Domenica di voto “contro questo piano del traffico…”. A cosa servirà?
Settecento persone si sono fermate a dire SÌ o NO allo strumento della viabilità
Lucera, 13.01.2008 - Un’iniziativa messa su un po’ alla buona dal “Comitato contro questo piano del traffico” quella di domenica mattina in piazza Duomo, dove gli organizzatori hanno allestito un lungo tavolo con apposita urna in cui il passante o, comunque, gli interessati dovevano imbucare la propria scheda dopo aver tracciato il classico segno di croce sul SÌ o sul NO di approvazione o meno del nuovo strumento della viabilità entrato in vigore dallo scorso 20 novembre 2007.
La mattinata bella e soleggiata prometteva bene, senonché proprio alle ore 13:00 alcune folate di vento ed un primo annuvolamento facevano pensare che per il pomeriggio le cose forse si sarebbero complicate tanto da non poter proseguire. Ed infatti alle 17:00 non accadeva ancora nulla.
Settecento circa, così come da comunicazione degli stessi del comitato, sono state le persone fermatesi per esprimere un consenso o un diniego al piano del traffico. Magari si riprenderà più tardi e fino a questa sera si potrebbe arrivare a mille o qualche centinaio in più, forse pure sotto i duemila contatti. Fatto sta che rispetto alle migliaia di cittadini lucerini l’esiguo dato non rappresenterebbe comunque un riferimento tale da poter indurre l’amministrazione ad un sostanziale o radicale ripensamento da tradursi in un dietro-front.
Certo, l’iniziativa di questa mattina non forniva un’immagine di sé abbastanza imparziale, se si tiene conto che era organizzata da un comitato che ha assunto una posizione ben precisa, cioè quella, appunto, di dire NO a questo piano del traffico. Tant’è che alcuni cittadini presenti l’hanno scambiato per una petizione popolare il cui intento era quello di ottenere l’annullamento del piano stesso più che di esprimersi su un apprezzamento o un rigetto. Lo stesso target “spontaneo” (casuale) non lasciava modo di essere classificato in quel “campione” della popolazione identificato sociologicamente come tale. Intendiamoci, personalmente non ritengo che Lucera per il caso in questione abbia bisogno di spendere altri soldini in sondaggi che dir si voglia, ma l’idea di presentarsi con un SÌ o un NO categorici non lascia spazio, ad esempio, a chi volesse esprimersi per un apprezzamento “parziale”, intendendo per questo una soluzione che dia un margine per poter suggerire dei correttivi. Ma aldilà di ciò resta comunque, seppur encomiabile per lo sforzo, un modo di porgersi piuttosto improvvisato ed estemporaneo.
Da parte sua l’amministrazione avrebbe, invece – visto il livello di incomunicabilità venutosi a generare tra essa ed i vari gruppi, insiemi e sottoinsiemi con cui si è incontrata per poche volte –, dovuto mettere in atto una forma di apertura più comprensibile anziché aspettare i tanti cittadini che, a quanto pare, pure si recano o telefonano giornalmente al Comando di Polizia Municipale per esporre le proprie impressioni che, da quel che ci risulta, gli estensori stanno raccogliendo in una sorta di classificatore dei problemi per poter intervenire gradualmente ed in fasi successive. Certo nessuno può dire, però, con certezza, nemmeno dopo questo pseudo-referendum minimale, a chi stia bene il nuovo piano della viabilità urbana o se siano più quelli che l’apprezzano (pur ritenendo necessari e magari improcrastinabili dei correttivi) che coloro che ne bocciano gran parte o la totalità dei contenuti. Ognuno può tentare di trarre delle conclusioni personali e sommarie da impressioni ricevute.
Prendiamo il parere, di cui abbiamo già avuto modo di riferire in occasione della lettera dell’ing. Domenico Goffredo e che qui riproponiamo, del dott. Giuseppe Pica, consigliere di maggioranza in redazione, per esprimere le proprie conclusioni a due mesi circa dall'entrata in vigore del Piano Generale del Traffico Urbano. Per Pica il discorso appare più semplice di quanto si possa pensare: «Il manifesto fatto affiggere alcuni giorni prima dall'amministrazione comunale, attraverso cui si comunicava l'imminente entrata in vigore dello strumento relativo alla viabilità, parlava di “fase sperimentale” e di accoglimento di suggerimenti dall'esterno. Ebbene bisogna prendere atto che la fase sperimentale è terminata ed è ora di trarre le dovute conclusioni. A mio modo di vedere la sperimentazione non ha restituito un alto grado di soddisfacimento, tale da poter dire con certezza che va bene. Dovendomi limitare, quindi, ad una mia impressione devo dire che così com'è il Piano del Traffico va male». Per il consigliere comunale di maggioranza è anche giusto precisare che «…tornare indietro non vuol dire necessariamente accettare una sconfitta né che si tratti di un atto di debolezza. Anzi, sarebbe un gesto di umiltà che farebbe giungere apprezzamenti dall'esterno. Sarebbe altresì utile impegnarsi, ed io lo farò per primo, laddove la situazione della pavimentazione in molti punti della città soffre a causa della sempre più preoccupante presenza di buche. Penso, inoltre, che Lucera necessiti di una maggiore presenza dei Vigili Urbani sul territorio».
Insomma, chissà che non sarebbe sbagliato realmente se ci si impegnasse a fare in modo che la collettività possa finalmente appropriarsi di quello strumento che attende la sua completa attuazione e che lo Statuto Comunale prevede: il referendum. È senza dubbio il mezzo che tornerebbe più utile non solo in questa occasione, ma in mille altre situazioni, poiché consegnerebbe nelle mani dell’inerme e spesso sottomesso cittadino forse la più alta forma di espressione o comunicazione democratica. La sua attuazione, oltretutto, pare non richieda quei tempi tanto lunghi di cui si è spesso parlato. Va anche detto che il mezzo referendario, così come altre forme come quella messa in atto da gruppi o aggregazioni e di cui qui si tratta, non forniscono comunque eventuali soluzioni al problema che, invece, quando riconosciuto come tale, va risolto prendendo dei provvedimenti che primo o poi dovranno gioco forza scontrarsi con un'opinionistica eterogenea.
D’altra parte, interpellato per conoscere il suo pensiero, l’assessore al ramo Francesco Antonio Forte ha riferito che gli unici dati di cui l’amministrazione deve tener conto, sono quelli di quei cittadini che si fanno promotori di eventuali anomalie riscontrate personalmente, depositando pareri e suggerimenti di cui dover tener conto ancora in corso d’opera. «Anzi – ha poi concluso –, invito chiunque abbia delle osservazioni da fare a rivolgersi presso il Comando di Polizia Municipale chiedendo del Comandante Magg. Beniamino Amorico o del Ten. Alfredo Giordano, i quali si mostreranno pronti ad accogliere eventuali suggerimenti». Forte non ha escluso anche il ricorso a delle urne da dislocarsi in diversi punti della città adibite alla raccolta di suggerimenti scritti dai cittadini.
È evidente che, a questo punto, nessun sondaggio commissionato o petizione di sorta può dire realmente dove sia la verità, cioè a chi piaccia il piano del traffico ed a chi no. Ed ecco che, allora, solo un referendum potrebbe dare un risultato forse non infallibile, ma comunque più attendibile e credibile di altri.
Un antico prodotto partorito dalla grecia, la democrazia, resta l’unico modello che fa scuola al progresso e alla modernità.
Sta di fatto, però, che riesce sempre più difficile comprenderne l’importanza.
Roberto Notarangelo |