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Quando la neve ci riporta all'infanzia
Sembra di vivere in una bella fiaba a lieto fine di tanti e tanti anni fa, dove l’atmosfera di un paesaggio incantato ha il potere di adombrare problematiche e malcontenti… almeno per pochi giorni

Lucera, 04.02.2012 - E la neve è scesa copiosa anche a Lucera! Tutto come ampiamente previsto, scenario simile agli anni 1956 e 1985, allorquando venti gelidi siberiani portarono in tutta la Capitanata fino a cinquanta centimetri di neve. Così anche il 2012 entrerà nella storia come l’anno della “grande nevicata”, tra i disagi e le difficoltà che un comune puo’ trovarsi ad affrontare in casi del genere. La neve caduta in abbondanza in queste ultime ore ha spezzato i rami di molti alberi, i quali, cadendo, hanno intralciato il traffico, già di per sé traviato, su molte strade cittadine. Su via Aldo Moro, nella tarda mattinata di sabato 4 febbraio, è stato necessario l’intervento di due autobotti dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza la circolazione stradale. E rami caduti sotto il peso della neve vengono segnalati pure nelle zone periferiche di “Lucera due”, “Lucera 3” e “Zona 167”. Le scuole, di ogni ordine e grado, venerdì 3 e sabato 4 febbraio sono rimaste chiuse per Ordinanza Sindacale e non si sa ancora come andrà a finire lunedì 6, visto che le previsioni meteorologiche non sono rassicuranti, anzi parlano di un rinvigorimento delle precipitazioni nevose per altre 72 ore.

Ma problematiche a parte, c’è un altro aspetto sul quale oggi Il Frizzo vuole soffermarsi, e cioè sull’immensa gioia dei nostri concittadini nel vedere la loro città avvolta nel candido manto dell’inverno. E i lucerini la neve se la stanno proprio godendo, questo è poco ma sicuro! Nella mattinata di sabato le zone della Villa Comunale, del Castello svevo-angioino e del Duomo erano affollatissime di gente; nel piazzale Padre Angelo Cuomo, che collega Viale Castello con Via Mazzini, in molti si sono divertiti a giocare a palle di neve, a scivolare con slittini e ad allestire pupazzi di neve. Intere famiglie e comitive si sono recati in questa area per dare “vita” alle tipiche creaturine di ghiaccio, con occhi di pigne, naso fronzuto e mani di fogliame. Si può dire che c’è stata una vera e propria gara tra chi riusciva a realizzare il “pupazzo di neve” più bello e più espressivo. Non è mancata gente che si è “armata” di guanti, cappelli e vecchie sciarpe per dare un tocco di colore al proprio ometto bianco. Tanto puro divertimento per grandi e per piccini, tanta incredulità nel vedere e nell’ammirare quelle immacolate distese bianche. Davvero un modo insolito di vivere la propria città, di riscoprire i suoi spazi e i suoi angoli, anche quelli normalmente poco frequentati nella routine giornaliera.
Un altro gruppo nutrito di gente si è aggirato per le vie del centro, con macchine fotografiche e telefonini alla mano, per immortalare suggestive immagini da taggare su social-network e da condividere con amici e conoscenti. Sembra di vivere in una bella fiaba a lieto fine di tanti e tanti anni fa, dove l’atmosfera di un paesaggio incantato ha il potere di adombrare problematiche e malcontenti… almeno per pochi giorni.
È il magico potere della neve.

Deborah Testa



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