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Vi(v)a Craxi!
Resta soltanto un dubbio: se sotto “Via Montanelli” c’è la dicitura “giornalista”, sotto “Via Craxi” che cosa ci scriviamo?

Lucera, 27.01.2007 - Lo SDI, un neoplasia del sistema politico italiano degli ultimi anni, ha tappezzato l’Italia di manifesti inneggianti a Bettino Craxi, “l’insigne statista e riformatore” che ebbe a governare il Paese tra il 1983 e il 1987. Del suo Governo ricordiamo la legge che introdusse il concetto di condono edilizio e i mirabili risultati economici che produssero un incremento del debito pubblico del 150% (da 400.000 miliardi a 1.000.000 di miliardi di lire).
Indimenticata, poi, la celebre frase “andate al mare” – autentico manifesto riformista – rivolta nel 1991 agli italiani chiamati alle urne per esprimersi nel referendum sulla riforma – appunto – della legge elettorale.
In politica estera si ricorda il “niet” all’hollywoodiano Presidente USA pronunciato in quel di Sigonella contro la consegna del terrorista Abu Abbas, riconosciuto responsabile – in seguito a indagini svolte dal Mossad – del sequestro dell’Achille Lauro e dell’assassinio dell’ebreo americano Leon Klinghoffer, e per questo condannato all’ergastolo in contumacia, quando però ormai era già al sicuro sotto l’ala protettrice di Saddam Hussein grazie al pronto intervento del prode statista. Non molti ricordano che ciò provocò anche le dimissioni dell’allora Ministro della Difesa Spadolini, di altri due ministri repubblicani e la conseguente caduta del Governo.
Lo statista e riformatore ebbe anche tra i suoi meriti l’introduzione del concetto proibizionista di fumarsi uno spinello, che porterà alla legge Jervolino-Vassalli. Questa incontenibile voglia di legalità e integrità morale si fermarà però dinanzi alle mazzette. Un mare di mazzette. Il grande riformista era intestatario di almeno due conti esteri con una cinquantina di miliardi versati. Condannato non da un manipolo di “toghe rosse”, ma da un numero imprecisato di giudici di ogni ordine e grado, fino alla Cassazione, il prode statista si dà alla latitanza sulle spiagge di Hammamet, nella cara Tunisia. Paese verso il quale poteva vantare un “credito d’onore” proprio per la vicenda dell’Achille Lauro. Infatti, quella azione terroristica orchestrata da Abbas – secondo la CIA – mirava proprio a vendicare il raid israeliano su Tunisi del 1° ottobre 1985.
A questo punto resta soltanto un dubbio: se sotto “Via Montanelli” c’è la dicitura “giornalista”, sotto “Via Craxi” che cosa ci scriviamo?… “Statista”?… o, piuttosto, “Vittima del Terrorismo Giudiziario”?
“Via Craxi, angolo Viale Renato Vallanzasca”.
Però!… Suona bene!

Joe Wine

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