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Abate sconfitto tre volte con Del Gaudio. E Dell'Aquila gongola e riparte con il PD
Democratici per Lucera non sfonda, Abate arriva secondo dopo Francesca Niro nonostante la truppa di Del Gaudio e il peggio è che i voti della sua lista non sono stati determinanti per la vittoria di Tutolo al primo turno. Fallisce il progetto egemone con Raffaele Piemontese. E ora alle Regionali…

Lucera, 06.06.2019 - Lasciamo le analisi post-elettorali agli scribacchini, alle banderuole che osannano ora questo ed ora quello e agli zingari biliosi affetti da ulcera web in cerca di una favilla da far scoccare in proprio favore, per raccontare con più umiltà – dopo un primo saggio fornito ai nostri lettori a risultato ormai acquisito e con dati alla mano (leggi) – altri elementi che abbiamo cercato di osservare attentamente.
Partiamo da un dato balzato immediatamente all’occhio e che riguarda la lista facente capo a Fabrizio Abate: “Democratici per Lucera”. Si è tanto parlato di una telefonata al fulmicotone tra Antonio Tutolo ed Abate, con il primo che – com’è suo solito fare – ad un certo punto si sarebbe affidato alle sue doti di urlatore per convincere il secondo a ricoprire nuovamente il ruolo di assessore (e vicesindaco). L’ex segretario per due volte del PD di Lucera avrebbe accettato, alla fine, ingoiando il rospo, anche se a malincuore.
Ripercorrendo le tappe pre-elettorali e, più precisamente, le fasi degli accordi tra la lista di Abate (con Raffaele Piemontese a far da garante) e quella del “Partito Democratico” (soggetto politico con poi, come sappiamo, decise di correre da solo con il candidato sindaco Antonio Dell’Aquila) per portare in “Democratici per Lucera” dei candidati del PD (con sostenitori a supporto) mettendo da parte il simbolo e la sua storia, le prime indiscrezioni fecero emergere un’idea egemone della civica di Abate, con l’obiettivo di arrivare ad essere la prima forza della coalizione pagnottara fino a far sentire in maniera quasi determinante quel peso e ridimensionare il ruolo di un Tutolo apparso più o meno come un padre-padrone politico dell’intera compagine.
Ma la lista “Democratici per Lucera” non è riuscita a sfondare, nonostante abbia imbarcato pezzi significativi (dentro e fuori, candidati e non) dal Circolo “G. Parracino” del PD. Anzi, pur avendo quasi raddoppiato i propri consensi rispetto al 2014 (quando invece – e qui Abate avrebbe di che dire ricordandolo a Tutolo – la sua lista fu determinante per arrivare al ballottaggio) ha visto sfumare l’obiettivo di essere la prima forza.
E si consideri (il danno alla beffa, quando scopri che non conti nulla o quasi e che dei tuoi sacrifici del 2014 non si ricorda nulla più nessuno) che raddoppiando quelle preferenze Abate non è stato determinante nemmeno per la vittoria al primo turno di Tutolo. Basta infatti sottrarre quei circa duemila voti a “Democratici per Lucera” per accorgersi che comunque la vittoria sarebbe giunta in prima battuta.
Ne ha ben donde, Abate, di sentirsi piuttosto amareggiato. Specie se si aggiunge che è stato anche scavalcato da chi fosse molto più preoccupata di lui per il risultato personale dopo l’ingresso in pompa magna dei piddini. Francesca Niro, infatti (molto più vicina a Tutolo che ad Abate) è risultata la prima della lista e lui secondo.
È venuta meno, insomma, quella politica egemone che si perseguiva, così come auspicato non solo da Abate ma anche da Raffaele Piemontese il quale probabilmente dovrà anche affrontare un possibile depauperamento di consensi alle Regionali del 2020 (si consideri che Tutolo ha già messo le mani avanti poiché in un recente comizio ha annunciato che «dobbiamo mettere uno dei nostri», cioè Giuseppe Pitta o Tutolo stesso, visto che Fabrizio Abate ora può salutare a maggior ragione quell’aspirazione).
Non basta? Pare di no, perché Abate dovrà prendere atto che sarà assessore e soprattutto vice sindaco non per sua forza ma per una mera e semplice concessione del sindaco.
