Cenone di fine anno diverso: con i poveri
Una cena diversa dal solito, con i bisognosi della città presso la “Casa Scalabrini” a Siponto
Manfredonia, 02.01.2007 - Consentitemi di scrivere in prima persona per raccontarvi di un evento cittadino che ho seguito e mi ha coinvolto.
Erano anni che, a seguito della visione di un toccante ed emozionante speciale in tv sul cenone di fine anno presso la Comunità Sant’Egidio di Roma, mi ero ripromesso di partecipare anch’io ad un così importante momento d’amicizia e di solidarietà.
E la possibilità me l’ha data un comunicato apparso qualche giorno fa, che raccontava dell’imminente cenone di fine anno presso la sala della locale sede dei Padri Scalabriniani, a Siponto.
Dopo aver preso contatto col responsabile, ed aver scoperto che la cena era totalmente gratuita per i meno abbienti e gli immigrati che ne volevano far parte, e con piccola partecipazione alle spese per gli altri (per coprire almeno in parte le spese per gli acquisti di generi alimentari) ho subito dato la mia adesione, riservando tale serata ai più bisognosi e sottraendo del tempo da passare con amici e parenti.

E questo perché non essendo io un “contessino” né una persona di famiglia facoltosa, ma avendo vissuto con nonni pensionati e avendo lavorato sin dall’età di 18 anni, so bene cosa vuol dire la solitudine e la povertà, con i quali ho avuto a che fare da sempre, per impegni personali.
Tutto ciò non vuole essere un’auto-celebrazione, ma una spinta all’emulazione da parte di tutti, ricordando che Natale e Capodanno vengono una sola volta l’anno, ma che si può essere al servizio degli altri anche nei restanti giorni, per una maggiore qualità della vita e per avere soddisfazioni personali altrimenti non possibili.

Infatti, vedere così tante famiglie “adottanti” mischiate a persone povere e sole, in un clima così caldo e lieto come quello dell’altra sera, avrebbe colmato il cuore di chiunque.
E pensare che vi erano anche persone che un lavoro ce l’avevano, ma che con l’arrivo dell’euro non sono più riusciti a tenere il passo con questa vita frenetica e sono rimasti indietro, tagliati fuori e senza aiuti di rilievo dalla società.
Vi era anche un’insegnante che, rimasta vedova e senza figli, viveva con angoscia e tristezza queste feste che, come tutti sapete, acuiscono il malessere di chi vive solo.
L’ambiente che i vari volontari, in testa il sig. Giovanni Ognissanti e sua moglie Mariangela, ed i Padri Scalabriniani hanno saputo ricreare, ha regalato ore d’allegria e sollievo dalle sofferenze a tutti i presenti, facendo subito pensare a tutti che l’anno nuovo deve necessariamente essere migliore di quello che se n’andava.

Nelle foto potete vedere i volti soddisfatti di tutti i partecipanti, per una cena che ha riempito la pancia ed il cuore allo stesso modo.
L’anno nuovo non poteva cominciare sotto migliori auspici, sperando che tutti coloro che hanno letto queste righe si accorgano che la pace nel mondo e la ricchezza per tutti sono utopie da aspiranti Miss Italia, ma che si può vivere meglio ponendo attenzione anche a chi vive sotto casa tua.
Buon 2007!
Antonio Beverelli |