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Son
piccino e son carino, vengo a voi, ancor bambino,
Freddo come un baccalà e... ancor faccio la caccà.
Vengo
al mondo un poco sporco, ma vorrei non fare il porco,
Se però mi costringete, ben so farlo e... lo vedrete.
Lo
vedrete o cittadini, con o senza Mussolini,
Sia col rosso che col nero, saprò vincere davvero.
Ma
davver: sol con la paglia ed il tempo che riguaglia
Venir può a maturazione ogni nespole o bubbone.
E
per questo, io piccolino, nudo e senza un pannolino,
Già d'ardore sono pieno e mi sento Achille in reno.
E
se in un mi sento Achille, mei saluti, a mille a mille,
Vò lanciar, per chiribizzo, ai lettori del mio «Frizzo».
Che
frizzando va colpendo, sia col serio che ridendo,
Quello e questo cittadino che vuol fare il malandrino.
Malandrino
che, in principio, può annidarsi al Municipio
Ma che poscia, in un momento, va al Senato o al Parlamento.
Parlamento,
per encomio, ma nel fatto è... manicomio.
Che raccoglie i forsennati che si chiaman... Deputati.
Deputati
e senatori vorrei far, senza rancori,
Non più uomin del governo ma... mandarli giù all'inferno.
Già
l'inferno è nella terra, dove i nati si fan guerra,
E tra questi, io «Venticinque», sono nato poco pingue.
Pingue
poco, ma... pertanto, m'han chiamato «Anno Santo»,
E per questo ogni babbeo dovrà farmi il giubileo.
Giubileo
molto strano, perché ognun mi prega invano,
Ed il Papa, in su' coscienza, ride sopra ogni indulgenza.
Indulgenza
non esiste sino a quando ognun persiste
Di campar facendo male, pur scrivendo il... memoriale.

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