Arrosticini e delibere di ripensamento. La Giunta appena rientrata con il vice sindaco Di Matto ne fa un'altra delle sue
Ma il Di Matto non era quello convinto che la scelta dell’assessore Gentile andasse sostenuta, tanto da avere un confronto con gli operatori che, invece, volevano, lo scorso anno, costringere l’Amministrazione Comunale a fare dietro-front?
Lucera, 13.08.2008 - L’11 agosto il sindaco Vincenzo Morlacco si dimette e, senza perder tempo, il giorno dopo la vecchia Giunta da appena reintegrata si riunisce perché… la città non può aspettare. E sapete qual è la prima deliberazione che adotta l’esecutivo presieduto dal vice sindaco Antonio Di Matto? Quella di autorizzare nuovamente gli ambulanti con tavolini e griglie per l’arrosto di wurstel e salsicce ad installare le proprie attrezzature in piazza Matteotti.
Ma facciamo un po’ di cronistoria.
Atto 1°
In data 02.08.2007 l’esecutivo, fresco di nomina, su proposta dell’Assessore alle Attività Produttive Renato Gentile, adotta la deliberazione n. 208 (leggi i contenuti), con la quale, in sostanza, piazza Matteotti e viale Castello vengono interdette alla somministrazione di alimenti e bevande, in forma itinerante e su area pubblica. Tale scelta è giustificata da “motivi di sicurezza ed incolumità pubblica”.
Con lo stesso atto vengono individuate altre vie per l’esercizio di quelle attività che, in passato, pare avessero procurato non pochi disagi alla cittadinanza in occasione di concerti e manifestazioni.
In quella seduta della Giunta l’unico assente è stato l’assessore alla Polizia Municipale Francesco Antonio Forte.
Atto 2°
In data 13.08.2007, sempre la Giunta (assenti Di Matto, Del Gaudio, Franchino, Ventrella) adotta la deliberazione n. 215 (leggi i contenuti), con la quale viene modificata la precedente deliberazione n. 208 stabilendo che quanto con essa deliberato (interdizione degli itineranti che effettuano la somministrazione di alimenti e bevande in piazza Matteotti) avrebbe avuto efficacia dal 01.01.2008.
L’oggetto della delibera parla di “commercio itinerante con parcheggio” che, da quanto accertato, è una tipologia di commercio inesistente, in altri termini non esiste il commercio itinerante “con parcheggio”. A meno che non ci si voglia riferire al fatto che agli itineranti, oltre a permettere di installare le attrezzature in piazza Matteotti, veniva altresì permesso di parcheggiare camion, auto, scooter e mezzi di famiglia.
Qual è stata la motivazione che ha fatto scaturire la necessità di far slittare la decorrenza?
Ufficialmente nella deliberazione viene data questa motivazione: “Preso atto che essendo stato adottato l’atto di indirizzo solo ad inizio Agosto e pertanto non c’è stata la possibilità di organizzare e far organizzare diversamente gli operatori del settore…”.
Ma se il primo atto è stato adottato il 2 agosto e gli operatori installano le proprie attrezzature non prima del 13 agosto, è mai possibile che in dieci giorni non è stato possibile “organizzare e far organizzare diversamente gli operatori del settore”?
In via del tutto ufficiosa va detto che c’è stato “un confronto” fra l’assessore Gentile, disposto a fare braccio di ferro con quegli operatori (che nel gergo sono definiti “gli arrosticini”) ed un suo collega di Giunta che, invece, aveva garantito (riuscendoci) che fossero fatte salve le loro richieste, cioè continuare ad arrostire wurstel e salsicce in piazza Matteotti.
Fu proprio l’assessore Di Matto l’unico che supportò l’assessore Gentile e che gli fu al fianco nella scelta drastica di dissuadere dallo svolgere quel tipo di attività in piazza Matteotti.
Ora cosa è accaduto?
Atto 3°
Nella prima Giunta appena ripristinata l'altro ieri mattina dal sindaco Morlacco e presieduta dal vice-sindaco Antonio Di Matto, il primo atto adottato – deliberazione n. 216 del 12.08.2008 (leggi i contenuti) – indovinate cosa stabilisce? Ma è semplice! “…di individuare, come area oggetto di occupazione da parte di attività di somministrazione di alimenti e bevande, in forma itinerante e su area pubblica, Piazza Matteotti…”.
Assurdo, ma è così.
Ma leggendo la deliberazione c’è ancora di più: sono assenti gli assessori Gentile (Commercio) e Forte (Polizia Municipale). Quindi di chi è la genialata? Indovinate? Ma sì! Proprio del vice-sindaco Di Matto. Infatti la deliberazione esordisce così: “Sentita la relazione del vice-Sindaco…”.
Ma come, il vice-sindaco Di Matto non era quello convinto che la scelta dell’assessore Gentile andasse sostenuta, tanto da avere un confronto proprio con gli operatori che, invece, volevano, lo scorso anno, costringere l’Amministrazione Comunale a fare dietro-front (riuscendoci con l’adozione della delibera n. 215 del 13 agosto) su quanto stabilito con la deliberazione n. 208 del 2 agosto?
Ci saranno state delle motivazioni valide, probabilmente, per convincere il vice-sindaco a cambiare idea a tal punto da proporre egli stesso l’atto che individua piazza Matteotti come sito “ideale” per le braci e le fornacelle! Vediamo cosa dice la delibera, ovvero quali sono le motivazioni adottate per deliberare in tal senso.
“Rilevato che, con l’approssimarsi delle Festività Patronali, vi è una notevole presenza di operatori ambulanti di somministrazione di alimenti e bevande e pertanto si rende necessario, come ogni anno, individuare una zona centrale nei pressi del luogo in cui si svolgono le manifestazioni e le celebrazioni delle festività Patronali, in cui permettere eccezionalmente la somministrazione di alimenti e bevande a servizio della cittadinanza e dei forestieri che partecipano numerosi ai concerti ed alle altre manifestazioni Lucerine…”.
Ah, ora è tutto chiaro! Lo ha fatto “per il bene della città”. Siccome nei pressi di piazza Matteotti mancano esercizi pubblici “a servizio della cittadinanza e dei forestieri”, è giusto che ad essi sia assicurato il congruo servizio.
Peccato però che l’assessore Antonio Di Matto non ha tenuto conto che in un perimetro di appena alcune decine di metri da piazza Matteotti operano:
• 10 bar, dei quali buona parte anche paninoteche;
• 1 pizzeria paninoteca;
• 1 piadineria – paninoteca – pizzeria;
• 1 kebaberia – paninoteca;
• 1 chiosco;
• 1 gelateria.
Se poi ci allunghiamo solo di qualche altra decina di metri troviamo:
• altre 6 pizzerie – paninoteche;
• almeno altri 15 bar dei quali molti anche paninoteche;
• altre gelaterie.
I quali gestori, sicuramente, aspettavano questi giorni per lavorare in un periodo di magra come quello attuale. Peccato! Se ne riparlerà il prossimo anno.
Ma forse il vice-Sindaco avrà pensato che non bastavano per assicurare il servizio ala cittadinanza ed ai forestieri, prevedendo parecchie centinaia di migliaia di spettatori per un concerto che, per la verità, non pare stia entusiasmando l’animo dei lucerini e degli abitanti delle città limitrofe.
E poi dicono che non c’è chi opera “per il bene della città”!
Ma va là!
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