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Individuato nella chiesa di S. Leonardo il bellissimo quadro con San Ferdinando, Re delle tre religioni
Fu realizzato dal “valido artista pittore” lucerino Tommaso Catalano, su commissione dell’amministrazione comunale, come si evince dalle “deliberazioni decurionale per l’anno 1855”. Come tante opere attende il restauro

Lucera, 22.09.2017 - Dopo qualche anno di ricerca, si pensava che questo splendido dipinto fosse andato perso o addirittura distrutto, un nuovo tassello si aggiunge alla storia dell’arte sacra a Lucera. Finalmente è venuto alla “luce”, nella chiesa di San Leonardo, il “bel quadro di San Ferdinando”, il “Re delle tre religioni”, realizzato dal pittore lucerino Tommaso Catalano. Un valido “artista pittore”, tale da ricevere la commissione, oltre all’opera sopracitata, della “formazione di due quadri rappresentanti cioè la formazione di Lucera, e la permanenza in essa del Re Manfredi nell’atto d’investirla del diploma di fedelissima e vari altri lavori artistici molto apprezzati per tutte le qualità artistiche”, da parte dell’amministrazione comunale di Lucera.
L’opera è collocata su una parete del “coro e presbiterio” della chiesa di San Leonardo; originariamente fu “destinato ad ornare uno degli altari della chiesa di questo reale Orfanotrofio Ferdinandeo”, come si rivela dal “Registro delle deliberazioni decurionali per l’anno 1855”. ll prezioso dipinto merita di essere  restaurato, considerato la sua unicità, sia dal punto di vista storico che religioso, relativamente a Lucera e forse dell’intera Capitanata, per ridarne lustro e splendore e godere, visto anche le dimensioni, della sua arte e bellezza, così come merita anche l’altro dipinto, collocato su un’altra parete del coro, raffigurante una serie di immagini relative a San Nicola da Tolentino, un “Santo Protettore” della Città di Lucera, i cui festeggiamenti avvenivano nella suddetta chiesa (1).
Nel complesso religioso, il 16 gennaio 1860, si volse per l’ultima volta, un’accademia letteraria in occasione del compleanno di S. M. Francesco II di Borbone (nel 2014 si è costituito un “Comitato morale” per la causa di beatificazione (2), solennemente festeggiato “dall’Onorando Prelato Monsignor Cavaliere D. Giuseppe Iannuzzi” con queste parole, “Nella ora pomeridiana i professori di questo Seminario Diocesano intrecciavano poetici allori alla fronte del Giovane Sovrano, con una letteraria Accademia nella Chiesa del R. Orfanotrofio Ferdinandeo, e tutti i moltissimi convenuti divisero con me gli appalusi alla S. E. Maestà Sua” (3).
Con l’istituzione, nel 1838, del “conservatorio femminile”, sito nell’ex convento degli agostiniani (fino al 1837 vi alloggiava la “Gendarmeria Reale” borbonica traferita poi nei locali del convento dei domenicani) il Vescovo Andrea Portanova (4) si fece carico delle spese di mantenimento delle “orfane dei defunti colerici”. Le stesse usufruivano, prima dell’inizio delle loro attività, dell’annessa chiesa di San Leonardo per ascoltare la messa giornaliera.

NOTE

1) Nel 2015, grazie alla “Reale Arciconfraternita di San Giacomo Maggiore Apostolo”, dopo circa un secolo e mezzo, sono ripresi i festeggiamenti in onore di San Nicola da Tolentino.
(2) Così lo ricorda, nel documento di presentazione, Don Massimo Cuofano, uno dei promotori del comitato e fondatore, insieme a Don Luciano Rotolo e Pantaleo Losapio, della “Fondazione Francesco II di Borbone”, (..) Uomo mite e semplice, non pensò mai ai suoi interessi personali o alle ambizioni, ma solamente al bene della sua gente (…) Francesco II di Borbone delle Due Sicilie, un grande uomo, un vero napoletano, un grande Santo. Per questo lo ricorderemo sempre nella preghiera, e ci rivolgeremo a Lui, che dal cielo ci guarda e ci sorride. La figura della Sacra Maestà di Francesco II è un vero punto di riferimento non soltanto nelle virtù umani e morali, ma ancor più in quelle spirituali e teleologiche. Un vero uomo di Dio, degno figlio della beata Maria Cristina, e membro di quella grande e nobile stirpe regale che fece grande la nostra terra”.
(3) “L’Accademia Letteraria di Capitanata” fu sovranamente autorizzata con “Real Rescritto del 18 febbraio 1832” per solennizzare il giorno onomastico del Re Ferdinando II di Borbone.
(4) D. Andrea Portanova, nato a Napoli nel 1759, fu eletto Vescovo nel 1818 da Papa Pio VII, nel “Concistoro tenuto da Sua Beatitudine il 6 aprile. Curia vescovile di Lucera, per il R. D. Andrea Portanova, sacerdote napoletano, maestro di sacra teologia e canonico della cattedrale di Napoli” (“Giornale delle Due Sicilie, anno 1818, V. 1”). Svolse il suo incarico fino al 1840, anno della sua morte.
Devotissimo di Santa Filomena, fu lui a sostenere il culto di questa “sconosciuta santa” a Lucera fin dal 1829 dopo averne letto un libro. Nel 1830 il Consiglio Comunale cittadino ne decretò uno dei “Santi protettori” della città. Numerosissimi miracoli avvennero durante il suo ministero, uno proprio nelle “sue mani”. Il Portanova fece erigere, in onore della Santa, un altare nella Cattedrale disponendo di far seppellire, di fronte allo stesso, il corpo di Don Alessandro de Troia, quasi come a comporre una “triade” strettamente collegata tra loro, da tramandare ai posteri: Monsignor Portanova, Santa Filomena e Don Alessandro de Troia.

Fonti
-Archivio di Stato di Foggia-Intendenza di Capitanata;
-Delibere Università di Lucera.

Eduardo Gemminni

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