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Chi non fuma in compagnia… Ma per fortuna c’è il passivo

LUCERA - E’ consentito fumare. Dovrebbe essere questa la frase da leggere sui cartelli affissi nei locali pubblici italiani, tanto viene trasgredito il divieto di accendersi una bionda ammazza polmoni. Eppure negli altri Paesi, in testa gli Stati Uniti, le campagne di lotta al fumo pare abbiano portato risultati ben diversi. Lì addirittura si era parlato di vietare il fumo anche nei luoghi pubblici all’aperto (stadi e teatri per fare un esempio).
L: «Ma sti americani, sono i soliti esagerati!»-avrà detto qualcuno-.
E invece forse non lo sono: provate ad andare ad uno stadio e sedervi accanto ad un fumatore: se malauguratamente il vento tira dal vostro lato le esalazioni prodotte dalla sigaretta vi arriveranno dritte dritte nelle narici, e avrete così il privilegio di respirare il fumo prodotto dal vostro amico della salute in modo anche più rapido di come può accadere in un luogo chiuso. Ma qui siamo in Italia, e giustamente si fa all’italiana. Lucera non fa eccezione. Provate a fare un giro per i locali di intrattenimento maggiormente frequentati dai giovani nelle sere del fine settimana: pub, pizzerie e quant’altro. Trovatene uno dove faccia rispettare il divieto del fumo. In uno di questi, di cui non facciamo il nome per ovvi motivi di sicurezza (potrebbe avvelenarci col pericoloso Gas Nicotin, trovato in gran quantità tra le armi di distruzione di massa del rais… e poi dicono che non c’erano!), il gestore interrogato sul perché all’interno del suo locale si fuma impunemente ci ha risposto regalandoci un’autentica perla di saggezza:
G: «Ma sai – ha detto candidamente – la normativa non è molto chiara».
Ma pensa un po’. Eppure non siamo di fronte ad una legge tributaria (quelle si che possono essere poco chiare… alè) ma di fronte ad una legge che dice: “Nei locali pubblici non si fuma”, davvero mi chiedo “Cosa c’è da capire” proprio non l’ho capito. Anzi il divieto è stato introdotto già da un po’ di tempo: c’è una sfilza di leggi, la prima delle quali risalente addirittura al 1977. E allora che si fa? Niente, si continua a fumare. Negli uffici, nelle scuole, nei negozi, nei locali pubblici in generale.
A: «I non fumatori? Che vadano in malora! Qui si fumano sane e robuste sigarette irlandesi».
B: «Si ma nei pacchetti c’è scritto che il fumo nuoce gravemente alla salute».
A: «Sciocchezze!»
E intanto i non fumatori che fanno? I non fumatori, insomma, sono figli di un dio minore. Non trovano un locale nemmeno con una stanza per loro. Sono costretti a sorbirsi il fumo altrui, litigano per far rispettare il proprio diritto oppure, notizia dell’ultima ora, creano società segrete di cui fanno parte anche esponenti salutisti dell’amministrazione. E buona vita a tutti!

Leòn



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