L’indebolimento del leader di “Democratici per Lucera” (un leader che però è arrivato secondo, in coda alla Niro) è anche l’indebolimento del gruppo che fa capo a Leonardo Del Gaudio (Antonio Di Matto, Luciano Russo, Giuseppe Bellucci, Carlo Luciano, Saveria Del Gaudio etc., tutta gente che di Tutolo non voleva vedere nemmeno l’ombra salvo poi riscoprirsi, ognuno, Peter Pan alla ricerca della propria ombra). Lo ha evidenziato persino Antonio Dell’Aquila in maniera piuttosto divertita, rispondendo su Facebook a Di Matto che, come si dice, “ha iniziato per darle ed ha finito per averle”, quando ha scritto: «Ah ah ah. Siete senza patria. Il vostro disegno di condizionare il sindaco con la lista dei democratici è fallito. I vostri 2.200 voti non servono nemmeno per contribuire alla sua elezione al primo turno. Eleggete con un ripescaggio 2 fedelissimi che non sono nemmeno determinanti in consiglio perché la prima degli eletti non vi pensa proprio e parli di voti. Quali voti? Trenta grandi elettori per 380 voti. Una dozzina a famiglia. L'unico vincitore in quel gruppo sei tu. Gli altri si sono suicidati per venirti dietro».
Quello stesso Dell’Aquila che ha accusato il duro colpo delle elezioni (grazie anche ai residui traditori che pare ormai abbiano preso il largo) con spiazzante fair play e con l’orgoglio di aver salvato il simbolo storico del centrosinistra e della sinistra riformista dalla sicura sparizione, tanto da promuovere con il segretario Ernesto Maria Giannetta il motto “Il PD è ripartito” e la formazione della nuova segreteria cittadina con questi nomi: Ernesto Maria Giannetta segretario, Annaclaudia Bonghi vice segretario, Giorgio Mele, Raffaele Iannantuoni, Lucia Petecchia, Paolo Albano, Concetta Tetta, Morena Buffalo, Vittorio Grasso. Non solo, è di oggi l’annuncio del partito che «il governo ombra è pronto. Domani alle 19,30 partiamo con la diretta dalla Cremeria al Duomo. Le nostre sedute saranno itineranti nei luoghi di ritrovo della città».
Intanto la proclamazione degli eletti dovrebbe aversi entro il prossimo 20 di giugno e Tutolo ha già messo in piazza i nomi dell’esecutivo che questa volta ha implicato un parto meno fluido. Cinque su sette dei precedenti nomi saranno confermati e due saranno le new entries: Fabrizio Abate (Bilancio e vice sindaco) che farà entrare in Consiglio Comunale Saveria Del Gaudio; Carolina Favilla che permetterà a Marianna Tremonte di entrare a far parte dell’Assise Consiliare; Carmela Di Cesare che farà entrare in Consiglio Comunale l’eterno assente Giovanni Paolo Conte; Giovanni Di Croce che non è stato eletto ed è stato voluto nuovamente dal sindaco; Maria Barbaro che vedrà entrare in Consiglio Simone Antonio Codirenzi; Vincenzo Checchia, al suo posto in Assise Consiliare entrerà Lucia Pedone; Nicola Di Battista che libererà lo scranno consiliare per Maria Fiorilli. Abate questa volta non dovrebbe avere la delega al Bilancio ma quella dei Trasporti. L’auspicio da più parti è che finalmente possa risolvere e recuperare il problema dei quattro lavoratori dello Scuolabus messi fuori durante la gestione Francesco Di Battista/Michele Marucci. Tutolo dovrebbe tenersi la delega al Personale. Certo se li ha trattati così bene per cinque anni sarebbe il minimo. A Vincenzo Checchia dovrebbe andare la delega alla Polizia Municipale. Di Croce conserverà quella all'Urbanistica. Di Cesare ai Lavori Pubblici. Favilla alla Cultura, Pubblica Istruzione e Turismo. Nicola Di Battista all'Agricoltura. Barbaro al Contenzioso. Avremo più dettagli circa gli altri settori dopo la proclamazione degli eletti e l'insediamento.
Giuseppe Pitta sarà il presidente del Consiglio Comunale, anche se in questi giorni è trapelata una notizia (rivelatasi infondata) di un’apertura ad un esponente di minoranza, alcuni dei quali hanno già fatto sapere che ad una eventualità del genere risponderebbero con un NO secco.

Roberto Notarangelo

 
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