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Piano Generale del Traffico. Il Frizzo: «Scusate il ritardo»
In città c'è chi critica le scelte fatte e chi apprezza il nuovo strumento

Lucera, 24.11.2007 - Dallo scorso 20 novembre è entrato in vigore il nuovo P.G.T.U. (Piano Generale del Traffico Urbano). “Urbano” appunto. Già dal giorno successivo a questa novità ho incontrato alcune persone che mi hanno chiesto: «Perché “Il Frizzo” non prende posizione rispetto a quello che sta accadendo?». Il tono pareva consigliarci di contrastare con forza il nuovo strumento del traffico. Altri sembrava che dessero per scontato che “Il Frizzo” deve dire un deciso “NO” a questa novità, confidando nello spirito – che ci ha sempre caratterizzato – fortemente critico verso certe scelte ritenute sbagliate.
In verità queste pagine hanno sempre abbondato di interrogativi tesi a domandare il perché di certe decisioni, non senza comunque documentarci ed evitando, per quanto possibile e facendo della fallibilità umana il proprio credo, di cadere in una qualsivoglia “gagliardata” gratuita o in pettegolezzi “zingareschi” che altro non fanno se non male al fegato di chi queste cose le va a “macinare” sprecando e cospargendo bile a sufficienza. Non a caso contorniamo i nostri piatti di buona, innocente e sana satira che qualche volta non abbiamo risparmiato nemmeno a noi stessi.
Il nuovo Piano del Traffico che da cinque giorni sta coinvolgendo tutta la città, addetti ai lavori e non, in lungo ed in largo, sopra e sotto, merita senza dubbio una particolare attenzione perché è da esso che dipende gran parte della vivibilità sociale e della economia locale in virtù di un fattore della “mobilità di persone e merci”.
E allora diciamo subito che ci sono alcuni aspetti che vanno senza dubbio rivisitati. E d’altra parte non potrebbe essere diversamente. Ci mancherebbe che le cose ce le facciano ingoiare così come ce le presentano! Ne va della libertà di pensiero e di espressione, quelle stesse che in casi analoghi possono essere d’aiuto ad apportare miglioramenti alla proposte messe “su strada” da chi ci amministra.
Un grande colosso come la Microsoft oppure aziende come Adobe, hanno al loro interno vari team di sviluppatori che compilano incessantemente “codice” per far nascere dei prodotti software da immettere sul mercato. È impensabile che, nonostante la grande capacità del team di sviluppo di un programma, il prodotto possa funzionare alla perfezione o andar bene a tutti e soddisfare qualsiasi esigenza fin dalla sua prima uscita. Un fatto è certo: se quel software non viene installato su milioni di personal computers (dotati, oltretutto, di hardware diverso) gli utenti che ne fanno uso quotidianamente non possono rilevare le eventuali falle, da segnalare di volta in volta alla casa che ha creato quel prodotto, affinché possano essere rilasciate le relative “patches” (aggiustamenti) di correzione, comunemente chiamate “updates” (aggiornamenti), o addirittura possa essere richiesto il rilascio di una “major release”, un “upgrade” che intervenga più radicalmente nella struttura del codice per un funzionamento con meno bachi possibili.
Certo, potrebbe sembrare azzardato il paragone rispetto ad un piano del traffico, ma sfidiamo chiunque a mettere la mano sul fuoco nel trovare chi partorisce a priori un prodotto di una perfezione tale da zittire ognuno (in questo caso circa 35mila abitanti).
Il Frizzo ha voluto aspettare il parto di questo nuovo strumento prima di porgere ai suoi frizzantini lettori l’agognato articolo. Non è certo dopo il primo giorno che si possono ricavare notizie per parlare di bocciatura o di promozione. Abbiamo preferito attendere circa una settimana e raccogliere quante più impressioni ed accadimenti verificatisi.
