tutte le terre d'Italia.
Ma, a distanza di tanti anni da quell'età di fiere discordie municipalistiche, dispiace sentir ripetere, in altra temperie spirituale e in altra e più seria sede, cioè in lavori storici nei quali l'obiettività del pensiero, non diversamente dall'esattezza delle notizie ch'essi offrono, dovrebb'essere sentita e seguita come un inderogabile imperativo scientifico e morale, dispiace sentir ripetere quella fola della «provvisorietà» – calcolata e tendenziosa – da uomini che pure fan professione di studi storici, e le cui indagini, per ciò, non dovrebbero essere sollecitate se non dall'intento di servire la verità, quale ch'essa sia, scrupolosamente, fuori d'ogni particolare fine di utile e di ogni passione e interesse di campanile.
Ma chiudiamo l'incresciosa digressione. Caduto Murat, il sovrano borbonico restituito dalle vittorie austriache al trono di Napoli, Ferdinando IV, che prese il nome di Ferdinando I (8 dice. 1816), mantenne la residenza de' Tribunali della provincia in Lucera e col decreto del 1° maggio 1816 e con la legge organica del 29 maggio 1817.
Lo stesso si dica di Ferdinando II di Borbone, al quale, – come scrive il Pontieri (I fatti lucerini del 1848, Aquila, Vecchioni, 1923, p. 8) – «la nostra, fra tutte le città di Capitanata, era particolarmente accetta». Tanto accetta ch'egli, «non certo presago di veder sorgere in essa i più sagaci patrioti» la dichiarò, a titolo di onore, contea del principe suo figlio D. Giuseppe Maria (1848-1851) con decreto del 4 marzo 1848.
(Nota 9) Risposta dei lucerini alla scritta del signor Festa del dì 10 marzo 1861. (Foglio volante) Lucera, 20 marzo 1861, tip. Scepi: scrittura anonima riassunta e argutamente commentata, insieme con quella che ottenne al serrano de Leonardis la cittadinanza onoraria di Foggia (cfr. C. Villani, Scrittori ed artisti pugliesi, Trani, Vecchi, 1904, p. 504), da Raffaele de Cesare (cfr. Per Ottavio Serena, Lucera, Frattarolo, 1915, p. 244 e segg.).
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