Il Palazzo lontano dalla città vera
Il Sindaco appare solo e al comando contro tutti, compreso il suo partito che mal sopporta il suo silenzio, la sua autoreferenzialità e la sua presunta sicumera
Lucera, 26.02.2010 - Quale destino attende il sindaco e l’amministrazione di Lucera dopo le elezioni regionali? In giro ci si chiede: “Dotoli è un uomo a fine corsa?”. E i media parlano di Dotoli ter – ovvero di un terzo rimpasto di giunta – a poco più di un mese dalla competizione elettorale, una rivisitazione che potrebbe far rimpiangere il sindaco Labbate.
È un’amministrazione, questa, così come è ridotta, che appare governata da un sindaco scientemente in minoranza dei voti elettorali, piegato, a quanto pare, al dictat di ristrette cerchie di eletti in cerca di poltrone, adusi magari a tradirsi ed ingannarsi tra di loro. Il Primo Cittadino si mostrerebbe alquanto ostinato alle esortazioni del suo coordinatore provinciale Gabriele Mazzone, che unitamente ad altri consiglieri regionali chiedevano spiegazioni e non le ottenevano. Appare solo e al comando contro tutti, compreso il suo partito che mal sopporta il suo silenzio, la sua autoreferenzialità e la sua presunta sicumera. La sensazione è che si sia posto, di fatto, in un isolamento politico, chiuso in se stesso, distante dal suo coordinatore provinciale, senza comprendere che la sua incoerente azione civica (da quel che traspare) starebbe danneggiando la città e ancora di più la provincia.
Intanto viene espressa solidarietà politica e rispetto umano al sen. Dell’Osso. (Dotoli racconta ai suoi – men che occulti – suggeritori, che la revoca dell’incarico non è questione politica e/o amministrativa, ma un fatto prettamente personale; sembra non accorgersi, inesperto qual è di amministrazione di res publica, che il direttore generale svolge per legge, per statuto e per regolamento comunale una funzione certamente diversa da quella di segretario particolare).
“Ah!, se le colline potessero parlare e gli assessori comunali non fossero legati da rapporti di subordinazione psicologica!” si sente dire in giro. E così avrebbe deciso di affidarsi alla penna di un gazzettino che scrive, a caratteri cubitali: “Dell’Osso cacciato da Dotoli”; scambiando, così, un possibile suo desiderio in realtà.
D’altra parte è un film che si è ripetuto qualche settimana fa. Il Sindaco ha dovuto probabilmente obbedire, senza battere ciglio, al dictat di un suo consigliere di maggioranza di trasferire (allontanare?) una dirigente dal suo incarico di responsabile ai servizi sociali solo perché si sarebbe attestata su un atto amministrativo che era un obbligo di legge, ovvero effettuare una gara pubblica per dotare le scuole elementari e materne della mensa agli alunni, senza accettare probabili condizionamenti di sorta.
Come riportato su queste pagine alcuni giorni fa, se si guardano i risultati elettorali nella competizione che lo riguardano, sottraendo dai voti a Dotoli assegnati quelli conseguiti dalla lista Dell’Osso, dalla lista delle donne, dalle liste della DC di Labbate e della AdC di Pionati (Cardillo), il Sindaco ha mostrato di essere un abile “giocoliere” avendo prima accettato quei voti per poi, a nomina conseguita, disconoscerli. Stando così le cose Dotoli potrebbe essere ritenuto un “abusivo”.
Il panorama politico, a breve, potrebbe presentarsi irrequieto e contorto.
Infatti, l’opinione pubblica sembra non comprendere che le liste facenti capo al sen. Dell’Osso, anche senza il riconoscimento della figura del direttore generale, debbano mantenere ferma l’alleanza con il centrodestra e sostenere il sindaco “abusivo”; voci di corridoio raccontano che le liste del senatore potrebbero chiedere alle altre forze di coalizione il riconoscimento della carica di vice sindaco con una delega di peso. E l’UDC, con il suo maggior esponente, continuerà ad essere all’oscuro di quanto si delibera in Giunta? Vorrà essere più rappresentato nell’esecutivo ora che si profila all’orizzonte una nuova stella, quella del figlio dell’on. Ricci, candidato alle prossime regionali?
La Puglia prima di tutto accamperà il diritto di avere la presenza nell’esecutivo di un suo assessore? Continuerà il latente litigio fra i suoi componenti che accampano il diritto sacrosanto di vedersi assegnato un assessorato?
Il Sindaco dovrà pagare altri debiti, come sostiene Tutolo con il suo puntuale tazebao in piazza Duomo?
L’MpA ha famiglia e, per tutti i suoi componenti – ivi compresi quelli disoccupati – avrebbe urgenza di trovare idonea sistemazione.
Il PDL è entrato già in fibrillazione ove non dovesse avere, a Lucera, entrambi i candidati Pica e De Sabato; il primo, espressione di 6-7 consiglieri comunali; il secondo, indicato dal sen. Morra.
Anche qui ne vedremo delle belle, a seconda delle decisioni che il comitato regionale del PDL avrà assunto. Ma soprattutto, si vedranno le “reazioni” al responso elettorale regionale, ad urne chiuse, mentre si declama ai quattro venti il ricambio generazionale che avrebbe salvato la città.
Aveva ragione Fanfani che, alla sua non più giovane età esclamava: “Si può essere bischeri anche a 18 anni!”.
Roberto Notarangelo
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