Chi scrive ha ritenuto, dunque, di sperimentare il nuovo P.G.T.U. avendo come unico metro di paragone iniziale rispetto alla “vecchia usanza” le proprie abitudini a vivere quotidianamente il traffico. Il primo giorno ho notato una certa confusione dovuta forse all’impatto della novità stessa. Devo dire che, dovendo accompagnare i miei due figli, una al Liceo Classico e l’altro al 1° Circolo “E. Tommasone”, partendo da casa mi sono portato, come sempre, su via Napoleone Battaglia, non senza però aver dovuto affrontare la prima deviazione rispetto al passato, e cioè quella che da piazza San Giacomo mi ha costretto a girare a sinistra verso via Ramamondi e quindi a destra per immettermi sulla circonvallazione a senso unico. Sono rimasto sorpreso nel notare che i veicoli si tenevano tutti sulla destra, mentre la corsia di sinistra era completamente libera in quanto la linea discontinua ha tratto in inganno chi ha creduto che fosse stata tracciata per eventuali sorpassi. Nessuno (o quasi – e questa è una delle cause maggiori che ha permesso a certi sprovveduti di lanciarsi a velocità sostenuta in un centro urbano) ha pensato che quella linea tratteggiata è lì per dire che si può transitare in doppia fila (altrimenti che senso unico è?), tant’è vero che in diversi punti sono state inibite le possibilità di parcheggio (anche quelle che hanno spesso portato a soste selvagge), parcheggi che secondo me necessitano come il pane sull'anello principale e su diverse altre vie. Mi sono disposto quindi sulla corsia di sinistra e mi sono un po’ divertito, poiché alla mie spalle giungeva un “accelerato” (per non dire un Eurostar) che, avvicinatosi alla mia vettura, metteva a dura prova le trombe della sua auto. Ma io niente! Non cedevo e cantavo: “Andamento lento…”.
Giungo a porta Foggia per immettermi sul percorso che, passando per il Centro INCOM, mi permette di imboccare prima via Montesanto (verso Troia) e quindi di rientrare su viale Ferrovia (dal basso) fino ad effettuare la prima fermata nei pressi del Liceo Classico. Fin qui devo dire che, rispetto ai timori provati in partenza, tutto è proseguito bene. Ma già intravedevo un problema in piazza del Popolo (porta Troia), poiché al di là della consueta e mattutina lunga fila di auto scorgevo da lontano una qualche situazione di imbarazzo. Ci ho messo, insomma, ben sette minuti per imboccare la strada che mi portasse verso via a Porta Croce. “Troppi!” mi son detto, “Non va’!”.
Fino al Tommasone (dalle cui parti cerco di rimediare un parcheggio “non selvaggio” perché solitamente preferisco tornare a piedi all’uscita di scuola, così come qualche volta faccio andata e ritorno camminando in modo da agevolare l’altrui traffico e soprattutto chi abita in zone troppo lontane dall’edificio scolastico) tutto è proseguito agevolmente, a parte qualche pericolosa “auto-freccia” a cui bisognerà trovare assolutamente rimedio. I sette minuti del giorno prima, però, in quello successivo sono diventati tre. E così fino a questa mattina. “Ecco – ho pensato –, così va meglio!”. Fatto sta che il traffico a porta Troia cominciava a scorrere, almeno in quelle fasce orarie, un po’ meglio. Il problema, piuttosto, si presentava in altri momenti della giornata e nelle classiche ore di punta. Quasi analoga la situazione a porta Foggia. Tant’è che già dalla sera stessa dell’entrata in vigore del Piano del Traffico, i primi mugugni cominciavano a manifestarsi come segni di protesta e molti operatori economici già si attrezzavano per la raccolta delle firme. C’è chi dice che si vorrebbe proporre un referendum abrogativo del nuovo P.G.T.U., mentre a quanto pare, riguardo ai Comuni, i referendum sarebbero indirizzati solo ad una soluzione consultativa e non abrogativa. Vale a dire che si sottopone all’amministrazione il numero delle firme raccolte e l’Ente si regola di conseguenza in quanto ad eventuali decisioni.
Tornando al mio personale banco di prova, ecco che alle 13:30 mi presento al Tommasone per prelevare il mio pargoletto. Se ho lasciato la macchina da quelle parti vado a completare – senza particolari intoppi – il giro della circonvallazione fino al punto da cui sono uscito la mattina (piazza San Giacomo) partendo da via Vitagliani, altrimenti faccio lavorare gli arti inferiori caricandomi su una spalla il peso dello zaino di mio figlio.
In questi cinque giorni mi sono trovato a percorrere anche altre strade interessate dal nuovo Piano del Traffico. In linea generale l’impressione ricavata è una maggiore fluidità ed una certa diluizione dei veicoli nel contenitore urbano.
