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LUCERIAE HISTORIA

In ricordo di don Eduardo Di Giovine nel 40° anniversario del suo ritorno alla casa del Padre 26 gennaio 1980-2020
Il messaggio del presidente della Corale Santa Cecilia - don E. Di Giovine, Mario Tibelli

Lucera, 30.12.2020 - «Carissimi amici – scrive il presidente Mario Tibelli –, il 26 gennaio del 1980 saliva in cielo don Eduardo Di Giovine, il fondatore della nostra Corale che dal 1996 porta anche il suo nome accanto a quello di Santa Cecilia (diretta dall’instancabile Pasquale Ieluzzi e da suo figlio Michele, ndr).
Eravamo pronti per una cerimonia in suo onore nel 40º anniversario della sua dipartita, ma il momento forte che stiamo vivendo ha interrotto i nostri programmi.
Don Eduardo… un sacerdote speciale, un uomo instancabile, un amante della montagna, un musicista ben dotato, un direttore di coro appassionato e coinvolgente, un grande innamorato della sua Lucera.
Tantissimi i risultati positivi ottenuti in ogni direzione e questa ricchezza l’ha lasciata in eredità a tutti quelli che l’hanno conosciuto, alla sua città, alla sua Corale che, seguendo il percorso da lui tracciato, continua a diffondere l’amore per la musica e il bel canto, gli insostituibili valori del messaggio cristiano e gli alti ideali della sana convivenza civile.
In occasione di questa ricorrenza vogliamo condividere con voi ricordi e insegnamenti meravigliosi».

Com’è riportato su un libretto (scarica il PDF) che riassume la storia di don Eduardo e della sua creatura – il 15 maggio del 1915 il fondatore della Corale nacque a Lucera da Teodoro Di Giovine e Olimpia Carpineto, un bambino ritenuto da subito e da tutti molto vivace che avrebbe fatto parlare di sé in tante direzioni e al quale venne dato il nome di Edoardo... I lucerini lo chiamarono sempre Eduardo (una variante di Edoardo) per la difficoltà a pronunciare velocemente lo iato “oa” presente nel nome: con lui bisognava fare sempre in fretta altrimenti scompariva immediatamente. Nei suoi 65 anni di vita terrena non si è fermato un attimo!
Da ragazzo entrò in seminario e il 31 luglio 1938, seguendo una tabella di marcia regolarissima senza alcun ritardo, fu ordinato sacerdote e cominciò il suo lodevole cammino.
Nel 1939 fu inviato a Roma dal Vescovo di Lucera Mons. Di Girolamo per seguire gli studi di musica sacra. Ivi conobbe il Direttore della Cappella Sistina, il Mº don Lorenzo Perosi, il quale gli regalò una foto con dedica.
Tornato a Lucera, fu organista ufficiale della Cattedrale, professore nel Seminario dove, unitamente alle discipline del percorso di formazione sacerdotale, insegnava anche musica e curava un gruppo di cantori per l’animazione delle celebrazioni liturgiche in Cattedrale.
Poi, a seguire, mansionario della Cattedrale, canonico, tesoriere del Capitolo e membro della “Commissione diocesana di Musica Sacra”; incaricato, altresì, per l’assistenza spirituale nel Convitto Nazionale “R. Bonghi” di Lucera.
Rientrato da Roma, appena il tempo di creare un terreno favorevole, nel 1942 incominciò a chiamare intorno a sé i primi pionieri del canto polifonico, che diedero vita alla “Schola Cantorum Santa Cecilia”, sorta per dare maggiore solennità alle cerimonie liturgiche della nostra Cattedrale: sembrava un’iniziativa come tante altre destinata a rimanere chiusa nei confini parrocchiali, ma non andò così.
Nel 1964 venne nominato Rettore della chiesa di San Domenico alla quale si dedicò anima e corpo, con tutta l'intensità e l'entusiasmo possibili.
Previa autorizzazione del Prefetto di Foggia ricompose, rimettendoci anche del suo, il bellissimo e artistico Presepe di Scuola Napoletana donato al Comune dalla Famiglia Candida Mazzaccara, giacente smontato in un grosso stipo nella sagrestia della Cappella delle Suore di Sant’Anna: dopo la sua dipartita nel 1980, il Presepe, anche a seguito del terremoto del 23 novembre nell’Irpinia che fu avvertito in maniera forte a Lucera, passò al Museo Civico dove tuttora si conserva.
In questa chiesa egli si circondava di ragazzini che faceva intrattenere in sacrestia dove giocavano e studiavano: qui continuò la sua attività artistica con la sua Corale. Grande impegno profuse per il restauro dell’organo a canne del XVII secolo, inaugurato alcuni anni prima del sisma del 1980: danneggiato poi dal lunghissimo periodo di abbandono, è stato riportato al suo antico splendore a seguito di una nuova opera di restauro nel 2013.
Il gruppo di cantori che si radunava regolarmente nella chiesa di San Domenico gli diede la possibilità di coronare il suo sogno: la Corale, una corale mista di bambini, adolescenti e adulti.
Ebbero inizio in questa chiesa i primi concerti natalizi ed altre manifestazioni. All’organo c’era l’inossidabile don Fedele De Cesare che aveva iniziato con lui da seminarista nel 1942 e continuò quando ritornò a Lucera nel 1962: nella foto di gruppo scattata dopo il Concerto di Natale del 1977 nella Chiesa di San Domenico vediamo una squadra ben nutrita di ragazzi, adolescenti, giovani e adulti intorno al loro “allenatore”.
Ma non vogliamo privare il lettore del piacere della lettura e dell’approfondimento che potrà ottenere dal libretto che abbiamo allegato.

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