Scelte
obbligate
Bum!
Bum! Bum! sono i venti di guerra che spirano sopra linnocente
capo dei nostri soldati di stanza in Oriente. Padri barbuti di
figli affamati danno battaglia ai figli cresciuti dei padri sazi
delle nostre lande. Potrebbe capitarci uno di Lucera, che sa soltanto
di essere lì ad aspettare qualcosa che non arriverà
mai: la pace. Muore così la voglia di pompare il sangue
al cuore, una volta riconosciuta linutilità del proprio
ruolo, quello di usare la paura per raggiungere la serenità.
Questa è la condizione dei genitori sazi di figli ben cresciuti
e ben educati, che indossano la nostra divisa e proteggono la
nostra bandiera, tutti consci che la pace è il contrario
della guerra e che non può essere suscitata né raggiunta
con questa, vale a dire attraverso lesercizio del suo contrario.
Nei giovani la voglia di pazzia è insita nelle loro carni
giovani, per gli anziani che li aspettano trepidanti, è
una scelta obbligata. La costruzione dellamore per i loro
figli belli e giovani è passata per venti o più
inverni e altrettanti paradisi, fatti di profumi di borotalco,
pannolini, cartelle e scarpe di numeri ad ogni inverno crescenti,
di preoccupanti bocciature e sbucciature, mentre per guadagnarsi
quelle gioie, gli stessi genitori non esitavano a mescolare il
sudore con lirriconoscibile figura di fronte allo specchio,
ogni volta che per il bene dei loro virgulti avevano peccato.
Per quale motivo essi sono lì? È il dubbio che ci
tormenta anche quando abbiamo dato tute le risposte possibili?
Sono sicuro che ogni padre della storia dei figli-soldato, da
Cartagine a Kandahar, è accompagnato dallo stesso sottile
rancore verso i generali, i capi di stato maggiore, i ministri,
i dittatori, i presidenti, i re, i padroni del mondo e contro
Dio stesso. Essi aspettano da soli il tempo migliore per afferrare
ancora quella piccola manina che oggi stringe un fucile a migliaia
di chilometri dalla sua casa. Un uomo non va da sé a morire,
né un figlio si assenta un attimo dal grumo degli affetti
che alberga nel cuore di un genitore in attesa, ma quel bambino
in grembiule, quelluomo in divisa, si fa pensiero e di nuovo
cambia ruolo col cambiare dellorizzonte intorno a sé.
Quando la voglia di uscire e di ridere viene sopraffatta dal dubbio
senza parole che questi affetti suscitano, lunica certezza
è quella di una strada senza uscita, di un percorso obbligato,
da seguire ad occhi chiusi aspettando una nuova primavera, che,
fino a quando i soldati marceranno, tarderà ad arrivare,
attardandosi sempre nella stessa terra dei ricordi.
Luigi
Vittori
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