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Enel: dal “black-out” elettrico al corto circuito comunicativo
Sabato 15 ennesima somministrazione “a singhiozzo” dell’elettricità, nell’intera quanto estesa area urbana lucerina, con il centro storico a pagarne il dazio sempre e comunque

Lucera, 18 .03.2008 - “Mini” black-out, occorso all’incirca tra le 9:05 e le 10:00 del mattino di sabato 15 marzo, nell’area urbana di Lucera. Stante un guasto di natura tecnica è di colpo precipitato al buio pesto – in via metaforica s’intende – l’ampio complesso edificatorio del centro cittadino.
Pur se ristretti nella loro estensione, i disagi si sono resi tangibili eccome tra i cittadini-contribuenti raggiunti dal servizio di fornitura elettrica loro somministrato dall’Enel. Certo, non tutti erano e sono muniti di sistemi di sicurezza appositi, ma non obbligatori nel caso di specie: leggasi “stabilizzatori” o, dove richiesto, un gruppo elettrogeno per la produzione autonoma di energia, alla luce (è il caso di dire) delle manchevolezze e dei disservizi dalla varia classificazione e dalla variegata entità.
Come se non bastasse la luce elettrica ha fatto capolino poco meno di una cinquantina di minuti dopo l’intermittente ripristino dell’erogazione spettante alla compagnia nazionale nel settore energetico. Nel passato recente, su invito di privati soggetti e di operatori commerciali del posto, i pubblici amministratori avevano dato il via libera alle verifiche, in merito al reiterarsi di episodi non dissimili, pur se nell’ampio scacchiere di “Porta Croce”. Giusto per limitarsi ad un esempio di “paradigmatica” larghezza.
Arduo pure trovare un ristoro informativo, per chi ha inteso provarci, tramite il numero 803-500, utile alla segnalazione di guasti, sulla rete di pertinenza dell’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica. L’Enel per l’appunto. Tutto ciò mentre, tra le imprecazioni dei più, l’elettricità andava e veniva, nelle abitazioni come pure negli esercizi per il commercio, aperti da poche ore appena e nell’auspicio di un week end ristoratore, in termini di affari, qual è di solito quello pre-pasquale.
Solo in seguito ad una moltitudine di tentativi operati a mezzo telefonico – una vocina magnetica si peritava di avvertire l’utenza interessata del “guasto tecnico nella zona urbana del comune di Lucera”. Risposta lapalissiana e spersonalizzante, quella venuta dall’anonimo “call center” dell’azienda, che ancor oggi lascia inebetiti pensando e ripensando al pernicioso logorìo da “spegni e accendi”, indotto in ogni elettrodomestico di casa e nelle apparecchiature elettroniche di negozi e punti vendita, soprattutto quelli a minor metratura, perlopiù deprivati di soluzioni validamente opponibili, in un torno di tempo alquanto ridotto, come che sia ben avvertibile, in tutta la sua pervicace durata.
Nel frattempo la gente comune, i poveri mortali ergo, si vedevano costretti a fare a meno delle normali funzioni riconducibili all’utilizzo del sistema elettrico di base.
Per una volta, se non altro, a patire i riverberi di un evento “stressogeno”, come la contingentata presenza e la non meno subitanea assenza di corrente, è stato l’uomo e la sua invenzione-principe, la macchina, “energivora” o meno che la si pensi. Ma questo l’Enel, forse, non lo sa ancora.

Costantino Montuori

“PRO MEMORIA”

Sostando sulla tematica delle energie, in primis quelle rinnovabili, segnaliamo la replica “internettiana” dell’ultimo caso-scandalo, esposto documentaristicamente da “REPORT”, il fededegno contenitore di denunzia e di divulgazione in ambito televisivo, già in onda domenica 16 marzo, in pieno “prime time” alle 21:30 su Rai Tre.
Titolo dell’inchiesta, di Michele Buono e Piero Riccardi, è “L’altro modello”, portandovi sul sito del programma di Milena Gabanelli, visibile all’url: www.report.rai.it capirete il perché di una consimile scelta nominalistica.
Buona compulsazione, è il caso di consigliare ai “net-lettori”, a partire dal capitolo dedicato alle cosiddette “Led City” (vedasi Torraca, nel Salernitano, che ne rappresenta il primo esempio al mondo); finendo con il “perduto” brevetto dell’ingegneria italiana, vantabile negli anni Ottanta per gli impianti di “micro-cogenerazione”, oggi appannaggio dei tedeschi. Altro che mini black-out!
Guardare, vedere, leggere per crederci…

Costantino Montuori



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