Passano gli anni, ma gli sconci restano
Ma di tempo ce n'è ancora… Passeranno altri anni, verranno altri annunci in pompa magna, ma alle tante sconci se ne sommeranno altre… E Lucera sarà sempre più vuota
Lucera, 22.08.2010 - Alcune immagini relative a brutture che si confermano anno per anno, così come di pari passo trovano conferma le promesse ed i buoni propositi disattesi dai "paladini" della cosa pubblica che sembrano più intenti a curarsi di veder apparire il proprio nome su inviti e manifesti pubblicitari di eventi mondani e convegnistici. Le immagini a volte rendono meglio l'idea rispetto a tante parole. Ordinanze che non si fanno rispettare, come quella sulla vendita degli alcolici che risale ai tempi del sindaco Peppino Labbate. Le scale della cattedrale (in via d'Angicourt la mattina presto per i residenti uscire con l'auto è spesso un'impresa), i luoghi come viale castello e il boschetto sono disseminati di bottiglie di birra e di vino e di immondizia d'ogni genere.


Dispositivi messi lì, ad un angolo della città a testimoniare lo stato di abbandono delle cose, come il pannellino solare su palo posto all'angolo tra via Napoleone Battaglia e viale Augusteo e che dovrebbe segnalare con dei led ad intermittenza agli automobilisti di essere in prossimità di un passaggio pedonale. In via Vittorio Veneto, invece, tra piazza Di Vagno e piazza del Popolo è un continuo scorrimento sul modello di "Gioventù Bruciata", con appena delle strisce bianche a testimoniare (dopo vari solleciti dei residenti della zona) l'unico passaggio pedonale (e non è neanche sopraelevato).

L'ASI, che da tempo viene indicato come il futuro (un futuro che non arriva mai) luogo dello sviluppo, è una "ghost town" colma di sterpaglie ed erbacce buone per il pascolo (ma… "campa cavallo…"). Senza contare i pali della illuminazione che si "inchinano" all'arrendevolezza (la foto in questa pagine è emblematica).


Tornando in città regna ancora, dopo circa dieci anni di annunci roboanti, la fatiscenza di luoghi ed immobili come il Sant'Anna, l'edificio di via Ciaburri, i Sacramentini in via Cairoli, la ex Colonia Agricola con tutto il "forestame" e le stoppie.


E le luminarie? In piazza Duomo la festa è finita da una settimana e il salotto di pietra della Capitanata diventa ogni anno il deposito della ditta che ogni tanto smonta qualche pezzo per andarlo a montare in qualche altro paesino dove sta per iniziare la sua festa patronale. Il sindaco non potrebbe dire a questi signori che la festa si è chiusa il 16 di agosto e che il 17 la piazza deve essere libera?

Ma di tempo ce n'è ancora… Passeranno altri anni, verranno altri annunci in pompa magna, ma ai tanti abbandoni se ne sommeranno altri. E poi ci vengono a dire di parlare delle cose belle! E di quelle riluttanti, che offendono il decoro e l'onore della città, chi ne parla?
La cosa che però preoccupa maggiormente è che negli ultimi tempi nel cielo delle periferie della città cominciano ad intravedersi dei gabbiani reali.
No… Non siamo messi bene.
Roberto Notarangelo |