Il Consiglio dei Topi
da
Le Favole di La Fontaine
(15.09.2004)
Un Gatto, che diceano il Mangialardo, /
Facea dei Topi un così gran macello, /
E tanti nell'avello /
N'avea sospinti e sbigottiti tanti, /
Che i pochi vivi ancora /
Non osavano il muso cacciar fuora.
Quatti nei buchi sen morian di fame, /
Tanta paura avean di quel, non gatto, /
Ma carnefice infame. /
Un giorno tuttavia, colto il momento / Che il Gatto andò a far visita all'amante. / E stette in alto tutta la giornata, / Si radunano i Topi a parlamento.
Il presidente, ch'era una persona / Di gran senno, propose, e parve bello / A tutti il suo consiglio, / Che si attaccasse al gatto un campanello, / Un campanel che suona / E dia l'avviso ai Topi di fuggire, / Quando il nemico accenna di venire.
Bravo, bene, benissimo! - Ciascuno / Approva la mozione. / Ma quando si trattò di sceglier quello, / Che attaccare doveva il campanello, / Non si trovò nessuno. / O fossi matto… io no… fossi corbello… / Vedendo ch'era chiacchiera perduta, / Il presidente leva la seduta.
Ho veduto qualche altro parlamento, / (Non di topi) e qualche altra commissione / Che venne alla precisa conclusione. / A ciarlar son bravi in cento, / Ma diverso è ben l'affare / Quando trattasi di fare.
Morale:
per aver un esempio che si specchi in questa fiaba, basterebbe assistere ad un Consiglio Comunale.
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