Il
lupo e il contadino
da
I libri di Gulliver
Un
lupo supplicò un contadino di nasconderlo ma, quando il
pericolo fu passato, saltò fuori e volle mangiarsi il suo
salvatore. «Non è giusto che tu mangi chi ti ha aiutato!»
esclamò il contadino, ma il lupo ribatté: «Nessuno
mai ricorda i benefici ricevuti. Perché dovrei essere io
il primo a ricordarlo?». «Ti prego, lupo, sentiamo
cosa ne pensano i passanti, prima di decidere».
Si trovava a passare di là un vecchio cane e confermò
che il suo padrone, dopo anni di fedele servizio lo trattava,
ora che non gli era più utile, con immensa ingratitudine.
Giunse anche un cavallo e ammise di aver ricevuto lo stesso trattamento
del cane. Il contadino oramai disperava di dissuadere il lupo
dal mangiarlo e quindi di salvarsi quando, d'improvviso, vide
arrivare una volpe e, confidando nella sua astuzia, le fece un
cenno d'intesa e rivolgendosi al lupo disse: «Interroghiamo
anche quest'ultimo passante, poi farai quello che vorrai».
«Volpe cara, questo lupo non vuole essermi grato di averlo
nascosto nel sacco dai cacciatori che lo inseguivano. Cosa ne
pensi?».
E la volpe: «Un lupo così grosso in un sacco così
piccolo? Non posso crederlo. Fatemi vedere.» Il lupo rientrò
nel sacco e subito la volpe aiutò il contadino a chiuderlo
ben bene con un grosso nodo. L'uomo prese allora un bastone, riempì
di legnate il lupo ch'era dentro il sacco e poi si girò
verso la volpe e atterrò anche lei con un gran colpo in
testa esclamando poi: «Sai, volpe? A forza di dirmelo hanno
convinto anche me che la gratitudine non esiste affatto!».
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