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L'Associazione Lucerini di Torino e il sito Web
Uno dei tanti esempi che invita a dire: «Lucera non è solo a Lucera»

Lucera, 28.03.2007 - Lucera è una città sempre viva nel cuore dei lucerini. Personalmente ho sempre riscontrato un particolare attaccamento, direi più che morboso, da parte dei figli di questa terra, cosa che, anche se la legge del “campanile” vige un po’ ovunque, risulta assai difficile riscontrare in altri casi.
La dimostrazione di questo grande amore viene soprattutto da chi è (o è stato) costretto ad allontanarsi dal “salotto di pietra” di Capitanata perché purtroppo il lavoro è stato sempre giudice delle scelte poi fatte per andare a vivere lontano. Ma quell’attaccamento quanto più si è distanti da Lucera tanto più emerge.
Vivere lontano dalla propria terra e sentirne il continuo richiamo non significa, però, ammettere per forza che il luogo natio non sia attanagliato comunque da problemi e brutture. E purtroppo si è avuta dimostrazione di tanto proprio quando i lucerini, per esempio, hanno trovato voglia e tempo di rivedere la propria città scoprendola sempre più cambiata (in peggio) non nascondendo un pizzico di rammarico. Resta, comunque, il fatto che di cose belle ed inimitabili, invidiate alla città da molti altri luoghi (soprattutto limitrofi), ve ne sono a iosa. Quello che dispiace constatare, purtroppo, e che risulta difficile ammettere (perché non lo si vuol vedere?), è che quelle bellezze subiscono spesso la sovrapposizione di veli pietosi che ne nascondono lo splendore. C’è una cultura che tarda ed eruttare lapilli e lava come fosse un vulcano spento da tanti e troppi secoli… Eppure non si può non amare una città come Lucera, soprattutto per chi non ha voluto mai tagliare il cordone virtuale con le proprie origini.
C’è una Lucera in ogni parte del mondo che ha mantenuto saldo il rapporto con le cose nel tempo e che rende forse più onore ad essa di quanto ne rendiamo noi che la viviamo al suo interno.
Ci sentiamo di segnalare, allora, un sito Web che di Lucera ha fatto la propria ragion d’essere, oltre che della Puglia e del luogo in cui molti lucerini vivono, il Piemonte e, più precisamente, Torino. Lo si può visitare puntando all’indirizzo www.lucerini.torino.it
È uno dei più grandi esempi che ci spinge a dire che chi è a Lucera non dovrebbe vivere la città ed i suoi aspetti socio-culturali in modo implosivo, bensì farebbe bene a proiettare il proprio sguardo all’esterno, alla ricerca di ponti che possano aiutare a far dire che Lucera non è solo a Lucera. Bisogna sapersi altresì servire di quei ponti per promuovere il proprio territorio all’esterno.
Un lucerino lo possiamo trovare ovunque, anche in una città sulle sponde del Mississippi o a New Orleans, in un Sud molto simile al nostro, dove le condizioni storiche, socio-economiche e culturali non si discostano poi granché dalle nostre. Lucera potrebbe, allora, divenire “parco letterario” e magari terra del blues senza nemmeno accorgersene. È solo un esempio, come ve ne possono essere tanti altri, se solo si comincia a pensare che Lucera non è solo a Lucera.
Per tornare al sito Internet dell’Associazione Lucerini di Torino, la dimostrazione di quanto forte sia il legame con la città cara a Federico II sta tutta nella poesia di Enrico Venditti che campeggia nella home page. I versi finali dello scritto che parla delle festività di agosto, per fortuna ancora molto sentite (ma per quanto?), così recitano: “Cussì turnate angore, v’aspettame, / ca quist’at’anne ce avima vedè, / pe vvuje e pe nuje è forte stu rechiame. / Nen ce decime “addije!”, ma “ciavo neh!”. (Così tornate ancora, vi aspettiamo, / perché il prossimo anno ci dobbiamo vedere, / per voi e per noi è forte questo richiamo. / Non ci diciamo “addio!”, ma “ciao nè”).
Pensate come verrebbe con un banjo ed un'armonica oppure in versione gospel.
Un saluto agli amici di Torino.

Notarangelo



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