Noto che a porta Troia si sta cercando di insistere (oggi stesso ho rilevato la presenza, alle 12:30, del Comandante della Polizia Municipale e di altri Vigili insieme ad alcuni addetti alla segnaletica) per una soluzione più armonica. Tipo quella che quasi certamente restituirà il doppio senso di marcia alla via Appulo Sannitica in modo da permettere un flusso più agevole ai veicoli che imboccano la via a Porta Croce e non costringendo altri mezzi a fare ugualmente per poi percorrere via San Rocco. Una soluzione richiesta a gran voce dai titolari degli esercizi di quella via.
Resto del parere che a porta Troia (dove vedo meglio anche la presenza di semafori), a porta Foggia ed a porta San Severo ci sarebbe bisogno di realizzare delle rotonde.
Lamentele sono emerse altresì per via Fiorelli. Chi volesse raggiungere in auto, per esempio, la zona degli Uffici Postali in via Firenze, è costretto a compiere il giro dell’intera circonvallazione. Alcuni ritengono, però, che da via Fiorelli a via Firenze ci si possa arrivare anche a piedi. Così è, infatti, ma solo per chi magari deve ritirare una raccomandata o effettuare un versamento. Diverso sarebbe nel caso in cui si avesse bisogno di trasportare dei pacchi ingombranti.
Anche via San Domenico, tutta a senso unico da via Casotti, rappresenterebbe per alcuni un problema. Così come qualche problema pare ci sia al semaforo tra via IV Novembre e via Napoli, che alcuni cittadini vorrebbero in quel tratto collegata a via Bari.
Il problema più grande sarebbe però legato alle lamentela degli operatori economici della città. Molti dei quali lamentano un preoccupante calo degli incassi da quando è entrato in vigore il nuovo strumento del traffico. Come il caso, per esempio, dell’edicola di piazza Di Vagno, che ha visto drasticamente ridotte le soste dei clienti abituali per acquistare giornali ed altri articoli. Allo stesso modo molti altri esercizi commerciali di genere diverso avrebbero mostrato il proprio rammarico in quanto con i sensi unici si sarebbero ridotti notevolmente i parcheggi che portano, a loro parere, gli utenti a fare potenziali acquisti.
Ma la preoccupazione più sentita è senza dubbio quella della velocità a cui ricorrono molti autisti che dire “indisciplinati” è il minimo. Il rischio per i pedoni è veramente alto, specie nei pressi di zone ad alta concentrazione di bambini.
Molte le soluzioni suggerite dai cittadini: dai rallentatori acustici ai dossi (ma a quanto pare nei centri urbani l’uso di questi dissuasori non è consentito dall’apposito codice). Altri non ne vogliono sapere e vorrebbero tornare alla situazione precedente. Gli addetti ai lavori starebbero pensando ai segnali di STOP, che in molti casi erano già in essere. Pure se comunque fanno presente che il nuovo Piano del Traffico ha bisogno sì di alcune correzioni, ma anche di tempo per essere metabolizzato dalla città e soprattutto da chi era abituato a schemi secondo molti assai consolidati. È anche vero, però, che il nuovo P.G.T.U. conta persone che apprezzano lo strumento appena messo in atto. La città sembra divisa, insomma, in due tronconi sull’argomento e trovare qualche briciola di obiettività diventa sempre più arduo.
Sarebbe allora utile, dopo questo primo periodo che si vuole inquadrato nella sperimentazione più che nell’attuazione, un incontro con i rappresentanti di categoria e con la cittadinanza per sapere quel che emerge.
Inoltre, siamo curiosi di scoprire quali altri correttivi possono nascere in seguito, quando avremo le prime piogge (visto che a Lucera una “stizzica” basta per mettere in crisi l’intero sistema viario) o quando ci avvicineremo alle festività natalizie.
Un ultimo consiglio, se ci è consentito. Si cerchi di sposare il più possibile questa soluzione del Traffico Urbano con il futuro Piano Urbanistico Generale. Fattori come “zonizzazione acustica”, “rumorosità”, “inquinamento atmosferico” e quant’altro non possono slegarsi dalla cosiddetta pianificazione territoriale.

Roberto Notarangelo



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