Comunicazione, informazione, comportamento?
(18.08.2004) L'uomo, in quanto essere pensante, ha sempre cercato di comunicare i suoi pensieri ed i suoi sentimenti ai propri simili, e lo ha fatto attraverso linguaggi costituiti di volta in volta da gesti, suoni, segnali, immagini. La comunicazione è un'azione dovuta ad un atto di volontà. Si pensi, infatti, alla fatale offerta della mela come al primo atto comunicativo libero ed autonomo. Tra gli svariati linguaggi, la comunicazione visiva è indubbiamente il più universale, il più esplicito e, spesso, il più esauriente."Vedere" significa, in primo luogo, possedere lo spazio, comprenderne la struttura e l'organizzazione, adattarsi all'ambiente fisico: afferrare le relazioni spaziali e orientarsi in una città è ben diverso dal muoversi liberi in campagna. Ma "vedere" è anche un fatto creativo nella misura in cui l'osservatore interviene organizzando gli stimoli ottici in forma unitaria.
È allora evidente quanto la percezione e, quindi, la comprensione delle impressioni sensorie dipenda dalla capacità di lettura e dal grado di attenzione dell'osservatore. Nel dipinto in alto a sinistra vi è un esempio divertente ed immediato di quanto ambigua possa risultare la percezione umana. In esso, il busto di Voltaire appare e scompare a seconda della volontà dell'osservatore. Quante volte, poi, nell'osservare le nuvole in cielo, vi è sembrato di vedere forme che richiamavano quelle di animali o di teste umane? Non solo la qualità, ma anche il grado di attenzione è importante per un'esatta percezione: un libro soltanto sfogliato o un'immagine appena guardata comunicano solo una minima parte dei messaggi che contengono, e quindi una ridotta quantità di informazioni. Infatti "comunicazione" significa informazione che, a sua volta, è la base per il comportamento.
Queste connessioni ed i loro evidenti riflessi di carattere sociale, spiegano il continuo sviluppo dei mezzi di comunicazione: la scrittura, i numeri, la pittura, la stampa, la fotografia, i manifesti murali, il cinema, la televisione, il computer (nell'interazione della parte hardware con quella software) sono tra gli strumenti più importanti per determinare e modificare il comportamento delle masse. Basti, per esempio, osservare la città, fulcro e somma di contraddittorie comunicazioni e di tutti i processi decisivi del nostro tempo, per avere l'esatta misura della continua evoluzione delle forme, della frenetica attività persuasiva della pubblicità, dell'accavallarsi di immagini e segnali, fino al caos e quindi alla facile mistificazione della realtà. Quanti sono i "ciechi" di questa città? Qual è il loro comportamento? E più precisamente, chi sono? Forse coloro che hanno perduto il senso reale della vista? O sono coloro che, pur vedendo, credono di vedere ciò che vedono?
La prossima volta parleremo, appunto, della percezione.
Barbecue