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Sconci via Ciaburri e Sant'Anna verso la risoluzione
A breve scade il termine dei 210 giorni entro cui la Soprintendenza dovrà pronunciarsi in chiave definitiva per il Sant'Anna, mentre per l'edificio di via Ciaburri si prospetta finalmente la riapertura della strada vicino a piazza San Giacomo

Lucera, 24.09.2009 - Uno scempio fa… brutta mostra di sé nel cuore storico e culturale della città, in quella piazza Duomo onore e vanto di Lucera riconosciuta come "Il salotto di Capitanata": è l'edificio Sant'Anna, già decrepito prima del sisma del 31 ottobre 2002 e, dopo la botta di grazia, ancor più pericolante, tanto che gli acquirenti (la S.C.G. srl di San Severo), da poco aggiudicatoselo con un'offerta di circa un milione di Euro nei confronti dell'IPAB che ha voluto disfarsene, furono costretti a mettere la struttura in sicurezza a proprie spese. Passano alcuni anni senza che nessuno sembra mostrare interesse nel risolvere quello sgorbio che non rende onore alla piazza (ad esclusione di una vera e propria operazione di… facciata promossa dall'ex Commissario Straordinario con la realizzazione ed il montaggio di un telo di simulazione) ed ecco che alcune mattina fa due tecnici della Soprintendenza hanno svolto un sopralluogo, accompagnati dal responsabile dell'Ufficio Urbanistica del Comune di Lucera dott. Giancarlo Flaminio e dopo che il sindaco dott. Pasquale Dotoli aveva reso ben nota la netta volontà di cominciare a monitorare questioni come quelle qui narrate al fine di trovarvi rimedio. Allo stato attuale insiste il vincolo di facciata, secondo quanto riportato dal Testo Unico sui Beni Culturali n. 42 del 2004 (art. 45), scattato a seguito della presentazione del progetto da parte della S.C.G. srl, senza contare il ruolo di controllo svolto da cittadini e soprattutto comitati (primo fra tutti "Luc'era c'è!") che ancora attendono gli sviluppi della vicenda. Va detto anche che il progetto fu "bocciato" dalla Soprintendenza al fine di tutelare non solo la facciata ma pure altre parti dell'edificio. Un diniego che il Comune d Lucera non fece altro che "girare" ai richiedenti.
Dopo il recente sopralluogo i tecnici della Soprintendenza avrebbero assunto l'impegno di relazionare su una possibile soluzione, anche perché a giorni dovrebbe scadere il termine (210 giorni da febbraio scorso) entro cui esprimersi in via definitiva, e cioè se c'è interesse storico-monumentale oppure se resta solo il vincolo relativo alla facciata. L'amministrazione comunale ha fatto inserire nell'apposito verbale stilato nell'occasione dell'incontro che, se l'azione della proprietà del Sant'Anna è meritevole di attenzione sotto l'aspetto monumentale e culturale, la stessa Soprintendenza dovrà fornire all'Ente di Palazzo Mozzagrugno suggerimenti utili a correggere gli elaborati proposti dalla S.C.G. srl. Dallo stesso Ufficio Urbanistica sarebbe intervenuta altresì una rielaborazione del progetto presentato in virtù del decreto, fermo restando che si dovrà capire, attraverso eventuali ulteriori accertamenti, se vi siano gli estremi per un vincolo monumentale.
Insomma, il Comune vuole sapere ora quali prescrizioni debbano essere emesse rispetto al progetto presentato dalla proprietà.

Via Ciaburri: finalmente si apre!

E per restare in tema di brutture e sconci in centro storico, ve ne è uno atavico che, oltretutto, rappresenta un ostacolo anche alla circolazione stradale oltre che un pericolo per l'incolumità dei passanti. Si tratta dell'immobile fatiscente posto nella parte terminale di via Ciaburri, nella parte in cui si ha lo sbocco e l'accesso alla ariosa piazza San Giacomo, un edificio posto di fronte ad una nota farmacia e laddove la strada si restringe tanto da costringere i passanti ad attraversarla utilizzando il solo marciapiede.
Da diversi lustri quella struttura presenta degli elementi "di sicurezza" alquanto pericolanti e per niente sicuri, all'interno di una recinzione metallica di per sè rotta dove ci cresce anche dell'erba. Ebbene, uno spettacolo indecoroso per una città come Lucera che ama vantarsi di una gloriosa cultura.
Anche qui va detto che l'amministrazione ed il sindaco Dotoli hanno messo subito in mostra un decisionismo apprezzabile (si spera, visto che ci siamo, anche in un intervento per ciò che riguarda lo scempio di piazza San Matteo, laddove si dice insistano delle terme romane, una tesi che in realtà sarebbe già stata messa abbondantemente in discussione).
È notizia di alcuni giorni fa (lo rendeva noto, oltre allo stesso Sindaco ed al responsabile dell'Ufficio Urbanistica dott. Giancarlo Flaminio, anche il consigliere Vincenzo De Peppo, presidente della Commissione Urbanistica) che è stato finalmente rilasciato ai proprietari (che hanno costituito un consorzio) un permesso a costruire finalizzato al recupero sismico conservativo (non si tratta, quindi di una ristrutturazione edilizia, per la quale l'iter procedurale è diverso), con l'urgenza di liberare quanto prima la strada. L'autorizzazione in questione prevede che entro un anno bisogna provvedere alla messa in sicurezza dell'edificio ed a liberare la strada (oltre che intervenire per la sistemazione dei tetti), ma la proprietà ha l'impegno di farlo entro e non oltre i sei mesi. Solo successivamente si può pensare ad una ristrutturazione vera e propria attraverso una D.I.A. o un regolare permesso a costruire con l'assoggettamento degli oneri urbanistici.
A sopportare le spese della messa in sicurezza e conseguente riapertura della strada sono gli stessi proprietari i quali, se dovessero rientrare nello scorrimento della graduatoria per i fondi previsti dal sisma del 2002, potrebbero beneficiare dei finanziamenti e proseguire i lavori. Attualmente sono fermi alla posizione n. 10. Il consorzio è 13º, subito dopo i proprietari del Sant'Anna, dai quali sono stati scavalcati a seguito di presentazione di ricorso.
Ma non è tutto, perché il Comune di Lucera, con la nuova amministrazione, ha diffidato i proprietari della struttura di via Ciaburri al pagamento della occupazione di suolo pubblico tenendo conto della data in cui si ebbe l'interruzione della strada.
È bene ricordare, per avere un'idea temporale della vicenza qui affrontata, che il Testo Unico afferma che i lavori vanno iniziati entro un anno dal rilascio del permesso e completati entro tre anni.

Roberto Notarangelo



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