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L'Archivio di Stato di Lucera (Terza parte)
Nel 1924, in seguito alla soppressione del Tribunale di Lucera, avvenuta l’anno precedente, il Consiglio provinciale di Capitanata deliberava di trasferire a Foggia le scritture

Lucera, 19.05.2008 - Nato con la finalità di conservare le scritture delle amministrazioni giudiziarie sotto la vigilanza del Procuratore regio del Tribunale civile, alla Sezione suppletoria di Archivio di Stato di Lucera vennero riservati alcuni locali posti al secondo piano del palazzo del Tribunale, presso i quali già dal 1820 cominciarono i lavori di adattamento degli ambienti alla nuova destinazione. Tali lavori durarono diversi anni e solo verso la fine del 1826 si pensò di affidare l’incarico di vice archiviario a Giusepe Rodrinques, già archiviario della Gran corte criminale. Oltre alla figura del vice archiviario erano previsti per Lucera un servente e, dal 1846, un primo aiutante. Queste tre unità, tuttavia, non erano sufficienti al disbrigo di tutte le attività che un archivio di nuovo impianto richiedeva, tanto che in seguito ad una relazione inviata dal Procuratore generale della Gran Corte criminale al Ministero di Giustizia vennero assegnati provvisoriamente al Suppletorio di Lucera, fino alla completa inventariazione delle scritture, il secondo aiutante dell’Archivio provinciale di Campobasso ed il secondo aiutante ed il primo alunno di quello di Foggia. Ma questa dotazione di personale venne a ridursi già dal 1867, epoca in cui rimasero in servizio solo il vice archiviario ed un servente, e fino a che, di lì a qualche anno, in seguito al trasferimento del vice archiviario Giuseppe Trotta, l’Ufficio fu retto da Michele Lanzetta, segretario della regia Procura di Lucera, che rimase in carica fino al 1883. A questi seguì Giovanni Candida, che aveva espletato mansioni di primo alunno presso lo stesso archivio. Durante la sua gestione si rese necessario sgomberare due sale dell’archivio per il rischio di crollo delle volte sottostanti e trasferire le scritture negli altri locali.
Nel 1924, in seguito alla soppressione del Tribunale di Lucera, avvenuta l’anno precedente, il Consiglio provinciale di Capitanata deliberava di trasferire a Foggia le scritture. Tale deliberato, però, non fu mai attuato poiché non si riuscirono a reperire locali sufficienti ad accogliere le carte lucerine. Con la morte del Candida, nel 1925 il Suppletorio di Lucera fu affidato all’archivista di Foggia Nicola Beccia, ma rimase chiuso fino al 1938, allorché il R.D.L. n. 576 del 23 aprile restituiva a Lucera il Tribunale. Nel 1943, a causa degli eventi bellici, si trasferirono per diversi anni presso l’Archivio di Lucera (dal 1939 divenuto Sottosezione di Archivio di Stato) la direzione di alcuni fondi dell’Archivio di Foggia. Dal 1963, con l’entrata in vigore del D.P.R. n. 1049 del 30 settembre, la Sottosezione mutava nuovamente denominazione in Sezione di Archivio di Stato. Risale invece al 1950 il deposito delle scritture del Comune di Biccari, i cui documenti partono con copie di atti antichi del 1535 e della Congregazione di Carità dello stesso comune (1700-1936), quest’ultima serie divisa in 13 fasci. Di recente acquisizione sono infine le poche buste dell’Ente morale per la protezione del fanciullo e le 354 buste della sede provinciale dell’Ente nazionale per l’assistenza ai lavoratori, disciolti entrambi in seguito all’entrata in vigore del D.P.R. n. 616 del 1977.
In seguito agli eventi sismici del 23.11.1980, la sede del Tribunale di Lucera è stata oggetto di un significativo intervento di consolidamento e restauro, al termine del quale, secondo gli accordi intercorsi tra Ministero e Comune di Lucera, nel 1990 la Sezione è stata trasferita dal secondo piano al piano terreno, dove la sede non teme più il carico eccessivo dei solai, ha acquisito una superficie maggiore, un accesso indipendente e ha ricevuto versamenti di nuove scritture.

Massimiliano Monaco

info@ilfrizzo.it



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