Dal libro tradotto in italiano, un estratto del prologo
Per gentile concessione dell'editore, pubblichiamo una piccola parte del prologo, dal libro di prossima uscita "Die Tanzerin Von Lucera" (La Danzatrice di Lucera) di cui abbiamo già riferito in un articolo (leggi).
PROLOGO
Lucera! La città Saracena, è posta con la sua fortezza pesante e minacciosa sulla collina brulla, la quale scende repentinamente in lontananza in un'infinita estensione coperta d'erba. Il muro di cinta è costituito da quindici gigantesche torri che racchiudono in un abbraccio la dimora del Re degli Hohenstaufen. Il grande Re riposa già da qualche anno nel sarcofago in porfido a Palermo. Tuttavia i Saraceni si rifiutano di credere in ciò. Essi sostengono, guardando con grand'umiltà il palazzo reale, che il suo demonio fu portato via dal Re Manfredi, figlio di Federico, che si reca raramente a palazzo. A ridosso della piazza della Moschea e del Mercato, si trovava la casa del Sig. Kadì Azirah, il quale deteneva la giurisdizione su tale territorio. Una ragazza o forse una bambina, scompare attraverso un portone di rame nella solitudine del mattino, nell'ora in cui s'incontrano il giorno e la notte, si spengono le stelle e gli angeli, nella penombra del crepuscolo, spiegano le loro ali, si occultano e si seducono. Questa è l'ora chiamata dai Saraceni "dei condannati", vale a dire di quelli che non sono né vivi e né morti. Il negro, il quale ha l'incarico di chiudere il portone, fece l'incantesimo che si usava nella sua patria per addormentare i serpenti. Semrud, la domestica, sorride con cattiveria e di tanto in tanto si ferma un attimo a raccogliere i veli grigi sulle spalle. Con le mani aperte passa con la punta delle unghia, rosse, sulle monete d'oro e riesce a sentire il pensiero d'Azirah. Mentre sorride in silenzio, continuando ad accarezzare le monete, forti denti bianchi brillano tra le labbra sbavate dal trucco ed il suo viso sembrava portare una maschera della depravazione. In verità la bocca di Semrud era la bocca dei lussuriosi, eterni assetati…
Così inizia questo avvolgente romanzo, di prossima pubblicazione, la cui trama racconta uno spaccato della Luceria Saracenorum al tempo di Manfredi. Sarebbe cosa gradita che il testo - magari nella prefazione - possa contenere un riferimento a G. B. Gifuni, il quale auspicava che un giorno, qualche benevole ed accorto editore, pubblicasse questo romanzo tradotto in italiano, dal momento che di esso rimane la sola testimonianza in lingua tedesca.
E.Ge.