Via Grieco, un pezzo del rione “I Cappuccini” oggi terra di nessuno
Esasperati da promesse e rassicurazioni trite e ritrite, i residenti nella prima traversa a destra di viale Maria De Peppo Serena si annunciano nuovamente disposti a compartecipare alle spese per l’innesto di un tronco idrico-fognario ad uso delle loro case. E c’è già chi pensa di non pagare più le tasse comunali!
Lucera, 23.04.2008 - Ora si dicono disposti a compartecipare alle spese, stimate sui 20mila Euro all’incirca e relative alla messa in opera di un tronco idrico-fognario di cui i residenti in via Ruggero Grieco, la prima traversa a destra di viale Maria De Peppo Serena, attendono di servirsi da quasi un trentennio a questa parte.
Tanto più che, oggi come ieri, sei nuclei familiari (con un’età media piuttosto attempata) fanno i conti, da tempo immemorabile, con una criticità non sostenibile ancora a lungo, vedendosi (perfino) obbligati a coesistere con le ben avvertibili carenze igienico-sanitarie, derivanti dall’assenza di un troncone fognante ad uso delle palazzine in cui vivono i propri nuclei familiari.
Costruzioni, peraltro, tutte già sottoposte a regime di sanatoria, dopo che i corpi di fabbrica privati vennero tirati su mattone dopo mattone, ma senza le opportune concessioni edilizie. E proprio ai lembi del periferico quanto popoloso “Rione Cappuccini”.

Sia come sia, questi cittadini-contribuenti – anche loro di Lucera come tutti gli altri – saldano, e con la prescritta regolarità, le tasse comunali e le imposte governative, ancorché privi come sono di un servizio irrinunciabile e malgrado le loro azioni di protesta si siano, con il tempo, riprodotte, ma senza esiti di sorta, dapprima presso l’Amministrazione Labbate e ancor più all’indirizzo del Sindaco in carica, Vincenzo Morlacco. Il che non basisce oltre il dovuto. Anzi.
Si pensi che, ora come ora, non meno di una decina di persone sono costrette a servirsi di un pozzo nero, a mo’ di sversatoio per i liquami residui, con tutto l’aggravio di spesa che ne deriva, stante il periodico ricorrere ai mezzi di spurgo delle ditte private in arrivo da Cerignola, se non addirittura dal Barese, al costo di 130 Euro a chiamata e nell’indifferenza complessiva degli attuali e dei passati decisori della cosa pubblica, ancora una volta chiamati in causa per via di un sempre assordante silenzio.

Qualcuno già minaccia lo sciopero delle tasse…
Nel mentre, alcuni residenti minacciano di bloccare le principali vie di accesso ad un agglomerato urbanistico che di abitanti ne conta5mila.
Tra le ragioni – alla base del quantomai espanso coro di dissenso che la gente si dice desiderosa di trasferire in strada –, l’assenza di interesse da parte delle Autorità Comunali, in ordine allo stato di non poche arterie stradali del quartiere.
Su questa direttrice di intenti si indirizzano tutte quelle proposte sostenute da un gran numero delle famiglie.
Gli interessati hanno riferito di ritenersi anche disposti ad una simbolica interruzione nel versamento dei tributi alla municipalità. Cessando di adempiere al pagamento della sin troppo esosa fiscalità locale, ad un anno dall’avversata delibera di giunta numero 106 del 4 aprile 2007, quella a marchio “Labbate quinquies”, per il cui tramite si è imposto un incremento, nell’ordine del 6%, alla temuta Tarsu (la Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, ndr).
Tanto paga e pagherà Pantalone. Sempre e comunque. Le paventate azioni di pur civile disaccordo, avrebbero in animo di intercettare le sin qui tenui attenzioni del primo cittadino e dell’intero arco decisionale del centrosinistra, in merito alla situazione di degrado e di abbandono che investe la zona.

Dai ristagni idrici, in danno delle abitazioni circostanti il plesso scolastico di via Francesco Piccolo, oggetto di rappezzi a macchia di leopardo, ad un servizio di illuminazione pubblica pressoché scadente lungo i percorsi viari interni alla stessa area urbana.
E così, seguitando in un “cahier de dolehances”, che si annuncia infinito o quasi. Ma con tutto quel “baillame” politico-amministrativo, in atto a palazzo di Città, a Lucera chi ci pensa?
C’è da pensar a cose ben più serie. Come la verifica post-voto indetta a Bari dal segretario regionale del PD Michele Emiliano per il 5 maggio prossimo. Proprio quando il Consiglio di Stato a Roma dovrà pronunciarsi sull’annullamento o meno delle elezioni amministrative di Lucera del maggio 2007 a seguito del ricorso, presentato dal centrodestra, avverso la decisione del TAR Puglia che aveva respinto le prime motivazioni.
Rinviato a dopo quel 5 maggio anche il vertice di maggioranza a Palazzo di Città che prevedeva, da quel che si narra, la richiesta di azzeramento dell’esecutivo da parte dei socialisti.
Cosa volete che siano i problemi del Rione Cappuccini a confronto?
Costantino Montuori |