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Il piacionismo dell'oratore

di Angelo Melillo

Non vorrei che nei confronti di determinate categorie produttive come i commercianti e gli artigiani ci fosse una preclusione perché non omologata all’indirizzo politico corrente

Lucera, 01.11.2020 - La mia vuole essere solo una modesta considerazione, di carattere generale, sulle conseguenze sociali delle misure restrittive derivanti dal dpcm del 25/10/2020. La sensazione comune, sostenuta anche da opinionisti ed esperti economici e scientifici, è la medesima che si prova quando si legge un manifesto funebre con una data futura di decesso di alcune categorie produttive.
Ci sono aspetti sorprendenti in questo decreto. Il più evidente, in particolare, è quello della presunta relazione “scientifica” tra la propagazione del virus e il settore della ristorazione. L’altro è dato dalle misure d’indennizzo messe in atto dal Governo a “sostegno” delle categorie lavorative più colpite e dalle strategie utili a limitare la diffusione del virus stesso.

È apprezzabile lo sforzo economico delle misure adottate considerando che le somme impegnate sono enormi, ma mi chiedo quali siano gli effetti che esse hanno avuto, per esempio sulla sanità, sui trasporti pubblici o sulla scuola in vista di una possibile e ormai certa seconda ondata del virus, così tanto declamata dal comitato tecnico-scientifico.
A tal proposito, proprio per evitare inutili polemiche, ricordo che nel periodo estivo si è discusso tanto sulla distanza degli ombrelloni, sull’accoglienza dei migranti, con conseguente cancellazione dei decreti sicurezza, e sui banchi a rotelle per la scuola (peraltro prodotti all’estero) che, secondo alcune stime, hanno comportato una spesa di “soli” duemila miliardi.

In questa situazione di emergenza i numerosi comitati tecnico-scientifici, creati ad hoc, potevano sollecitare un potenziamento delle strutture ospedaliere, un coinvolgimento di soggetti privati nel trasporto scolastico, un’assistenza domiciliare alle persone anziane, un controllo meticoloso delle Rsa, oppure l’ingresso scaglionato nelle scuole nell’arco dell’intera giornata, come un’informazione istituzionale più incoraggiante al fine di bilanciare i toni allarmistici delle aperture di ogni telegiornale.
Invece abbiamo tre dpcm nell’ultimo mese, dove il nostro primo ministro elenca una serie di raccomandazioni, come quella di essere sei persone a tavola, garantendo da parte del governo il massimo impegno. Ah!, dimenticavo… con il coinvolgimento delle opposizioni.

Non vorrei che nei confronti di determinate categorie produttive come i commercianti e gli artigiani ci fosse una preclusione perché non omologata all’indirizzo politico corrente.

Ritengo pertanto legittime le proteste di questi giorni. Da parte mia, meritano la piena solidarietà.

Angelo Melillo

 
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