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Le apparenze ingannano
Il Commissario Straordinario dice che la situazione del Sant’Anna è attentamente seguita. Il Commissario Di Bari, però, dovrebbe far capire, anche, quali altri situazioni (altrettanto a rischio) siano attentamente seguite tanto da aver bisogno di teloni salva faccia-ta

Lucera, 07.02.2009 - "Salviamo la faccia-ta", scrisse un giorno una mano ignota sulla recinzione in legno del Sant'Anna. Certo è comunque che le apparenze ingannano. E lo fanno spesso affidandosi ad una bella “maschera” che nasconde pur sempre quanto di peggio possa esserci dietro di essa (a meno che – e il periodo è propizio – non la si indossi perché è Carnevale). Nell’attesa di rimediare alla bruttura che insiste da diversi anni ormai in piazza Duomo (leggi “Sant’Anna”…, ma non solo) si cerca di accantonare il cumulo di sporcizia e di polvere sotto i mobili nella speranza che l’ospite di casa non sia così pignolo da sincerarsi se quella pulizia sia solo un’operazione per salvare, appunto, la faccia-ta. Insomma, nella città della cultura sì cara al compianto Pasquale Soccio (e non a torto, ma quando la cultura era ben altra cosa), le soluzioni possibili lasciano il posto ad un “make-up” e alle illusioni, alle figurine ed ai teloni di rafia stampati in digitale. Val bene la pena se intanto, però, l’intervento di ristrutturazione o restauro è in corso e richiede del tempo. Ma qui non si sapeva e non si sa nulla, se non che i proprietari dovranno ripresentare un progetto così che la Sovrintendenza non risponda ancora una volta con un diniego, come già è accaduto. Ma il tempo, si sa, veste sempre i panni del galantuomo.
Guardando a questa operazione di facciata non si può non pensare al fallimento della politica degli anni trascorsi. Quella stessa fatta da persone che non hanno saputo mai fronteggiare quei problemi grandi quanto un granello di sabbia, figurarsi poi quelli che pesano (non dico molto) appena quanto un mattone!
Il Commissario Straordinario dice che la situazione del Sant’Anna è attentamente seguita. Il Commissario Di Bari, però, dovrebbe far capire, anche, quali altri situazioni (altrettanto a rischio) siano attentamente seguite tanto da aver bisogno di teloni salva faccia-ta. La città, in effetti, dovrebbe essere tutta rivestita di teloni che fanno da maschera ai tanti sfregi (io la maschera la consiglierei anche a coloro che l’hanno ridotta in questo stato: ma quelli hanno invece la faccia tosta di non indossarla). Mai un decisore massimo di polso (a trovarlo!), ma solo rimedi per conservare quella poltrona da cui ci si alza (anche se malvolentieri) trincerandosi dietro la frase magica: “Per il bene della città!”. E non si pensi che sia perché viene meno il soddisfacimento dei propri bisogni.
Il corpo della città è dilaniato da colpi di lame che l’hanno ormai quasi ridotto a brandelli. Sanguina la sua storia. La cultura. Le basole sconnesse che fanno sembrare zoppa ogni persona che le calpesta (mettiamoci un pavimento provvisorio di caucciù che le faccia sembrare ben allineate anche se non lo sono). E, anche se non siamo in piazza Duomo, Palazzo D’Aries in via Ciaburri e i Sacramentini o la ex Colonia Agricola (mettiamo anche lì un telone salva faccia-ta). Le periferie da Bronx (un po’ di teloni li posizioniamo pure lì). La 167 con i suoi freddi scatoloni di pasta frolla (delle belle gigantografie con su scritto il nome della sentenza del Consiglio di Stato del dicembre 2008 a futura memoria salverebbe anche in quel caso le apparenze). La periferia ancora più esterna delle campagne inquinate e luoghi di discariche a cielo aperto (portiamo il meglio alla prossima Biennale di Venezia, così l’immagine di Lucera sarà salva e tutti vorranno vedere le nostre campagne che hanno rivalutato lo stile di Piero Manzoni, che negli anni ‘70 a Venezia ci portò la sua cacca in un barattolo di vetro). Mettiamo dei teloni salva faccia-ta anche a porta Troia e mascheriamo tutti quegli abusi e quelle tabelle abusive o fuori spazio disseminate in tutta la città.
Continuiamo a lasciarci ingannare dalle apparenze, nell’attesa di un decisore che restituisca il vero volto a questa città e non dei soliti ignoranti che la politica la fanno solo ed esclusivamente per se stessi.

Roberto Notarangelo



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