Humi
Un racconto di
Paulo Coelho
(22.11.2006)
Quanti di noi, dopo aver letto questo racconto, sapranno riconoscersi nel personaggio di Paulo Coelho? Molti, in fondo,sono uguali ad Humi, ma ben pochi l'ammetteranno.
Tanti anni fa abitava nell’isola di Hokkaido un giovane di nome Humi, il quale si guadagnava da vivere spaccando pietre. Benché fosse forte e sano, il ragazzo non era contento del proprio destino e si lamentava giorno e notte. Anche se non capiva molto bene le tradizioni del Cristianesimo, Humi aveva appreso che, almeno una volta all’anno, i desideri dell’umanità venivano esauditi. E così, il giorno di Natale, pregò intensamente e, con sua grande sorpresa, alla fine gli comparve un angelo.
«Hai la salute e una vita intera davanti a te – disse l’angelo. – Tutti i giovani cominciano facendo qualche piccolo lavoro. Perché non fai altro che lamentarli?».
«Dio è stato ingiusto con me e non mi ha dato l’opportunità di crescere», rispose Humi. Preoccupato, l’angelo si presentò al cospetto del Signore, chiedendo aiuto, affinché il suo protetto non finisse per perdere la propria anima. «Sia fatta la tua volontà – disse il Signore –. Oggi è Natale e, dunque, tutto ciò che Humi desidera gli sarà concesso». L’indomani, mentre stava spaccando pietre, Humi vide passare una carrozza che trasportava un nobiluomo coperto di gioielli. Asciugandosi il viso madido di sudore con le mani, Humi esclamò con amarezza: «Perché non posso essere un nobile anch’io? Questo è il mio destino».
«Lo sarai!», mormorò il suo angelo, con gioia immensa. E Humi si trasformò nel padrone di un palazzo sontuoso e di tante terre, circondato da servitori e cavalli. Prese così l’abitudine di uscire tutti i giorni con il suo impressionante corteo e godeva nel vedere gli antichi compagni che, allineati sul ciglio della strada, lo guardavano con rispetto. Un pomeriggio, il caldo era insopportabile e Humi, sia pure al riparo del suo parasole dorato, sudava come quando spaccava pietre. Si rese conto, allora, di non essere poi così tanto importante: al di sopra di lui c’erano prîncipi, imperatori e, più in alto ancora, c’era il sole, che non obbediva a nessuno, poiché era il vero sovrano. «Ah, angelo mio! Perché non posso essere il sole? Dev’essere questo il mio destino!», si lamentò Humi.
«E dunque lo sarai!», esclamò l’angelo, nascondendo la sua tristezza di fronte a un’ambizione così smisurata. E Humi divenne sole, com’era suo desiderio. Mentre brillava nel cielo, meravigliato per il proprio gigantesco potere di far maturare i raccolti o di bruciarli a suo piacimento, un punto nero cominciò ad avanzare nella sua direzione. La macchia nera cominciò ad avanzare nella sua direzione. La macchia nera continuò a ingrandirsi e Humi notò che si trattava di una nuvola, che si estendeva intorno a lui e gli impediva di vedere la Terra. «Angelo! – gridò Humi –, la nuvola è più forte del sole! II mio destino è di essere nuvola!».
«Lo sarai!», rispose l’angelo. Così Humi fu trasformato in nuvola e pensò di avere realizzato il proprio sogno. «Sono potente!», gridava, oscurando il sole. «Sono invincibile!» tuonava, inseguendo le onde. Ma, lungo la costa deserta dell’oceano, si ergeva una immensa roccia di granito, antica quanto il mondo. Humi pensò che la roccia lo stesse sfidando e scatenò una tempesta mai vista prima. Le onde, enormi e furiose, colpivano la roccia, tentando di strapparla al suolo e scagliarla in fondo al mare. Ma, salda e impassibile, la roccia rimaneva al suo posto. «Angelo! – singhiozzava Humi –, la roccia è più forte della nuvola! Il mio destino è quello di essere roccia!». E Humi si trasformò in roccia. «Chi potrà vincermi ora? – si domandava fra sè –. Sono il più potente del mondo!».
E così trascorsero vari anni, finché, un bel mattino, Humi sentì un’acuta stilettata nelle sue viscere di pietra, seguita da un dolore intenso, come se una parte del suo corpo di granito fosse dilacerata. Subito dopo udì alcuni colpi sordi, insistenti, e di nuovo un dolore insopportabile. Folle di sgomento, urlò: «Angelo, qualcuno sta cercando di ammazzarmi! Ha più potere di me, voglio essere come lui!».
«E lo sarai!», esclamò l’angelo piangendo. E fu così che Humi tornò a spaccare pietre.
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