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Invasione Turca della Siria del Nord. Silenzio vaticano e ambiguità italiana
Oltre che ambigua la posizione dell’Italia è anche non credibile come è stato evidenziato dall’ambasciatore turco in Italia Murat Salim Esenlj che ha ricordato come la Turchia avesse informato i propri alleati atlantici

Roma, 24.10.2019 - Come è noto, truppe turche appoggiate da milizie sunnite fondamentaliste hanno invaso, grazie al disimpegno americano, parte della regione siriana del Rojava controllata dalle milizie curde del YPG (Unità Difesa del Popolo) facenti capo al PYD (Partito dell’Unione Democratica), un movimento comunista libertario, municipalista e femminista che ha attirato anche volontari internazionalisti dell’ultrasinistra anarco-comunista ed antifascista nelle cosiddette Brigate Internazionali di Liberazione (che vedono nell’esperimento curdo un modello da esportare nel mondo).
Il PYD è ideologicamente legato al Partito Comunista Curdo (PKK) di Abdullah Ocalan (in carcere in Turchia per terrorismo). Mentre la stampa e l’opinione pubblica s’indignano dell’invasione turca del territorio di un altro Stato, la condanna espressa dal Governo Italiano e dal suo ministro degli esteri on. Luigi Di Maio (del Mov. 5 Stelle) risulta ambigua e non credibile. Ambigua perché l’Italia, come la Germania, la Spagna, la Francia, la Turchia ed altri paesi, prima di tutti la capofila dell’Impero Atlantico gli USA, nella guerra civile siriana si è schierata col governo fondamentalista islamico del Consiglio Nazionale Siriano guidato dai Fratelli Mussulmani che ha quale fine quello di trasformare la Siria in una teocrazia islamica sunnita. Detto governo ha sede a Istanbul e viene sostenuto dal governo turco di Erdogan che ne finanzia le attività e ne arma le milizie jihadiste. D’altra parte Erdogan gode in Italia di amicizie bipartisan, da Berlusconi (Forza Italia) che supportava la proposta di far aderire la Turchia all’Unione Europea a Renzi (Italia Viva). Le milizie facenti capo al CNS, ex Esercito Siriano Libero ed ora ribattezzatosi Esercito Nazionale Siriano, partecipano, al seguito dei carri armati turchi, all’invasione della Siria. Nelle formazioni militari antigovernative che sono penetrate nella Siria del Nord (Rojava) vi sono molti tagliagola già appartenenti ad Al Quaida, Al Noura e all’ISIS, come quelli della milizia di Ahrar al-Sharquiya responsabili della barbara uccisione dell’ing. Hevrin Khalaf, una militante curda siriana segretaria del partito federalista, laico e interconfessionale Partito del Futuro Siriana, il cui corpo è stato selvaggiamente torturato. Che dire poi dei miliziani sunniti filo-turchi che si sono orgogliosamente fatti immortalare mentre esibiscono le teste mozzate di militanti curdi?
Oltre che ambigua la posizione dell’Italia è anche non credibile come è stato evidenziato dall’ambasciatore turco in Italia Murat Salim Esenlj che ha ricordato come la Turchia avesse informato i propri alleati atlantici, compresa l’Italia, delle proprie intenzioni prima di procedere all’invasione. Altra voce completamente assente è quella del Vaticano e del Papa. L’Osservatore Romano dà notizie della guerra senza commenti ed il Papa che di solito all’Angelus non perde occasione per supportare le popolazioni mussulmane perseguitate come i rohingya in Myanmar o gli uyghur (uiguri) in Cina, o attaccare politici cristiani che si oppongono all’invasione afro-islamica dell’Europa… tace. Eppure nella Siria del Nord vivono antiche comunità cristiane siriache ed assire, che hanno subito persecuzioni da parte dell’ISIS e discriminazioni da parte dei curdi. Ma non essendo né cattolici (sono infatti ortodossi) né mussulmani, forse non interessano al Papa. Oppure la ragione è un’altra, ossia che il Vaticano non gradisca un embargo delle armi alla Turchia perché potrebbe danneggiare la Beretta, fabbrica d’armi che avrebbe (la notizia circola sul web ma oggettivamente non ne garantisco l’autenticità) tra gli azionisti lo IOR (Banca Vaticana) ma anche se ciò non fosse del tutto vero, gli azionisti sono comunque cattolici? Ma per fortuna dei cristiani siriani, che al pari di quelli iracheni, hanno subito la politica sciagurata e filo-islamica (per motivi petroliferi) degli USA e dei suoi ascari (come l’Italia) la Russia diretta da Vladimir Putin, un cristiano ortodosso che ha rivitalizzato la fede ed è in sintonia con il Patriarcato di Mosca, non li ha abbandonati e sta cercando di tutto per difendere le minoranze cristiane di detta terra ed aiutare il legittimo governo siriano di Bashar al Assad a ristabilire la sua autorità su tutto il territorio nazionale.

Sua Eminenza Filippo Ortenzi
Pimate Chiesa Ortodossa Italiana

 
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